Maria Callas 1977-2017
Dal palco dell'Opera, una leggenda moderna

di Ninni Radicini
14 giugno 2017


Maria Callas nel film Medea, con la regia di Pier Paolo Pasolini In occasione del quarantennale dalla scomparsa di Maria Callas (Maria Anna Sofia Cecilia Kalogeropoulos, New York City, 02 dicembre 1923 - Parigi, 16 settembre 1977), una mostra in Grecia, ad Atene, alla Fondazione B&M Theocharakis, ne celebra la rilevanza come personalità nella Storia e nella Cultura del Novecento. La rassegna - Maria Callas: Il mito vive (11 maggio - 29 ottobre 2017) - presenta per la prima volta una serie di più di 200 suoi oggetti, o a lei relativi, in gran parte provenienti dalla collezione di Nicos Charalampopoulos, realizzata nell'arco di molti anni e considerata la più ampia al mondo sulla celeberrima cantante lirica e attrice ellenica.

Nell'insieme sono compresi abiti, gioielli, costumi teatrali, lettere. Una parte degli oggetti in rassegna rievocano il suo rapporto sentimentale con Aristotele Onassis, all'inizio tenuto riservato poiché entrambi erano sposati e in seguito non realizzatasi come Lei avrebbe desiderato. In rassegna anche la sua prima carta di identità, il passaporto, il suo primo autografo, album con foto e lettere di celebrità - tra le quali Grace Kelly e Laurence Olivier - e i guanti indossati durante l'interpretazione de La Traviata, nel 1955 al teatro La Scala, diretta da Luchino Visconti (anche regista cinematografico), che la diresse sullo stesso palcoscenico in altre rappresentazioni: La Vestale (1954), La Sonnambula (1955), Anna Bolena (1957), Ifigenia in Tauride (1957). In mostra anche l'abito realizzato da Biki indossato da Maria Callas alla prima proiezione ufficiale del film Medea nel 1969.

Il curatore della rassegna ateniese, Fotis Papathanassiou, ha detto che Maria Callas nel Novecento ha avuto una rilevanza pari a quella che nel Settecento ebbe il compositore tedesco Christoph Willibald Gluck e nell'Ottocento Richard Wagner, i quali nelle loro opere sono "tornati alle origini": "Enfatizzando la trama drammatica e creando la catarsi nel senso aristotelico, Maria Callas ha rappresentato tali dimensioni come nessun altro nell'Opera del XX secolo. Che Lei fosse Greca è stata una coincidenza mistica".

Tra le mostre in occasione del 40ennale dalla scomparsa anche Private Callas: Dresses and memorabilia in a textile scenery by Bonotto, a Milano dall'1 febbraio al 3 marzo 2017, con oggetti dall'archivio Callas della Fondazione Progetto Marzotto, tra cui abiti, binocoli da teatro, collane (tra cui quella di indossata nel film Medea), bracciali, locandine, album di fotografie.

Nel 2016, dall'11 marzo al 18 settembre, a Verona la mostra Maria Callas. The Exhibition, con filmati d'epoca, interviste, foto, oggetti, documenti, abiti e gioielli, da archivi italiani ed internazionali, oltre che da quello personale di Maria Callas, il cui debutto in Italia avvenne il 2 agosto 1947 all'Arena di Verona con La Gioconda di Amilcare Ponchielli. L'esposizione è stata articolata in 14 sezioni: 1. America Grecia: andata e ritorno. New York - Atene - New York 1923 - 1947; 2. Il successo e l'amore. Verona, 1947-1954; 3. Cuore Sacro; 4. I grandi debutti. Venezia, Firenze e Roma, 1947-1958; 5. La conquista del Sudamerica. Argentina e Messico, 1949-1952; 6. Finalmente la Scala. Milano, 1950-1953; 7. La Callas - Scala. Milano, 1954-1962; 8. Icona di stile; 9. Regina alla corte di sua Maestà. Londra, 1952-1973; 10. Il ritorno a casa. Chicago - New York - Dallas - Atene - Epidauro, 1954-1965; 11. Dal trionfo più grande alla solitudine. Parigi, 1958-1977; 12. Maria e Medea; 13. Dettagli di Diva. Il guardaroba; 14. Finale.

Tra la conclusione del 2017 e l'inizio del 2018 è prevista l'apertura del Museo Maria Callas ad Atene. Realizzato in una costruzione neoclassica avrà un piano dedicato all'audiovisivo, con le sue interpretazioni nelle Opere che l'hanno avuta protagonista, un altro piano con la oggettistica personale e professionale, una mediateca, e uno spazio per convegni, concerti, rappresentazione teatrali.

Il 9 giugno 2017, nel programma della 11esima edizione del Los Angeles Greek Film Festival, è stato proiettato il documentario Our own Maria Callas (I diki mas Maria Kallas), scritto e diretto da Babis Tsokas (Grecia, 2016, 95 minuti), girato in varie località tra cui Atene, Meligala, Kalamata, New York, Milano, Parigi, Verona, l'isola di Scorpio, e Neohorion Oihalias (in Messenia, provincia del Peloponneso), luogo di origine di suo padre, in cui lei non ebbe occasione di abitare, poichè i suoi genitori si trasferirono a New York nel 1923 prima della sua nascita (lei vi si recò in visita durante il periodo del Secondo conflitto mondiale). Realizzato con la partecipazione di 250 volontari, il film è stato proiettato anche nella serata conclusiva del Montreal Greek Film Festival (27 marzo - 02 aprile 2017). Oltre a ricordare i traguardi professionali e i brani che ne hanno evidenziato le qualità canore, Babis Tsokas, regista greco (immigrato in Svezia), ha focalizzato la narrazione sulla storia personale della Callas, in riferimento alle origini elleniche e alle vicende meno felici, evidenziandone la similitudini con i personaggi della Tragedia greca, ad esempio creando un parallelo tra il suo rapporto con Onassis e quello tra Medea e Giasone.

Il 1977 è stato caratterizzato dalla scomparsa di una molteplicità di personalità famose, alcune delle quali diventate simboli popolari. Oltre Maria Callas: Charlie Chaplin, Howard Hawks, Joan Crawford, Groucho Marx, Roberto Rossellini ed Elvis Presley (egli esattamente un mese prima di Maria Callas). Dopo la celebrazione del funerale, il 20 settembre 1977 nella chiesa greca ortodossa di Parigi, il 3 giugno 1979 le ceneri di Maria Callas, dal cimitero parigino del Père La Chaise, furono disperse al vento nel mare Egeo. La mostra Maria Callas: Il mito vive è stata inaugurata dal Presidente della Repubblica Ellenica Prokopis Pavlopoulos. Tale decisione è significativa della rilevanza di Maria Callas nella Storia ellenica e per il Popolo ellenico.



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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