Grecia: campagna elettorale per le legislative 2004

di Ninni Radicini
04 marzo 2004


La Grecia è uno degli stati della Unione Europea che nell'ultimo decennio meglio ha saputo utilizzare le opportunità di crescita in ambito economico e politico. Eppure nonostante i tanti risultati positivi e la prossima vetrina rappresentata dalle Olimpiadi, che si svolgeranno in agosto ad Atene, secondo un sondaggio condotto dalla Gallup International in sessantuno stati, il 46% della popolazione greca ritiene che il 2004 non sarà migliore del 2003; superata soltanto da quella della Slovacchia (50%). Il 59% dei greci crede che ci saranno difficoltà finanziarie, il 36% teme problemi di disoccupazione e il 73% difficoltà nella ricerca di un nuovo impiego. Lo 07 marzo 2004 in Grecia si svolgono le elezioni legislative. Il sistema elettorale è maggioritario, con una quota proporzionale soggetta allo sbarramento del 3%, e un premio di maggioranza al primo partito.

Come in altri stati europei, anche qui l'elettorato tende a un sostanziale bipolarismo, che, alla luce dei risultati precedenti, sembrerebbe sempre più marcato e stabile. I due maggiori schieramenti, quello di centrosinistra - il Pasok (www.pasok.gr) - e quello di centrodestra - Nuova Democrazia (www.nd.gr) -, nelle legislative del 2000 sono stati scelti da circa l'80% dei votanti, suddivisi quasi a metà, con il Pasok, che, grazie a soli 70mila voti di vantaggio, ottenne con il premio di maggioranza un numero di seggi tale da governare agevolmente per quattro anni.

Entrambi fondati nel 1974, dopo la fine del periodo della dittatura iniziata nel 1967, Pasok e ND rappresentavano e, nel complesso tuttora rappresentano, elettorati tendenzialmente differenti per ceto sociale e collocazione geografica. Nuova Democrazia ha basi solide nel voto popolare, tra coloro che hanno hanno un tasso di scolarizzazione non elevato e nei piccoli centri. E' un classico partito all'origine di destra, nazionalista, filo monarchico, e poi via via spostatosi verso una posizione liberal-conservatrice. Nel Parlamento europeo aderisce al gruppo Popolare. Il suo candidato alla presidenza è Costas Karamanlis, nipote e omonimo del fondatore del partito oltre che premier nel 1955 e, di ritorno dopo undici anni di esilio, capo del primo governo dopo il '74.

Il Pasok - Movimento socialista panellenico - ha il suo bacino elettorale nei grandi centri e nella classe liberal-radicale. Da considerare a tal proposito che una parte consistente della popolazione greca vive nell'area di Atene. A partire dagli anni '90, ha ridefinito il suo orientamento, abbandonando i caratteri più marcatamente di sinistra e "azionisti", diventando un partito socialdemocratico moderato. Nel Parlamento europeo aderisce al gruppo Socialista. Il suo candidato alla presidenza è Giorgios Papandreou, erede di una celebre dinastia politica. E' il figlio di Andreas Papandreou, fondatore del Pasok e più volte premier, oltre che nipote di Georgios, anch'egli in passato capo del governo.

Sia nei confronti di ND sia, ancora di più, del Pasok non sono mancate le critiche da parte dei rispettivi sostenitori, i quali vorrebbero un ritorno alle origini. Può essere esemplificativa una recente vignetta pubblicata nel quotidiano Kathimerini (www.ekathimerini.com), dove erano raffigurati i due leader impegnati a copiarsi a vicenda quanto segnavano su un foglio. Si hanno così orientamenti che possono risultare spiazzanti: il Pasok presenta un programma economico mirante alla privatizzazione di molte delle grandi aziende pubbliche. Nuova Democrazia invece esprime contrarietà alla vendita delle aziende di stato e vorrebbe limitarla ad un certo numero.

I riposizionamenti al centro di Pasok e ND, soprattutto durante gli anni Novanta, hanno portato alla formazione di partiti e movimenti di opposizione sia a destra sia sinistra, la cui consistenza elettorale è però ridotta, tanto da risultare ininfluenti negli equilibri parlamentari. Come in altri stati, essi potrebbero rappresentare una opposizione di qualche rilevanza soltanto se avviassero una fusione tra simili o almeno un'alleanza elettorale.

A sinistra, oltre al Pasok, ci sono tre partiti - Kke, Synaspismos, Dikki - che complessivamente sfiorano il dieci per cento dei consensi. Anche in Grecia vi è la tendenza dei partiti di sinistra a procedere divisi, facendosi concorrenza tra loro. I tentativi di trovare un accordo, anche soltanto elettorale, si sono dimostrati inconcludenti. Nel 1989, il Kke (www.kke.gr), partito comunista, il più antico partito greco - fondato nel 1919 -, dati i cambiamenti storici e ideologici in corso in quel periodo, aveva formato insieme a movimenti, gruppi, associazioni di sinistra ed ecologisti, una coalizione denominata Synaspismos, da cui però è uscito un paio di anni dopo. Da allora il Kke ottiene percentuali di voto intorno al 5% e il Synspismos (www.syn.gr) - quanto rimasto - è intorno al 2%.

Nel Parlamento europeo, Synaspismos fa parte del gruppo dell Sinistra alternativa insieme, tra gli altri, a Rifondazione comunista, Akel (Cipro), Pds (Germania) Pcf (Francia), Isquierda Unida (Spagna), e Partito della sinistra svedese. L'altro partito è il Dikki (www.dikki.gr), movimento socialdemocratico fondato nel 1996. Non sono in pochi, a sinistra, a ipotizzare che una eventuale alleanza fra le tre formazioni, o almeno tra Kke e Synaspismos, potrebbe rappresentare una novità per il panorama elettorale greco.

Tra i sostenitori di questa opportunità, il compositore Mikis Theodorakis che di recente ha invitato le due parti a formare una coalizione, incontrando l'approvazione da parte del leader di Synaspismos, Nikos Costantopoulos, e l'ironia del leader del Kke, Aleka Papariga, che si è detto sorpreso della approvazione di Synaspismos, che in altri momenti aveva escluso alleanze di alcun genere con il Kke. Situazione simile a destra. Critiche allo spostamento al centro di ND hanno portato alla fondazione di nuovi partiti, quali il Fronte Ellenico (www.metopo.gr), nel 1994, e il movimento Laos, di Georgios Karatzaferis. La nazione ellenica e l'ortodossia sono i punti programmatici centrali, insieme con un certo euroscetticismo, peraltro non esclusivo, e abbastanza diffuso e trasversale nell'intera scena politica.

Le legislative del 2004 saranno le prime dal 1946 che non vedranno tra i candidati Costantino Mitsotakis. Nipote del celebre statista Eleftherios Venizelos, è entrato in Parlamento nel 1946, a ventotto anni, subito dopo essere stato una delle figure più note della resistenza contro i nazisti, i quali avevano anche emesso due condanne a morte nei suoi confronti. Confermato per diciotto legislature, tranne naturalmente il periodo 1967-74, nel 1977 ha aderito a Nuova Democrazia e dal 1990 al 1993 è stato primo ministro. Ha contribuito alla evoluzione del partito che configura come un grande partito liberaldemocratico che copre la destra e il centro, fino al confine con la sinistra.

Secondo i dati emersi dai sondaggi più recenti è risultato che la maggioranza degli elettori crede che Nuova Democrazia sia il partito più adatto per il governo, ma se si passa al consenso intorno al leader, è Giorgios Papandreou (Pasok) a sopravanzare Costas Karamanlis (ND). Nuova Democrazia ha un vantaggio sul Pasok oscillante tra il il 2.5 e il 4.2%. Nello stesso periodo delle elezioni del 2000, il Pasok era davanti a ND con una percentuale tra lo 0.5 e l'1%, e poi vinse con l'1% di vantaggio. ND sembra avere stabilizzato il vantaggio, che fino a dicembre si manteneva intorno al 7%. Dopo l'annuncio della candidatura di Papandreou il vantaggio si è ridotto, poi si è fermato e stabilizzato. Anche i flussi elettorali in ingresso e uscita sembrano premiare ND. Sono più gli elettori del Pasok ad esprimere la volontà di cambiare scelta orientandosi verso ND (12.7%, in confronto al 2000), rispetto agli elettori di ND che passerebbero al Pasok (2.7%).



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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Elezioni legislative 2004: Vittoria di Nuova Democrazia

Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

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