Ue: Il nuovo Parlamento e l'Islanda

di Ninni Radicini
31 luglio 2009


Il 14 luglio, Jerzy Buzek, ex primo ministro polacco, è stato eletto presidente del Parlamento europeo. Deputato del Partito popolare, nel ventennale della caduta del muro di Berlino è il primo rappresentante di uno stato dell'Est europeo ex sovietico a svolgere questo incarico, avendo ottenuto 555 voti contro gli 89 di Eva-Britt Svensson (Svezia, gruppo Sinistra Unita Europea). Il suo predecessore è stato Hans-Gert Poettering (Germania; Ppe); nel '12 si prevede il successore sarà un candidato del gruppo socialista, in questa legislatura rinominato Alleanza progressista di Socialisti e Democratici.

All'avvio dei lavori dell'Assemblea di Strasburgo erano presenti 8 gruppi: Ppe (265 deputati), S&D (184), Alde (84), Verdi / Alleanza Libera Europea (55), Conservatori europei e Riformisti (55), Sinistra Unita Europea - Sinistra Verde Nordica (35), Efd - Europa della Libertà e della Democrazia (32), Non Iscritti (26). La novità più rilevante è il gruppo dei Conservatori, promosso dai Tories britannici, prima nel Ppe, a cui hanno aderito Ods - Partito democratico civico (Repubblica Ceca) e PiS - Partito Diritto e Giustizia (Polonia) - primo e secondo partito nei rispettivi stati - oltre a singoli deputati di Ungheria, Belgio Lituania, Paesi Bassi, Lettonia. Efd integra i precedenti Uen - Unione europea per le nazioni e Ind/Dem - Indipendenza e Democrazia. In quello dei Non iscritti vi si trovano rappresentati di partiti nazionalisti e populisti. Nella scorsa legislatura, all'inizio del '07, le formazioni di estrema destra costituirono per la prima volta un gruppo parlamentare denominato Identità, Tradizione e Sovranità, che però si autodissolse dopo alcuni mesi.

La nuova assemblea - composta da 736 deputati e unica istituzione della Ue eletta direttamente dai cittadini - potrebbe vedere aumentati i propri poteri qualora entrasse in vigore il Trattato di Lisbona. Dipenderà molto dal risultato del nuovo referendum di ratifica che si terrà in Irlanda il 2 ottobre, dopo il "No" espresso dalla maggioranza degli elettori lo scorso anno. Il mantenimento da parte dello stato irlandese di quote di sovranità in ambito legislativo (come previsto per la Gran Bretagna) potrebbe stavolta determinare un risultato differente. Se così, il Trattato entrerebbe in vigore nel '10. Intanto il nuovo semestre della Ue, presieduto dalla Svezia (dal prossimo gennaio la Spagna), è cominciato con il voto favorevole e storico del Parlamento islandese alla presentazione della richiesta di avvio del negoziato di adesione.

Al primo punto del programma dell'Alleanza socialdemocratica, primo partito dopo le elezioni legislative anticipate del 25 aprile scorso (20 seggi) e sostenuta dalla sua leader e primo ministro Johanna Sigurdardottir, la proposta è passata con il sostegno del Partito progressista (9 seg.) e del Movimento dei Cittadini (4 seg.) - entrambi di opposizione - e il parere negativo del Movimento Sinistra-Verde alleato di governo dei socialdemocratici. Contrario il Partito dell'Indipendenza (16 seg.), al potere per 18 anni fino allo scorso gennaio, al culmine della grave crisi economica e finanziaria.

La crescita economica negli anni precedenti (media: 4%) nel 2008 è scesa allo 0.8% e nel '09 avrà una contrazione del 10%. A inizio luglio Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca hanno firmato un accordo per un prestito all'Islanda di 1.78 miliardi di euro. Tra la fine del '08 e l'inizio del '09 l'opinione pubblica pro-Ue dell'isola ha superato gli scettici: il 64% a favore del negoziato; 28% contrari e circa l'8% indecisi. A maggio però i favorevoli scendevano al 61% e gli indecisi salivano all'11%.

Per ulteriori allargamenti l'Ue attende l'entrata in vigore del Trattato. Il negoziato potrebbe essere molto rapido (si ipotizza l'adesione nel '12 e il passaggio all'euro nel '13), poiché l'Islanda, già aderente allo Spazio economico europeo (Efta), presenta parametri in linea con quelli previsti dalla Ue. Il capitolo più complesso si prevede sia quello sulle quote nel settore della pesca, oggi al primo posto nel sistema economico islandese, sebbene l'eventualità considerata da Bruxelles di una revisione della Politica comunitaria sulla pesca agevolerebbe le trattative. L'estensione a Nord-Ovest della Ue, finora orientata a Est, potrebbe avere effetto sulle prospettive geopolitiche ed energetiche in considerazione della prossimità con la Groenlandia, che a giugno ha firmato un nuovo accordo di autogoverno con la Danimarca.



* Articolo pubblicato da Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori

* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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