Maria Callas: una Donna, una Voce, un Mito

Catalogo della mostra della Fondazione Giuseppe Lazzareschi

Recensione di Ninni Radicini
07 giugno 2007


Un anno prima del trentennale dalla scomparsa di Maria Callas, la Fondazione Giuseppe Lazzareschi ha organizzato una mostra di eccezionale valore documentario, che si inserisce al vertice del programma di iniziative su scala internazionale a lei dedicate, come ricorda il direttore Angelo Del Carlo. Non soltanto i suoi estimatori, ma tutti coloro che amano l'Arte non potranno non rilevarne il significato storico. L'esposizione Maria Callas: una Donna, una Voce, un Mito - tra il 2007-08 programmata anche ad Atene, Roma, Venezia, Parigi, Tokio, Berlino, Pechino - presenta: abiti di scena, da sera; gioielli; lettere; programmi di rappresentazioni teatrali dal 1938 al 1974; ricette; fotografie di famiglia a New York e ad Atene, quelle durante gli anni della guerra, dei successi all'Opera di Atene, quelle del ritorno negli Usa e del debutto a Verona, delle successive interpretazioni a Venezia, Roma, Firenze, e dell'incontro con Arturo Toscanini.

Sulla scia di questa circostanza vale ricordare il paragone fatto dal maestro Riccardo Muti: «Lei è stata per il canto quello che Toscanini è stato per la direzione d'orchestra». Il canto che lei, diva nel modo ottocentesco, ha innovato tornando alle origini, come ricorda Bruno Tosi, presidente dell'Associazione Maria Callas. Pubblico e privato, a dimostrazione di una unicità persona-artista, sottolinea Angelo Toschi, responsabile culturale della Fondazione. Documenti che dimostrano cosa abbia rappresentato e quale sia stata l'immagine che di lei ebbero coloro che hanno potuto ammirarne le doti canore e interpretative. Oltre alla capacità di primeggiare nel palcoscenico della quotidianità dei personaggi celebri, trasformato dai mass media degli anni '50 e '60 in evento per lettori e spettatori.

Tra le fotografie degli abiti di scena pubblicate nel catalogo, quelle in occasione de La Vestale al Teatro alla Scala di Milano nel dicembre 1954; de La Traviata al Metropolitan di New York nel dicembre 1958 e quelli indossati a Sapporo, in Giappone, nell'ottobre 1974 in occasione degli ultimi concerti. Nel quadro della mostra, la Fondazione Lazzareschi ha anche organizzato due concerti (Arie e duetti d'amore, con il tenore Giancarlo Monsalve, la soprano Ey Wan, al pianoforte Massimo Morelli, e il concerto di Dimitra Theodossiou), una serie di incontri con personalità della cultura e dello spettacolo, convegni (Perchè la Callas è diventata un mito, a cura di Marco Grondona, docente di drammaturgia musicale all'Università di Pisa; incontro con lo psichiatra Paolo Crepet sulla depressione; Io l'ho conosciuta, con interventi di Bruno Tosi, Giulietta Simionato, Anna Maria Canali e la partecipazione di Enrico Stinchelli).

In Grecia, dove il 2007 è stato dichiarato anno di Maria Callas, prosegue il programma di iniziative a lei dedicate, che prevede, nell'area relativa la teatro d'opera, 70 concerti con 169 artisti, impegnati tra la Sala dei Concerti di Atene, l'Istituto francese, il Goethe Institute, l'Opera nazionale greca, il Festival di Atene, il Thessaloniki International Film Festival, in cui sarà anche proiettato un documentario sulla sua vita. Il 26 marzo nella Sala dei Concerti di Atene, Agnes Baltsa, celebre mezzo soprano, con il tenore Vangelis Hadjissimos e l'Orchestra di Stato di Atene, diretta dal Nikos Athinaios, ha eseguito una serie di brani tratti da La Forza del destino e La Traviata di Verdi, la Cavalleria rusticana di Mascagni, la Carmen di Bizet, la Manon Lescaut di Puccini, e L'Italiana in Algeri di Rossini. Al concerto erano presenti il primo ministro Kostas Karamanlis e il presidente della Repubblica Karolos Papoulias. Commentando l'avvenimento, il premier ha detto: «Maria Callas è un simbolo senza tempo della cultura greca che appartiene al mondo intero».

Il concerto è collegato alla borsa di studio ideata da Maria Callas nei primi anni Sessanta, quando decise di utilizzare a tal fine l'ingaggio delle sue interpretazioni della Norma e di Medea al teatro Epidauro. Da allora ne hanno beneficiato decine di artisti, tra cui, oltre ad Agnes Baltsa, anche Christoforos Stamboglis, Irini Karayianni, Mata Katsouli, Sonia Theodoridou. L'eco della partecipazione di una intera società alle celebrazioni in suo onore si è esteso anche in altri ambiti. La canzone selezionata per partecipare all'EuroFestival 2007 (Helsinki, 12 maggio 2007), è stata Yassou Maria (Ciao Maria), di Sarbel, cantante di padre cipriota e madre libanese, classificatasi al settimo posto (su 24 partecipanti) della classifica finale. A settembre, al teatro Erode Attico, si svolgeranno tre concerti organizzati dal centro culturale Athenaeum. Il 12, l'Orchestra dei Colori, diretta da Miltos Logiadis, eseguirà brani di Rossini. Il 14, l'Orchestra di Stato di Thessaloniki, diretta da Myronas Michailidis, insieme al Coro dell'Opera nazionale greca eseguirà La Traviata di Verdi, con il ruolo da protagonista assegnato al vincitore di un concorso indetto da Athenaeum. Il 16, concerto dal titolo La nuova generazione di cantanti d'opera greci per Maria Callas, con la partecipazione della Orchestra di Stato di Atene e del Coro della Ert, la televisione pubblica ellenica. Lo stesso mese è previsto all'Opera di Parigi è previsto un galà a lei dedicato.

Nel catalogo della Fondazione Lazzareschi sono presenti una serie di fotografie che ritraggono i gioielli da lei indossati in palcoscenico, argomento anche di un'altra mostra - Maria Callas and Swarovski: Jewels on Stage at The Metropolitan Opera - allestita a New York tra gennaio e marzo di quest'anno. Al Metropolitan, dove è tornata 21 volte in 24 anni, ha interpretato Norma, La Sonnambula, La Traviata, Tosca, Anna Bolena. Alcuni dei gioielli, sono stati ammirati per la prima volta dal pubblico statunitense. C'è una data precisa che segna il rapporto inscindibile tra la loro rilevanza nella rappresentazione teatrale e l'immagine pubblica-privata di Maria Callas: agosto 1947, il debutto all'Arena di Verona con La Gioconda. Il diadema con cristalli Swarovski, creato per l'occasione dall'atelier Marangoni di Milano fu per lei uno dei motivi del grande successo ottenuto in quella serata. Da allora ha sempre voluto indossare gioielli di identica manifattura.

Chi pensasse sia stata un personaggio elitario cade però in errore. Sull'argomento, sulla sua personalità multiforme, si possono trovare risposte molto precise proprio nel catalogo della Fondazione Lazzareschi, negli interventi di Giulietta Simionato, Franca Valeri, Dacia Maraini. Maria Callas è stata nel Novecento quanto l'impero bizantino è stato per mille anni: oriente e occidente; cosmopolitismo e etnicismo. La Divina dei teatri d'opera e del jet set diventava una donna semplice nella vita quotidiana. Una complessità, a lungo domata, emersa negli ultimi anni di vita, quando, lontana dal palcoscenico, eseguì la rappresentazione più importante. Davanti a lei c'era il pubblico più esigente: la sua storia.



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.


Maria Callas: una Donna, una Voce, un Mito
Catalogo della mostra
Fondazione Giuseppe Lazzareschi (Porcari, prov. Lucca)
pagg. 71, immagini b/n e colore

www.fondazionelazzareschi.it



Copertina catalogo Maria Callas
Copertina catalogo mostra
Maria Callas: una donna, una voce, un mito
Abito di Maria Callas
Abito di Maria Callas, interpr. La Traviata
Teatro Metropolitan di New York, dicembre 1958
Collana di Maria Callas
Collana a cerchio con pendenti in perle
indossata sul "Christina", anni '60



08 giugno 2007 - Il Centro Studi della Fondazione Teatro Stabile di Torino ha inserito questa recensione nella busta su Maria Callas presente nella loro biblioteca.


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di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

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