The Rough Guide - Sicilia

di Robert Andrews, Jules Brown, Kate Hughes
ed. Antonio Vallardi Editore, pagg.495

Recensione di Ninni Radicini

Copertina del libro Rough Guide Sicilia, guida turistica di Robert Andrews, Jules Brown e Kate Hughes Sam Packinpah, regista di grandi film sull'epica della frontiera e sulla disillusione per il tempo che passa (Sfida nell'Alta Sierra, L'ultimo buscadero, Convoy - Trincea d'asfalto, etc.), detestava il turismo di massa, perché pensava che il turista snatura i luoghi che visita. Questa guida sulla Sicilia, oltre ad essere uno strumento di grande sostegno per chi viaggia, è anche una pubblicazione con una serie di valutazioni e notizie che rappresentano un valore aggiunto per una conoscenza più approfondita.

Gli autori conducono il lettore/turista attraverso la regione, nella sua globalità, evidenziando luoghi (monumenti, chiese, risorse paesaggistiche, etc.), situazioni che rientrano nel rapporto del turista con la popolazione locale e informazioni che possono risultare molto utili, perchè relative alla quotidianità di una vacanza (es. i ristoranti e gli alberghi più convenienti, orari e qualità dei mezzi di trasporto, etc.). Le "finestre" sui comportamenti tipici della popolazione sono, dal punto di vista del lettore, un optional notevole.

Gli autori escono dal recinto della catalogazione e della descrizione dei percorsi turistici e si addentrano in un terreno difficile, superandolo in modo agevole, a parte qualche bonaria esagerazione. Mentalità e abitudini fanno parte della antropologia umana e quindi gli autori specificano che in questo ambito, per natura mutevole seppure nel medio-lungo termine, ciò che è oggi, domani può non essere più. Si apprezza di questa guida, come delle altre che saranno recensite in seguito, la capacità di sintesi nella parte storica. Il giro inizia con una introduzione sulla specificità geografica della Sicilia: frontiera dell'Italia e dell'Europa, centro della macroregione mediterranea. La prima accezione è circoscrivibile a poco più dell'ultimo secolo e mezzo mentre la centralità mediterranea ha rappresentato un valore notevole nei circa 2.500 anni precedenti (e naturalmente ancora oggi).

E' facile quindi intuire perché in Sicilia è possibile trovare la sintesi di tutte le culture che nei millenni hanno orbitato sul Mediterraneo, lasciando a testimonianza un patrimonio artistico e culturale di valore inestimabile. Dal popolo autoctono (sicani, siculi, elimi per denominazione territoriale), ai Fenici, alla Grecia ai Normanni, alla Spagna, tante culture si sono sovrapposte, intrecciate, in un gioco di forze la cui risultante è l'attuale Sicilia. A Palermo - il capoluogo o la "capitale" - uno dei più espliciti esempi di contaminazione di stili e di culture è la chiesa della Martorana, realizzata durante il periodo normanno. All'interno il visitatore entra in una chiesa bizantina, cristiana, ellenica. E' una della tappe classiche di qualunque turista passi da Palermo.

I normanni erano discendenti dei vichinghi scandinavi, stabilitisi nel Nord della Francia e chiamati in Sicilia per liberarla dai saraceni, i quali peraltro erano presenti anche nella Europa continentale, avendo invaso e occupato un'ampia parte della Spagna (tranne i Paesi Baschi) e perfino un tratto del Sud della Francia. I normanni vinsero e si sovrapposero ai predecessori, creando anche un proprio stile architettonico. Ai normanni, che si integrarono con la popolazione locale, seguirono per via pacifica gli Svevi. Federico II Hohenstaufen unì le due corone e formò un impero - dalla attuale Germania fino alla Sicilia - la cui continuità territoriale era però interrotta nel centro della penisola italiana dallo Stato pontificio. La capitale di questo impero era Palermo e nella Cattedrale si trova la tomba dell'imperatore Svevo, meta dei turisti e dei siciliani.

Molto prima la Sicilia era stata innervata dalla cultura greca. Gruppi di ellenici provenienti da varie città giunsero in Sicilia e insieme con la popolazione locale cominciarono a fondare centri abitati, rapidamente trasformatisi in potenti città, come ad esempio Agrigento e Siracusa. Quest'ultima, dopo aver assunto il controllo della Sicilia, si espanse anche nella penisola italiana. Alleata di Sparta e decisiva nel conflitto contro Atene, fu poi sconfitta da Roma. Non perse però il suo carattere e vari secoli dopo, entrata insieme con la Sicilia nell'impero bizantino, resistette fino allo stremo alla invasione saracena: "fino a quando ci fu un muro dietro cui resistere".

Il carattere ellenico è lampante nella costa ionica e in quella sul mar di Sicilia: da Messina ad Agrigento, da Siracusa a Gela. Chiunque abbia visitato la Valle dei Templi di Agrigento avrà notato uno scenario in cui ogni pietra riporta all'epoca Classica e il Tempio della Concordia rievoca i fasti del Partenone di Atene. Così come gli spettacoli nel Teatro Greco di Siracusa rappresentano una occasione unica per i turisti. Memorabile, nell'estate 2005, l'Antigone di Sofocle, nella rappresentazione ortodossa e severa di Irene Papas. Il teatro è stato costruito nel 475 a.C, scavato nella roccia. Siracusa, patria di Archimede, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco

Chi visita il centro di Palermo trova una chiesa, un monumento, un palazzo nobiliare ogni cinquanta metri. Molti sono stati realizzati al tempo della presenza spagnola, con gli Aragonesi e poi con i Borboni. Era la Spagna in cui monarchia e cattolicesimo formavano una entità unica. La Spagna di Carlo V, sul cui impero "non tramontava mai il sole". Il periodo fra il Quattrocento e il Settecento fu fondamentale per la formazione dell'attuale mentalità siciliana. Negli ultimi tempi il legame con Madrid è stato rinforzato da una serie di iniziative culturali, in particolare la recente fondazione del centro di cultura spagnola a Palermo, in una ex chiesa dedicata a Santa Eulalia dei Catalani. Questi sono soltanto alcuni degli innumerevoli riferimenti artistici e culturali per cui visitare la Sicilia.

Il turista troverà ogni giorno una moltitudine di manifestazioni, rassegne, occasioni di svago e apprendimento che sempre più accompagnano le estati - in questo caso - dei siciliani e dei turisti. Rassegne come "Kals'Art", a Palermo, con un programma pieno di mostre, concerti, conferenze sono ormai un appuntamento consueto. Accanto a queste manifestazioni di ampio respiro internazionale, i turisti, in tutta l'Isola, troveranno rappresentazioni popolari ancorate alla tradizione locale, sia di carattere religioso sia traenti origine da episodi o leggende storiche. Questo vale per tutti i comuni siciliani: dalle grandi città ai centri dell'entroterra.

La Sicilia, oltre che arte e storia, offre molteplici motivi di interesse per il turista. Nel 2006 la ricorrenza del centenario della Targa Florio, la prima corsa automobilistica della storia (la seconda fu Indianapolis nel 1911), ideata da Vincenzo Florio, pilota e appassionato di tecnologia e meccanica. La corsa è stata fin da allora all'avanguardia per le soluzioni innovative. Nelle prime edizioni si sperimentò l'uso della radio per trasmettere le cronache della competizione e nel 1972 fu per la prima volta utilizzato il collegamento telematico tra scuderia e pilota in gara.

Senza contare che Florio volle, fin dalla prima edizione, che anche l'arte e l'editoria partecipassero alla realizzazione e allo sviluppo della corsa. Pittori e giornalisti redassero la rivista "Rapiditas", pubblicata in quattro lingue (italiano, inglese, tedesco, francese) e anticipatrice della cultura Futurista nella promozione della velocità come strumento di sviluppo della scienza. Fino ad arrivare a oggi. Ad ottobre 2006, una edizione speciale della Targa, con la partecipazione solo di auto alimentate da energie alternative.

Ogni centro della Sicilia, con le sue caratteristiche specifiche, contribuisce a creare una unicità che il turista non tarderà a notare. Perfino nella cucina, dove si ritrovano gli effetti della osmosi tra vari popoli. Si passa dalle eccentricità gastronomiche di Palermo alla maggiore razionalità della costa ionica, non a caso di derivazione ellenica. Il denominatore comune è naturalmente la pasticceria, che è componente imprescindibile del pasto principale, soprattutto in presenza di ospiti, ma a cui si fa ricorso anche durante il giorno.

Il turista che visita la Sicilia vi troverà qualcosa di originale e articolato. I colori riescono a combinarsi in modo impensabile pur rimanendo ognuno distinto dall'altro, come può accadere solo in una terra di frontiera, la cui insularità ne è elemento geneticamente immutabile. La Sicilia è come l'aquila bizantina, le cui due teste sono rivolte una verso oriente e una verso occidente. Il turista e il lettore lo noteranno fin dalle prime pagine di questa guida.



Puoi proseguire sull'argomento con le seguenti recensioni di Ninni Radicini:
The Rough Guide - Grecia continentale

The Rough Guide - Cipro

Le Garzantine - Geografia

I Vicerè

con il seguente articolo:
La Trinacria - Storia e Mitologia

con la seguente presentazione di una mostra:
Andreas Schulze: Guardando e ascoltando (Dipinti di panorami e sculture in ceramica dal viaggio in Sicilia dell'artista tedesco)

Prefazioni e recensioni di Ninni Radicini

Copertina del libro La Grecia contemporanea 1974-2006 di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini       La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007


Presentazione | Articoli sulla Grecia


Mappa del sito www.ninniradicini.it

Home page