Torna ad Atene il Frammento del Partenone custodito a Palermo

Accordo fra il Museo dell'Acropoli e il Museo Salinas. Dalla Grecia arrivano in Sicilia una statua della dea Atena e un'antica anfora geometrica. Previste comuni iniziative in partnership Sicilia-Grecia

Bandiera della Sicilia Bandiera della Grecia

(06 gennaio 2022) - È un accordo culturale di straordinaria importanza internazionale quello che la Sicilia ha sottoscritto con la Grecia, che prevede il trasferimento ad Atene del frammento di una lastra appartenente al fregio orientale del Partenone, attualmente custodito nel Museo archeologico regionale A. Salinas di Palermo. Si tratta del cosiddetto "Reperto Fagan", frammento in marmo pentelico che raffigura il piede o della Dea Peitho o di Artemide (Dea della Caccia) seduta in trono.

Un gesto, voluto dall'assessore regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà, condiviso con la Ministra greca della Cultura e dello Sport, Lina Mendoni, che per la cultura ellenica ha un valore fortemente simbolico: la Sicilia, in questo modo, fa, infatti, da apripista sul tema ritorno in Grecia dei reperti dei Partenone, dando il proprio contributo determinante al dibattito in corso da tempo a livello mondiale.

L'accordo, nato dalla proficua interlocuzione fra il Governo regionale - con l'assessore Samonà - e il Governo di Atene - con la Ministra Mendoni - è stato siglato dal Museo Archeologico Regionale "A. Salinas" di Palermo e dal Museo dell'Acropoli di Atene, ai sensi dell'articolo 67 del nostro Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che prevede il trasferimento pluriennale e lo scambio di reperti archeologici tra le due prestigiose istituzioni museali, rispettivamente dirette da Caterina Greco e da Nikolaos Stampolidis.

Sottoscritto secondo la legge italiana, l'accordo prevede che per un periodo di 4 anni, rinnovabile una sola volta, il Salinas trasferisca al Museo dell'Acropoli di Atene il frammento appartenente al Partenone, attualmente conservato a Palermo perché parte della collezione archeologica del console inglese Robert Fagan, acquistata dalla Regia Università di Palermo nel 1820. In cambio, da Atene arriveranno a Palermo due importantissimi reperti delle collezioni del Museo dell'Acropoli, ciascuno per un periodo di quattro anni: si tratta di un'importante statua acefala di Atena, databile alla fine del V secolo a.C., e di un'anfora geometrica della prima metà dell'VIII secolo a.C. Un'intesa che prevede anche l'organizzazione di iniziative in comune che saranno realizzate in partnership dai due musei su temi d'interesse culturale di respiro internazionale.

La volontà della Sicilia, in realtà, è quella di un ritorno in Grecia a tempo indeterminato del reperto. A questo proposito, la Regione Siciliana, oltre a promuovere l'accordo culturale di valorizzazione reciproca fra le due realtà museali, ha chiesto al Ministero della Cultura della Repubblica Italiana un percorso che porti al felice esito di questa possibilità: la pratica è stata già incardinata ed è attualmente in discussione in seno al "Comitato per il recupero e la restituzione dei Beni Culturali" istituito presso il Ministero.

Il ritorno ad Atene del frammento conferma quel sentimento di fratellanza culturale che lega Sicilia e Grecia, nel riconoscimento delle comuni radici mediterranee e degli antichissimi e profondi legami tra i due Paesi. L'accordo sottoscritto rappresenta, infatti, un sigillo d'eccezione per quella koinè mediterranea che, iniziata al tempo della Grecia classica con le sue colonie nell'Italia meridionale e in Sicilia, ancora oggi connota gli intimi legami culturali tra l'Italia e la Repubblica Greca.

Un accordo, che giunge al termine dell'anno in cui si è celebrato l'anniversario dell'avvio della lotta per l'indipendenza della Grecia e a poco più di tre mesi di distanza dalla Decisione del 29 settembre 2021 con cui la Commissione Intergovernativa dell'UNESCO per la Promozione della Restituzione dei Beni Culturali ai Paesi d'Origine (ICPRCP) ha richiamato "il Regno Unito affinché riconsideri la sua posizione e proceda in un dialogo in buona fede con la Grecia" che fin dal 1984 ha richiesto la restituzione delle sculture del Partenone, tuttora conservate presso il British Museum di Londra.

"Il ritorno ad Atene di questo importante reperto del Partenone - sottolinea l'Assessore regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà - va nella direzione della costruzione di un'Europa della Cultura che affonda le proprie radici nella nostra storia e nella nostra identità: quell'Europa dei popoli che ci vede profondamente uniti alla Grecia, in quanto entrambi portatori di valori antichi e universali.

E del resto, le molteplici e pregnanti testimonianze della cultura greca presenti in Sicilia sono la conferma di un legame antico e profondo. Grazie al governo Musumeci, la Sicilia torna al centro di una dimensione mediterranea, in cui il futuro comune passa per il dialogo e le relazioni con i Paesi che si affacciano sul "Mare nostrum". L'accordo di collaborazione con il Museo dell'Acropoli di Atene ci permetterà, inoltre, di porre in essere iniziative culturali comuni di grande spessore e rilevanza internazionale che daranno la giusta visibilità alla nostra Regione".

"Vorrei esprimere - sottolinea la ministra della Cultura e dello Sport della Repubblica Greca, Lina Mendoni - la mia più profonda gratitudine alla Giunta Regionale Siciliana e al suo Presidente Nello Musumeci, nonché all'Assessore Regionale ai Beni Culturali e dell'Identità della Sicilia Alberto Samonà. La nostra collaborazione affinché il frammento del Fregio Orientale del Partenone, oggi custodito presso il Museo Archeologico Regionale "A. Salinas" di Palermo, possa essere esposto per un lungo periodo presso il Museo dell'Acropoli insieme al proprio naturale contesto, è stata impeccabile e costruttiva.

Soprattutto, desidero qui esprimere la mia gratitudine per gli instancabili e sistematici sforzi del Governo Siciliano e dell'Assessore Alberto Samonà per aver intrapreso la procedura verso l'accordo legale ai sensi del Codice dei Beni Culturali della Repubblica Italiana, affinché questo frammento possa ritornare definitivamente ad Atene. Dal novembre del 2020, quando sono iniziate le discussioni tra di noi, fino ad oggi, - prosegue la ministra Mendoni - l'Assessore Samonà ha sempre dichiarato in ogni modo il suo amore per la Grecia e per la sua Cultura.

Nel complesso, l'intenzione e l'aspirazione del Governo Siciliano di rimpatriare definitivamente il Fregio palermitano ad Atene, non fa altro che riconfermare e rinsaldare ancora di più i legami culturali e di fratellanza di lunga data delle due regioni, nonché il riconoscimento di fatto di una comune identità mediterranea. In questo contesto, il Ministero della Cultura e dello Sport ellenico inizia con grande piacere la sua collaborazione con il Museo archeologico regionale "A. Salinas" di Palermo, non solo per l'esposizione presso di esso di importanti antichità provenienti dal Museo dell'Acropoli, ma anche per azioni e iniziative generali future. Con questo gesto, il Governo della Sicilia indica la via per il definitivo ritorno delle Sculture del Partenone ad Atene, la città che le ha create".

"Desidero esprimere la massima soddisfazione - aggiunge Caterina Greco, Direttore del Museo Archeologico Regionale A. Salinas - per il raggiungimento di un obiettivo che mi ero posta fin dal mio arrivo al museo Salinas, due anni fa. Riportare ad Atene il frammento del fregio del Partenone che solo nel 1893 Walter Amelung riconobbe come un originale attico a torto confuso tra i marmi recuperati dal Fagan durante i suoi scavi a Tindari del 1808, significa infatti non soltanto restituire alla Grecia un pezzetto della sua più illustre storia archeologica, ma anche illuminare di nuova luce la vicenda complessa e affascinante del collezionismo ottocentesco, che contraddistingue i nostri più antichi musei e di cui la testimonianza della presenza a Palermo della "lastra Fagan" rappresenta un episodio tra i più intriganti".

"L'approdo del Fregio palermitano presso il Museo dell'Acropoli - sottolinea il direttore del Museo dell'Acropoli di Atene, Nikolaos Stampolidis - risulta estremamente importante soprattutto per il modo in cui il Governo della Regione Siciliana, oggi guidato da Presidente Nello Musumeci, ha voluto rendere possibile il ricongiungimento del Fregio Fagan con quelli conservati presso il Museo dell'Acropoli.

Questo gesto già di per sé tanto significativo, viene ulteriormente intensificato dalla volontà da parte del Governo Regionale Siciliano, qui rappresentato dall'Assessore alla Cultura ed ai Beni dell'Identità Siciliana Alberto Samonà, che ha voluto, all'interno di un rapporto di fratellanza e di comuni radici culturali che uniscono la Sicilia con l'Ellade, intraprendere presso il Ministero della Cultura italiano la procedura intergovernativa di sdemanializzazione del Fregio palermitano, affinché esso possa rimanere definitivamente sine die ad Atene, presso il Museo dell'Acropoli suo luogo naturale.

In tal modo sarà la nostra amatissima sorella Sicilia ad aprire la strada ed a indicare la via per la restituzione alla Grecia anche per gli altri Fregi partenonici custoditi oggi presso altre città europee e soprattutto a Londra ed al Britisch Museum. Questa volontà, che rappresenta un fulgido esempio di civiltà e fratellanza per tutti i popoli, si sposa anche in un felicissimo ed emblematico connubio culturale con la decisione del 29 settembre 2021 espressa dall'Unesco nei riguardi del ritorno in Grecia delle sculture che si trovano presso il Museo londinese".

La storia dell'arrivo in Italia del "reperto Fagan" e i tentativi di riconsegna alla Grecia

Il reperto archeologico, giunto all'inizio del XIX secolo nelle mani del console inglese Robert Fagan in circostanze non del tutto chiarite, alla morte di questi fu lasciato in eredità alla moglie che, successivamente, lo vendette tra il 1818 e il 1820 al Regio Museo dell'Università di Palermo, di cui il Museo Archeologico Regionale "Antonino Salinas" è l'odierno epigono.

Già in passato si sono avute interlocuzioni volte al ritorno ad Atene del frammento del fregio del Partenone e in particolare tra il 2002 e il 2003, in occasione della visita di Stato in Grecia del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e in vista della realizzazione delle Olimpiadi ad Atene del 2004, fu aperto il dibattito sulla "restituzione" del manufatto. E ancora nel 2008, in occasione dell'inaugurazione del Nuovo Museo dell'Acropoli di Atene, si ripresero le trattative tra il Ministero Ellenico della Cultura e il Ministero Italiano dei Beni Culturali, ma anche in quell'occasione si raggiunse solo il risultato di prestare il frammento del Partenone ad Atene per un anno e mezzo, dal settembre 2008 al marzo 2010. Dopo il suo ritorno in Sicilia, negli anni successivi sulla vicenda della riconsegna permanente del reperto non se ne parlò più, se non riservatamente fra gli addetti ai lavori.

Per questa ragione, l'accordo sottoscritto tra i due musei coglie oggi un risultato di estrema rilevanza: perché dimostra concretamente la volontà della Sicilia di procedere sulla strada intrapresa, favorendo il definitivo ritorno ad Atene del frammento del fregio partenonico; e perché suggella la stretta collaborazione culturale tra due prestigiose istituzioni museali, entrambe di lunga ed antica tradizione.

La Statua di Atena e l'anfora che arriveranno al Museo Salinas da Atene

La statua (Akr. 3027), alta cm 60 e in marmo pentelico, raffigura la dea Atena vestita con un peplo segnato da una cintura portata sulla vita. Indossa un'egida stretta disposta trasversalmente sul petto, originariamente decorata con una gòrgone al centro, andata perduta. La figura sostiene il peso del proprio corpo sulla gamba destra, mentre con il braccio sinistro si appoggia probabilmente ad una lancia; la posa flessuosa e la resa morbida e avvolgente dell'abbigliamento sono tipiche dello stile attico dell'ultimo venticinquennio del V secolo a.C., influenzato dai modelli partenonici (c.d. "Stilericco").

L'anfora, integra e di grandi dimensioni (alt. cm 41,5), è un importante esemplare della categoria della ceramica geometrica, una produzione caratteristica delle fabbriche ateniesi della prima età arcaica, che segna l'emergere di Atene fra le varie polis della Grecia. Si tratta di un'anfora utilizzata come cinerario, rinvenuta nel 1961 nella tomba 5 scoperta presso le pendici meridionali dell'acropoli, e rappresenta una vaso tipico del Geometrico Medio II, con corpo ovoide, alto collo svasato che termina con l'orlo rivolto verso l'esterno, e due piccole anse verticali sulla spalla.

La decorazione, in gran parte a vernice nera, comprende sul collo una fascia recante un meandro delineato tra strisce orizzontali, mentre sulla pancia del vaso è dipinto un grande riquadro metopale con triangoli allineati; la parte inferiore del corpo e le anse sono decorate con sottili strisce parallele. La forma e lo stile inconfondibile, tipico di questa fase della ceramica attica, ne denotano la cronologia molto antica, risalente alla prima metà dell'VIII sec. a.C. (800-760 a. C.): un periodo, cioè, in cui non era ancora iniziata la colonizzazione greca della Sicilia, da cui solo successivamente derivò l'afflusso di materiali greci nella nostra isola.

L'arrivo in Sicilia di questi due significativi reperti delle collezioni del Museo dell'Acropoli, segna un decisivo cambio di passo nelle relazioni culturali tra la Sicilia e la Grecia, improntato alla piena pariteticità degli scambi culturali e a un reciproco rapporto di collaborazione che prevede anche lo sviluppo di iniziative comuni quali mostre, conferenze, ricerche scientifiche. È, infatti, la prima volta che dal famoso museo ateniese giungono in Sicilia e al Salinas, per un'esposizione di lungo periodo, testimonianze originali della storia della città che ha profondamente segnato, con la sua arte, l'intera cultura occidentale. (Comunicato stampa Studio Esseci)



Il frammento del Fregio del Partenone è tornato ad Atene

(11 gennaio 2022) - È stato il Primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis a ricevere dalle mani dell'Assessore ai Beni Culturali della Sicilia Alberto Samonà il frammento del fregio del Partenone che dal 1820 e sino a pochi giorni fa, era custodito al Museo Archeologico Salinas di Palermo. Alla cerimonia, svoltasi oggi 10 gennaio alle 13 (ora greca) al Museo dell'Acropoli di Atene, accanto al Premier Mitsotakis e all'Assessore Samonà, che ha rappresentato il Governo Musumeci, erano presenti la Ministra greca della Cultura e dello Sport, Lina Mendoni e i direttori del museo di provenienza del reperto, Caterina Greco per il Museo Archeologico Regionale "A. Salinas" di Palermo e Nikolaos Stampolidis, Direttore del Museo dell'Acropoli di Atene che già da oggi lo espone, ricongiunto al fregio di provenienza.

La forte ufficialità e solennità che il Governo Greco ha voluto dare alla cerimonia testimonia l'altissimo valore simbolico che il ritorno in Grecia di questo reperto assume a livello nazionale e internazionale. Su invito del Governo Greco, erano presenti anche i rappresentati della Stampa Internazionale accredita in Grecia. Nelle prossime settimane arriverà in Sicilia un'importante statua acefala di Atena, databile alla fine del V sec. a.C. che sarà esposta proprio al Museo archeologico regionale Salinas di Palermo.

Commentando questo importante momento, l'Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà, ha affermato: "Il ritorno in Grecia di questo frammento appartenente al fregio orientale del Partenone rappresenta per noi non un momento conclusivo ma l'inizio di un nuovo rapporto con la Repubblica Greca che ci fa essere orgogliosi e consapevoli che stiamo scrivendo insieme una nuova pagina di storia: le iniziative in comune che nasceranno tra il nostro Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas diretto da Caterina Greco e il prestigioso Museo dell'Acropoli di Atene diretto da Nikolaos Stampolidis parlano la lingua di questo futuro: oggi costruiamo insieme una nuova Europa della Cultura, che affonda le proprie radici nella nostra storia e nella comune identità mediterranea e che guarda al futuro". (Comunicato stampa Studio Esseci)



Particolare della Statua della Dea Atena Partnership Sicilia-Grecia: dal Museo dell'Acropoli arriva a Palermo la statua di Atena del V secolo a.C.
Nel capoluogo siciliano il ministro ellenico della Cultura e il direttore del Museo dell'Acropoli di Atene


09 febbraio 2022, ore 11
Museo Salinas - Palermo

Arriva a Palermo, dal Museo dell'Acropoli di Atene, la statua della Dea Atena, che sarà esposta per quattro anni al Museo Regionale A. Salinas. Ad accompagnare il prezioso reperto, risalente al V secolo a.C., saranno, per l'occasione, la Ministra della Cultura e dello Sport della Grecia, Lina Mendoni, e il direttore del Museo ateniese, Nikolaos Stampolidis, che lo affideranno alla Regione Siciliana, alla presenza dell'Assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà , e del direttore del Museo Salinas, Caterina Greco. Per l'occasione sarà presente il Sottosegretario alla Cultura, senatrice Lucia Borgonzoni. La consegna e la presentazione alla stampa della scultura sono in programma mercoledì 9 dicembre, alle 11, al Museo regionale Antonio Salinas. Nell'ambito della visita palermitana, la ministra Mendoni sarà ricevuta a Palazzo d'Orléans dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, e al Palazzo Reale dal Presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè.

L'affidamento per quattro anni al Salinas di questo notevole reperto archeologico è uno dei frutti dell'accordo di stretta collaborazione culturale voluto dall'Assessore Alberto Samonà con le Autorità greche. In base al protocollo d'intesa siglato tra i due musei, il mese scorso è arrivato nella capitale greca il frammento del fregio del Partenone (il cosiddetto "reperto Fagan"), che dal Museo archeologico Salinas ha raggiunto il nuovo Museo dell'Acropoli di Atene. Un momento, che è stato celebrato alla presenza del premier greco Kyriakos Mitsotakis.

La statua acefala di Atena, alta cm 60, è in marmo pentelico. Raffigura la dea, vestita con un peplo segnato da una cintura portata sulla vita. Indossa un'egida stretta disposta trasversalmente sul petto, originariamente decorata con una gòrgone al centro, andata perduta. La figura sostiene il peso del proprio corpo sulla gamba destra, mentre con il braccio sinistro si appoggia probabilmente ad una lancia; la posa flessuosa e la resa morbida e avvolgente dell'abbigliamento sono tipiche dello stile attico dell'ultimo venticinquennio del V secolo a.C., influenzato dai modelli delle sculture del Partenone. È la prima volta che dal famoso museo ateniese arriva in Sicilia, per un'esposizione di lungo periodo, una testimonianza originale della storia della città che ha profondamente segnato, con la sua arte, l'intera cultura occidentale.

La permanenza a Palermo della scultura appartenente alle collezioni del Museo dell'Acropoli costituisce il punto di partenza della sinergia avviata fra la Sicilia e la Grecia: una svolta, che avrà effetti positivi sull'offerta culturale regionale, grazie a iniziative che saranno organizzate in comune fra il Museo dell'Acropoli di Atene e il Museo archeologico regionale Salinas di Palermo, quali conferenze, mostre, ricerche scientifiche. (Comunicato ufficio stampa Studio Esseci)



Sicilia-Grecia
Da oggi la statua di Atena esposta al Museo Salinas di Palermo

La cerimonia stamattina alla presenza del Ministro della Cultura della Grecia

(09 febbraio 2022) - La posa sinuosa della scultura della dea Atena, che da oggi resterà in mostra per quattro anni al Museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo, rende questa statua della seconda metà del V secolo a.C. ancora più bella ed elegante. La consegna ufficiale è avvenuta questa mattina alla presenza della Ministra della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica, Lina Mendoni, e del direttore del Museo dell'Acropoli di Atene, Nikolaos Stampolidis, che hanno affidato questo prezioso reperto alla Regione Siciliana, nelle mani dell'Assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Alberto Samonà, e del direttore del Museo Salinas, Caterina Greco. Per l'occasione erano presenti al Salinas il Sottosegretario di Stato alla Cultura, sen. Lucia Borgonzoni, e il professor Louis Godart, presidente onorario del Comitato internazionale per la riunificazione dei marmi del Partenone e Accademico dei Lincei, insieme ai rappresentanti della Comunità Ellenica Trinacria di Palermo e della Comunità Ellenica dello Stretto.

L'arrivo a Palermo della statua di Atena è stato possibile a seguito dell'accordo, voluto dall'assessore Samonà e siglato fra i due musei ai sensi della legge italiana, in base al quale la Sicilia ha concesso al Museo dell'Acropoli (per quattro anni, rinnovabili per un uguale periodo) il frammento del fregio del Partenone appartenuto al console inglese Robert Fagan e che, dopo essere stato venduto nel 1820, era custodito al museo Salinas. Un gesto, con il quale la Sicilia ha voluto dare il proprio fattivo contributo al dibattito internazionale sul tema del ritorno in Grecia dei reperti dei Partenone.

Il trasferimento a Palermo della scultura che raffigura la dea Atena, inoltre, fa segnare un primato: è, infatti, la prima volta che dal celebre Museo dell'Acropoli arriva in Sicilia, per un'esposizione di lungo periodo, una testimonianza originale della storia ateniese. Grazie all'accordo, i due musei, ma più in generale, la Sicilia e la Grecia, avviano un percorso di collaborazione nel nome della cultura, grazie al quale saranno organizzate in partnership mostre, iniziative culturali e attività di ricerca. Ed è particolarmente significativo che il momento ufficiale di presentazione della statua sia avvenuto oggi, 9 febbraio, in cui si celebra la Giornata mondiale della Lingua e della Cultura Greca . Alla scadenza di questo periodo di quattro anni, dal Museo dell'Acropoli arriverà a Palermo un'anfora geometrica degli inizi dell'VIII secolo a.C.

Realizzata in marmo pentelico alla stregua di altre che provengono dall'area del Partenone, la statua acefala di Atena che da oggi potrà essere fruibile a tutti al Museo Salinas, raffigura la dea in questa posizione flessuosa, alla maniera dello stile attico di quell'epoca. La scultura sostiene il peso del proprio corpo sulla gamba destra, mentre con il braccio sinistro si appoggia probabilmente ad una lancia. Originariamente decorata con una gòrgone al centro, andata perduta, mostra Atena vestita con un peplo segnato da una cintura portata sulla vita e con un'egida stretta disposta trasversalmente sul petto.

"Questo momento, che segue la cerimonia dello scorso mese ad Atene - ha sottolineato l'assessore regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà, portando il saluto del Presidente Nello Musumeci - rappresenta per noi l'occasione per scrivere insieme una nuova pagina di storia. Oggi mettiamo insieme un tassello importante che va nella direzione di un'Europa, nuova e antica al tempo stesso, che affonda le proprie radici nella nostra cultura e nella nostra identità plurimillenaria. Nel nome dell'Europa dei popoli e del Mediterraneo, culla di civiltà, festeggiamo l'inizio di questo bellissimo rapporto di collaborazione con la Repubblica Ellenica e con le sue prestigiose istituzioni culturali".

"L'Accordo stipulato tra il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas e il Museo dell'Acropoli di Atene con il sostegno della Regione Siciliana e della Grecia, frutto di 14 mesi di intensa collaborazione e di consultazioni - ha evidenziato la Ministra della Cultura e dello Sport della Grecia, Lina Mendoni - prevede l'invio (per quattro anni più quattro) al Museo palermitano di due importanti e preziosi reperti provenienti dalle Collezioni del Museo dell'Acropoli. Quest'accordo, indica la via maestra che Londra ed il British Museum potranno seguire. Oggi Atene consegna al Museo Salinas,una statua della sua dea protettrice, Atena. Scolpita anch'essa in marmo pentelico, come le sculture del Partenone, essa ornava la Sacra Roccia dell'Acropoli nel V secolo a.C. Da oggi e per i prossimi quattro anni, Atena vivrà qui, a Panormo, nella fertile terra di Sicilia, per simboleggiare il lungo e fecondo legame che unisce la Sicilia e la Grecia".

"L'arrivo a Palermo della statua della Dea Atena si inserisce nel rapporto di stretta collaborazione intessuto tra l'Italia e la Grecia e prosegue nel cammino del rispetto delle reciproche storie e culture, a cui anche l'Unesco ha di recente guardato con favore. Restituire l'arte al suo contesto originale: è in questa chiave che va interpretata la sinergia tra i due Paesi, che si scambiano così un gesto dal forte valore simbolico e, ancora di più, politico - ha dichiarato il Sottosegretario di Stato per la Cultura Lucia Borgonzoni: "Il Museo Salinas - ha proseguito - oggi si arricchisce di una nuova testimonianza di un passato immortale, a disposizione per i prossimi quattro anni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Un passato che le nuove tecnologie ci aiutano a valorizzare: le copie tridimensionali ci permettono infatti di rendere i reperti archeologici ancora più accessibili, consentendoci di preservare il contesto originario dell'opera".

"In questo grande salone dove sono esposte le metope dei templi di Selinunte e che è il cuore pulsante del museo - ha spiegato Caterina Greco, direttrice del Museo archeologico regionale Antonio Salinas - tutto parla greco. Greche sono le divinità che appaiono davanti ai nostri occhi e i miti che da ogni parte ci circondano, disegnando una geografica del Mediterraneo antico che da secoli è la nostra casa comune. È dunque in buona compagnia la bella statua di Atena che viene dal santuario dell'Acropoli di Atene, prezioso àgalma che custodiremo con cura, e che particolarmente ci commuove perché è la testimonianza della lontana ma umanissima dedica di un devoto, oggi per noi senza volto né nome. Una collaborazione culturale tra nostri due musei, il Salinas e il Museo dell'Acropoli, che oggi celebriamo in occasione dell'esposizione a Palermo della scultura ateniese ma che nei prossimi mesi si sostanzierà in un programma di ulteriori iniziative e appuntamenti".

"Nell'ambito della feconda collaborazione instaurata con l'Assessorato ai Beni Culturali e dell'Identità Siciliana impersonato dall'assessore Alberto Samonà, grande amico della Grecia e con il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas e la sua inastancabile collega, la direttrice Caterina Greco - ha affermato il professor Nikolaos Stampolidis, direttore del Museo dell'Acropoli di Atene - il nostro Museo è oggi particolarmente lieto di concedere per un prestito della durata di quattro anni (cui seguirà, in avvicendamento e per altrettanto tempo, il prestito di un prezioso vaso geometrico dell'VIII secolo a. C.), il prezioso torso di una statua della dea Atena, proveniente dall'Acropoli di Atene. Il peplo che riveste la dea è ornato da una rara egida trasversale, con scolpita sopra una gorgone. Sulla mano sinistra ella portava una lancia. Questo pezzo della nostra Atene e della sua Acropoli, sarà così fruibile ai nostri cari amici siciliani, ricordandogli che anche la città di Atene e nostro museo li ama in quanto nostri fratelli".

"Ringrazio la Sicilia, il suo Governo, l'Assessore Alberto Samonà e la Direttrice del Museo Salinas, Caterina Greco - ha detto Louis Godart, Presidente onorario del Comitato internazionale per il ritorno dei marmi del Partenone in Grecia - di avere ascoltato la preghiera dei tanti che nel mondo credono nei valori promossi dagli antichi Greci, consentendo al frammento del fregio di Fidia conservato al Museo Salinas di Palermo di ritrovare la sua giusta collocazione nel nuovo museo dell'Acropoli. L'aver permesso a questo reperto di tornare ad Atene e raccordarsi con la statua della dea Artemide, la Sicilia e il Museo Salinas hanno indicato al mondo la strada che il British Museum dovrà seguire. Li ringrazio a nome della cultura mondiale". (Comunicato stampa Studio Esseci)



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