Grecia / Fyrom: soluzione sul nome Macedonia nel 2008?

di Ninni Radicini
18 giugno 2007


Non è solo il futuro status del Kosovo a rappresentare un punto interrogativo per la stabilità dei Balcani. Dal 1995 Grecia e Fyrom - ex repubblica jugoslava di Macedonia, con la mediazione dell'inviato Onu Matthew Nimetz, negoziano sull'utilizzo del nome "Macedonia" da parte della Fyrom, e in particolare sulla possibilità che essa sia riconosciuta ufficialmente come "Repubblica di Macedonia", nome già scritto nella sua costituzione e come tale riconosciuta da Usa, Russia, Cina e di recente dalla Corea del Sud. Non da Onu e Ue. Le trattative che Skopje ha avviato per l'ingresso nella Nato e nella Ue potrebbero risultate determinanti, sebbene il sottosegretario di Stato americano Nicholas Burns, dopo l'incontro con il ministro degli esteri greco Dora Bakoyannis, abbia dichiarato che tuttora non c'è la certezza che la Fyrom sarà invitata ad entrare nell'Alleanza atlantica durante il summit dell'aprile '08 (quando saranno valutate anche le candidature di Croazia e Albania). Un mese prima sono previste le elezioni legislative in Grecia.

Intanto gli Usa invitano Grecia e Fyrom a intraprendere anche trattative dirette. Atene appare scettica sull'adesione della Fyrom alla Nato in tempi così brevi, poiché ritiene che non sia ancora in linea con gli standard richiesti. Una posizione che sembrerebbe trovare riscontri a Washington, pronta al via libera per la Croazia ma più cauta su Albania e Fyrom, il cui presidente Branko Crvenkovski ha dichiarato di essere disposto all'ingresso anche con il nome attuale. In Grecia una rilevazione della Gpo ha riscontrato che l'82.3% degli intervistati pensa che il governo dovrebbe porre il veto sull'adesione della Fyrom alla Nato. Il 70% è contrario all'uso del nome "Macedonia" in qualsiasi forma da parte di Skopje. Il 90% vorrebbe che il presidente della repubblica Karolos Papoulias convocasse un riunione dei leader dei partiti per stabilire una linea condivisa. L'86.1% considera infatti molto rilevante la questione.

Nell'ottobre '93 il governo di Konstantinos Mitsotakis (Nuova democrazia) cadde a seguito delle ripercussioni parlamentari conseguenti alla mobilitazione popolare che chiedeva non vi fossero concessioni sul nome "Macedonia". Oggi l'ex premier crede che se la Fyrom pretendesse di entrare nella Nato e nella Ue con il nome di "Repubblica di Macedonia", la Grecia non avrebbe altra alternativa che porre il veto. Sul versante elettorale, Laos - Partito popolare ortodosso di Georgios Karatzaferis, contrario a ogni passo indietro nei confronti di Skopje, potrebbe avvantaggiarsi, anche per le reciproche accuse tra Nd e Pasok - Movimento socialista panellenico sulla gestione da parte dell'attuale e del precedente governo. Secondo un sondaggio di inizio giugno della Vprc di Atene, Nd (43%) aumenta il vantaggio sul Pasok (39%). Seguono Kke - Partito comunista (7%, +0.5); Synaspismos - Coalizione della sinistra (4.5%, -0.5), Laos (4%, +0.5).

Per trovare una soluzione condivisa, Atene chiede alla Fyrom di superare ogni posizione propagandistica (es. la decisione di assegnare il nome "Alessandro il Grande" all'aeroporto della capitale), o addirittura irredentista, in riferimento alle possibili ripercussioni sulla Macedonia, regione della Grecia. La normalizzazione delle relazioni bilaterali sarebbe un passo decisivo per la stabilità nei Balcani e per un più agevole percorso euro-atlantico intrapreso da Skopje. Nel dicembre '05 la Fyrom ha ottenuto lo status di candidato all'ingresso nella Ue. Il recente rapporto della Commissione affari esteri del Parlamento europeo ha stabilito che l'attuale indeterminatezza intorno al nome non è un ostacolo all'apertura del negoziato. A luglio sarà argomento di dibattito all'Assemblea di Strasburgo. Eldr - Partito europeo dei liberali, democratici e riformatori, a cui aderisce Italia dei Valori, è favorevole all'allargamento alla Fyrom e agli altri stati balcanici.



* Articolo pubblicato da Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori

* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

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