Gran Bretagna: crisi dei Laburisti ed evoluzione del quadro politico
Aumentano i seggi per Conservatori, Liberaldemocratici, Partito Nazionale Britannico e Verdi

di Ninni Radicini
04 maggio 2008


I risultati delle elezioni amministrative in Inghilterra e Galles svoltesi l'1 maggio hanno segnato una pesante sconfitta per il Partito Laburista (la peggiore degli ultimi 40 anni), con effetti in prospettiva per il primo ministro Gordon Brown. Si è votato per il rinnovo di 159 assemblee legislative locali (137 in Inghilterra, 22 in Galles), con 4.023 seggi in palio. I Conservatori hanno ottenuto il 44% (+256 seggi), Liberaldemocratici 25% (+34), Laburisti 24% (-331). Incrementano consensi e seggi anche il Bnp - Partito Nazionale Britannico (+16) e i Verdi (+5). La vittoria più eclatante per il Partito Conservatore è stata quella di Londra, con Boris Johnson eletto sindaco contro il laburista, in carica, Ken Livingstone.

Nello scrutinio del primo voto di preferenza Johnson ha ottenuto 1.043.761 voti (42.48%), Livingstone 893.877 (36.38%), Brian Paddick, dei Liberaldemocratici, 236.685 (9.63%). A seguire, Sian Berry, dei Verdi (3.15%) e Richard Barnbrook, del Bnp (2.84%). Dato che nessuno aveva raggiunto la maggioranza assoluta, come previsto dal sistema elettorale sono rimasti in corsa i primi due. A loro sono stati ripartiti i secondi voti di preferenza espressi da coloro che avevano votato, come prima scelta, per i candidati fuori dal ballottagio. Prima delle elezioni, nella ricerca di alleanze per l'orientamento della seconda preferenza, Livingstone aveva raggiunto un accordo con la Berry. Paddick invece ha evitato di prendere posizione a favore di alcuno dei due candidati principali. Alla conclusione del secondo e decisivo conteggio, poco prima della mezzanotte tra il 2 e 3 maggio, è stata confermata la prevalenza di Johnson con 1.168.738 voti (53%) contro i 1.028.966 voti di Livingstone (47%). Il candidato dei Tories è risultato primo in 28 dei 32 collegi elettorali, con molti consensi nelle periferie. Da notare che il distacco tra i due corrisponde a quello previsto dagli ultimi sondaggi.

Il neoeletto ha ringraziato il sindaco uscente, sottolineando che dal risultato non va tratta l'immagine di una metropoli diventata "conservatrice". Livingstone ha precisato che la sconfitta deve essere circoscritta alla sua amministrazione («Non si può essere sindaco per otto anni e poi, se non vinci il terzo mandato, dire che la sconfitta è stata di qualcun'altro»). Eppure per i Laburisti quella della capitale è la sconfitta più allarmante, perché Livingstone nel gradimento popolare è dieci punti avanti rispetto agli altri leader del partito. Tra le ipotesi più accreditate per spiegare quanto accaduto, quella che una parte consistente degli elettori prima laburisti abbia votato per il rinnovamento fine a se stesso, più che contro la politica di Livingstone.

A sostegno è richiamata la natura del suo contendente, a cui all'inizio della campagna elettorale pochi, o nessuno, davano concrete possibilità di vittoria. Deputato Tory di Henley, Johnson è un personaggio lontano dagli stereotipi del politico di area conservatrice, il cui establishment non ha finora mostrato molta considerazione verso di lui, tranne il leader del partito, David Cameron, come lui quarantenne e innovativo nell'immagine. Noto per una serie di battute valsegli l'accusa di populismo e di velato razzismo, Johnson, dopo studi a Eaton e Oxford, lavora prima come consulente aziendale poi da giornalista. Comincia al Times, passa al Daily Telegraph e da corrispondente a Bruxelles si fa notare per le cronache colorite sull'Unione Europea, che trovano terreno fertile presso l'opinione pubblica britannica. Poi passa alla direzione di The Spectator. Johnson si considera un conservatore liberal. Non ha mai negato ambizioni politiche e ha detto di ambire alla poltrona di primo ministro, seppure fino a poco tempo fa questa dichiarazione fosse considerata da molti una delle sue battute umoristiche.

I Laburisti (Labour Party) hanno segnato perdite superiori alle peggiori previsioni. Si attendevano un calo, già pesante, di 200 seggi, invece ne hanno perso 331. Peggio del 2004 (26%), quando una parte del suo elettorato espresse nella cabina elettorale la propria contrarietà per l'adesione di Blair alla guerra in Iraq. La nuova sconfitta è stata attribuita alla politica del primo ministro Gordon Brown, tra cui quella in materia fiscale con la riforma dell'imposta sul reddito, che ha interessato 5.3 milioni di lavoratori a basso salario. In Galles sono state perdute molte roccaforti, in particolare nel Sud. La crisi però non è iniziata con Brown, in carica da poco meno di un anno. Semmai con lui si sono finora rivelate vane le speranze di un recupero dei consensi persi nell'ultima fase dell'era di Tony Blair, caratterizzata da una profonda crisi d'immagine (es. lo scandalo della compravendita di seggi alla Camera dei Lord).

Tra le vittorie dei Conservatori (Conservative Party) quelle di Nuneaton e Bedworth (prima laburiste), West Lindsey (prima liberaldemocratica), Southampton, Vale of Glamorgan in Galles, Bury, nella Greater Manchester (area formata da 10 distretti metropolitani compresa la città), dove guadagnando tre seggi ha conquistato la maggioranza assoluta. I Liberaldemocratici (Liberal Democrats), per la seconda volta nella storia davanti ai Laburisti, si confermano primo partito a Liverpool (pur perdendo tre seggi), Sheffield, Newcastle, Hull. In Galles guadagnano 21 seggi e rafforzano la maggioranza a Cardiff. Un risultato positivo e non scontato, nel primo test per Nick Clegg, leader dallo scorso dicembre quando il partito era dato a poco meno del 15%. («Penso che il Labour sia, per così dire, in una fase di liquefazione. La politica è in movimento ed è molto più fludia di quanto sia stata per molti anni.»). I Liberaldemocratici nel Parlamento Europeo aderiscono al gruppo dell'Alde - Alleanza di Liberali e Democratici per l'Europa, di cui fa parte anche Italia dei Valori.

I Verdi (Green Party of England and Wales) hanno conquistato nuovi seggi a Liverpool, Sheffield, Cambridge, Camden, Stroud, Gloucestershire, ma ne hanno perso a Manchester e Oxford (1 su 8). Il risultato più significato l'hanno ottenuto a Norwich, dove ora sono il secondo partito con 13 seggi contro i 15 dei Laburisti. L'avanzata è avvenuta a danno dei Liberaldemocratici, che ne hanno tenuto solo 5 degli undici precedenti. In queste condizioni gli ecologisti possono aspirare a contendere ai Laburisti il seggio locale alla Camera dei Comuni. Oltre al dato elettorale vedono crescere molto la propria credibilità. Basti ricordare che il quotidiano The Independent, per le elezioni di Londra, ha espresso il proprio sostegno prima del voto a Sian Barry. Alla fine dell'anno il congresso del partito eleggerà il leader e il suo vice.

Ancora più consistente il dato del Bnp, seppure i dirigenti avessero ipotizzato di conquistare 40 seggi. Il partito, collocato nell'estrema destra, avanza nelle Midlands, nel Northern England, in Essex. Si conferma al secondo posto a Barnsley, e lo diventa a Swansea e a Jarrow - una specie di trincea laburista - dove ottiene il 33%; a Rotheram conquista due seggi, di cui uno battendo il sindaco laburista nel suo collegio; a Thurrok raggiunge il 40%; a Daventry il 31%. Soprattutto, per la prima volta, entra nell'Assemblea di Londra, con un seggio per Richard Barnbrook. Quando è salito sul podio, per pronunciare il discorso di accettazione, i principali candidati sindaci e la maggior parte del pubblico hanno lasciato la sala in segno di protesta.

Tra gli altri partiti, Ukip (Uk Independence Party), formazione "euroscettica" assurta alla notorietà dopo l'ottimo risultato alle elezioni europee del 2004, ha raddoppiato i consensi a Newcastle e ottenuto un secondo seggio a Hartlepool. Forse ancora più significative per questo partito altre due circostanze recenti. Dal 21 aprile è per la prima volta rappresentato nella Camera dei Comuni a seguito del passaggio tra le sue file di Bob Spink, eletto nel 2005 tra i Conservatori ed espulso dopo una polemica contro la dirigenza, da lui contestata per scarsa chiarezza sul tema del rapporto tra Gran Bretagna e Unione Europea. Alcuni giorni dopo la linea critica di Ukip verso Bruxelles ha trovato un'altro riscontro. Il ricorso presentato da Stuart Wheeler, contro la decisione del governo di non sottoporre a referendum popolare la ratifica del nuovo Trattato europeo, è stato giudicato ammissibile dall'Alta Corte, che si riunirà il 9 e 10 giugno. Il giorno dopo sarà la Camera dei Lords a votare sullo stesso argomento.

Crisi economica, sicurezza sociale, ordine pubblico, immigrazione. Nelle elezioni in Inghilterra e Galles, come già in Italia, sono stati i temi su cui si è formato e orientato il consenso degli elettori. La fase negativa attraversata dai Laburisti si inserisce in un quadro di crisi del centrosinistra in Europa. Oltre la realtà italiana, basti considerare quanto in corso in altri stati comunitari. In Germania la Spd ha visto una parte del suo elettorato dirigersi vero la Linke ("la Sinistra", di Oscar Lafontaine, dei Socialisti ex Ddr, dei sindacalisti socialdemocratici dell'ala radicale). In Francia il Partito Socialista, nonostante il recupero alle recenti amministrative, risente ancora della sconfitta alle Presidenziali 2007. In Grecia il Pasok - Movimento socialista panellenico è incalzato a sinistra da Syriza - Coalizione della Sinistra (formata da ex comunisti, ecologisti, e personalità dell'associazionismo e di vari movimenti). Terminata l'era dei governi della sinistra riformista post-ideologica, iniziata a metà degli anni '90 in tutta Europa, si assiste oggi a un ritorno al potere del centrodestra, in varie articolazioni. Per il centrosinistra quella attuale è una fase in cui l'azione interna, più che sulla ricerca di nuovi leader, andrebbe concentrata sulla elaborazione di un nuovo profilo politico, in considerazione di una società e di un elettorato oggi molto differenti da quelli di soltanto pochi anni fa.



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

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