Poesia di Nidia Robba dedicata a Luigi Pirandello


La casa, lontan dai resti grandiosi,
resti dei templi d'Agrigento greca
era l'abitazione del più grande
fra tutti i drammaturghi di tutte Ere.
I suoi testi profondi e laboriosi
intrisi d'ironia d'un'ipoteca
posta sopra il dolore che s'espande
dentro l'interno turbato volere.

Noi avevamo da poco abbandonato
i gradini del templio più importante
sui quali ci sedemmo stando zitti,
guardando il mare, il sol che tramontava.
Negli occhi ancora il sol già tramontato;
nella mente impressioni ed idee tante,
con pensier travolgenti fitti fitti
quando apparve alla mente che sognava.

Quella casa solitaria: era invito
per ricercar di Melpomene il figlio,
che sa spiare delle anime i tormenti.
Due anime li possiede con facezia:
la siciliana in mirabile sito
lieta o commossa per l'uman periglio.
Quella tedesca nel capace intento:
un insieme genial di pura spezia.

Ogni vita è un rebus, certo non per lui.
Nelle nascoste pieghe ei trova un varco.
Egli v'entra: la Verità gli appare.
Quella che normalmente non si vede.
Nell'intrico dei nostri luoghi bui
egli penetra e fuor ci porta un carco
per farci notare la gran venustà
che possiede il Ver a cui l'uman non crede.


Poesia di Nidia Robba, 30 gennaio 2013
Luigi Pirandello nel 1934
Luigi Pirandello


Questa poesia di Nidia Robba è dedicata a Luigi Pirandello, celeberrimo scrittore - autore di romanzi e racconti - drammaturgo, poeta. Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, Siciliano, di Agrigento (Akragas, nome originario ellenico), Pirandello crebbe in un contesto in cui una componente di rilievo fu la cultura Risorgimentale, da suo padre, Stefano, e da suo nonno, Luigi. Il padre aveva seguìto Giuseppe Garibaldi nelle sue imprese. Il nonno partecipò ai moti indipendentisti avvenuti in Sicilia nel 1848, che portarono alla instaurazione, per un breve periodo, del Regno di Sicilia. Dopo la iniziale formazione tecnica, Luigi Pirandello compì gli studi letterari a Palermo e poi a Roma, proseguendoli in Germania, a Bonn, laureandosi nel 1891.

E' in questa convergenza tra le sue origini e la sua natura siciliana, gli studi letterari nell'Italia immediatamente post-unitaria e la continuazione della sua formazione universitaria in Germania, la forza che ha generato i suoi romanzi e i suoi racconti, archetipi assoluti della complessità del rapporto dell'individuo con gli altri e con sè stesso: come le Tragedie dei grandi drammaturghi dell'Antica Grecia, rappresentate nei teatri del mondo ellenico, tra cui quelli in Sicilia.

* Nella mitologia ellenica, Melpomene era la Musa della tragedia, figlia di Zeus e di Mnemosine.

* * Questa poesia è pubblicata nell'Antologia 2013 del XX Premio Letterario Internazionale "San Marco - Città di Venezia"

* * * La poesia è pubblicata nel libro Ultima cetra (ed. La Mongolfiera libri, pagg. 142, Trieste, febbraio 2015 ), raccolta di poesie di Nidia Robba.


  • Prefazione "Ultima cetra"
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