Grecia: Elezioni Amministrative 2010
Pasok e Nuova Democrazia tra crisi economica, astensionismo e frammentazione politico-elettorale

di Ninni Radicini
Dicembre 2010


Le elezioni locali elleniche (7-14 novembre) hanno rappresentato il primo test politico-elettorale per il governo del premier socialista George Papandreou, ad un anno dalla vittoria nelle Legislative e nel pieno della crisi economica. Si è votato nelle 13 regioni e nei 325 comuni in cui è ora suddivisa l'amministrazione nazionale, come stabilito con il nuovo sistema Kallikratis, che ha razionalizzato il numero di enti locali. Candidati sostenuti da Pasok - Movimento socialista panellenico (ad. Partito socialista europeo) hanno vinto in 8 regioni, in 5 quelli sostenuti da ND - Nuova Democrazia (ad. Partito popolare europeo), principale partito di centrodestra all'opposizione.

Al primo turno sono stati eletti soltanto due governatori, entrambi sostenuti da Pasok. Per le altre 11 regioni, dove nessuno dei candidati ha ottenuto più del 50%, è stato necessario il ballottaggio. ND ha prevalso nell'area settentrionale (tranne nella Macedonia orientale - Tracia) e Pasok nella parte meridionale. Su 325 sindaci eletti, 166 sono indipendenti, di cui 19 senza alcun sostegno esterno di partito, 19 sostenuti da Pasok, 11 da Nuova Democrazia, 129 da uno o più partiti. ND ha perso i comuni di Atene e Thessaloniki, ma ha motivato la sconfitta con la lunga permanenza (25 anni consecutivi) di propri amministratori al vertice delle due città. Il dato più rilevante di queste elezioni è l'astensione, al primo turno al 39% a livello nazionale (Atene 58%, Pireo 56.5%, Thessaloniki 46.9%), aumentata al ballottaggio al 53%, con l'11.6% di schede bianche / nulle, raddoppiate rispetto al primo turno.

Le Amministrative si sono trasformate in un referendum sulle politica economia del governo, sulle misure di austerità per superare la crisi e sul piano di salvataggio Ue/Fmi di 110 miliardi di euro per evitare il fallimento (default). Papandreou considera il piano comunitario l'unico modo per uscire dalla crisi economica, seppure richieda sacrifici notevoli da parte del popolo. Contraria Nuova Democrazia, che ritiene inefficace la linea dell’Esecutivo. In campagna elettorale Papandreou aveva ipotizzato elezioni legislative anticipate nella eventualità di una sconfitta di Pasok. Antonis Samaras, leader di Nuova Democrazia da novembre '09, ha però risposto al primo ministro dicendo che questa prospettiva aveva soltanto finalità elettorali. Pur rimanendo primo partito, Pasok ha perso il 9% in confronto a ottobre '09, mentre ND segna un calo dell'1%. Tra i partiti in Parlamento aumenta i consensi (+2.5%) soltanto il KKE - Partito comunista (ad. Sinistra unita europea - Sinistra verde nordica).

George Papandreou ha commentato in modo positivo il risultato di Pasok, traendone il significato di sostegno alla prosecuzione del percorso di uscita dalla crisi economica. Georgios Karatzaferis, fondatore e presidente di Laos - Partito popolare ortodosso (ad. Europa della libertà e della democrazia), che ha sostenuto candidati sia con Pasok sia con ND, ha sottolineato in particolare il significato dell’astensione, proponendo un governo composto da tutti i partiti rappresentati nell'Assemblea nazionale. Alexis Tsipras, leader di Syriza e presidente di Synaspismos (ad. Sinistra unita europea - Sinistra verde nordica), ha detto che gli elettori hanno espresso una opposizione alle misure previste dal piano Ue/Fmi, prospettando un ruolo di Synaspismos nella formazione di uno schieramento unitario della sinistra.

Le elezioni hanno segnato la materializzazione di un contesto politico articolato, con una tendenza alla frammentazione, sia nel centrosinistra sia nel centrodestra, attraverso la formazione di partiti, movimenti, candidature indipendenti. Tra le novità, il partito della Sinistra Democratica, fondato a giugno da una scissione da Synaspimos della componente socialista democratica. Il 21 novembre, Dora Bakoyannis, una delle personalità di maggior prestigio della Repubblica ellenica, già ministro degli Esteri nel precedente governo di Nuova Democrazia e prima sindaco di Atene, ha presentato Alleanza Democratica, partito liberale, centrista (il simbolo è l'albero di ulivo).

I dati presentati da Elstat - Autorità statistica ellenica a inizio novembre indicano che ad ottobre il tasso di disoccupazione è aumentato, con punte in Attica (35%) e Macedonia centrale (20%), insieme con una diminuzione della produzione industriale del 7% e del Pil del 4.5% nel terzo quadrimestre del '10. Dopo la pubblicazione di Eurostat della valutazione aggiornata dei dati economici - deficit 15.4%; debito statale 126.8% - entrambi rivisti al rialzo su quelli di aprile, l'Ue ha dichiarato che la Grecia si sta muovendo nella direzione del Programma di Stabilità, seppure sia tuttora necessaria una ulteriore riduzione della spesa pubblica.



* Articolo pubblicato da Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori

* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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ed. Polistampa, 2007

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