56esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia
Padiglione nazionale della Repubblica di Armenia

Isola di San Lazzaro degli Armeni - Venezia

Collage su carta di cm 28.5x22 denominato A Small Guide to the Invisible Seas realizzato da Aikaterini Gegisian nel 2015 Video-installazione denominata ... Uma história que nunca mais esqueci... -... A story I never forgot... realizzata da Rosana Palazyan Opera in vetro colorato, metallo, LED, denominata Danseuse dorée en haut du toit, from Ailleurs ici - Chaumont sur Loire 2012 realizzata da Sarkis

In quest'anno simbolico, 2015, il Padiglione della Repubblica di Armenia partecipante alla 56. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia è dedicato agli artisti della diaspora armena, collocato per l'occasione al Monastero Mekhitarista dell'Isola di San Lazzaro degli Armeni. A cura di Adelina Cüberyan v. Fürstenberg, curatrice indipendente svizzera d'origine armena, di fama internazionale, esperta nel campo dell'arte contemporanea e nota come una pioniere dell'approfondimento dell'approccio multiculturale dell'arte contemporanea. Fondatrice e prima direttrice del Centre d'Art Contemporain di Ginevra, ex direttrice del Magasin - Centro Nazionale di Arte Contemporanea di Grenoble, è attualmente direttrice di ART for The World.

Il concetto curatoriale di Armenity, rafforza la nozione di dislocamento e di territorio, di giustizia e di riconciliazione, di ethos e di resilienza cosi, indipendentemente dal loro luogo di nascita, ciascuno degli artisti parte di questo progetto porta con sé la memoria, l'identità e la verità delle sue origini. Un'adunata "transnazionale" sotto l'insegna di un'identità frammentata e dispersa, ricostruita e rinnovata con il talento di questi artisti, nipoti di coloro che sono sfuggiti al Genocidio Armeno nel 1915, il primo del XX secolo. Il loro radicato interesse nei confronti dell'identità e della memoria si sovrappone sapientemente alle nozioni di territorio, confine e geografia. Armenity, dalla parola francese Arménité, potrebbe essere considerata una specificità dei nipoti dei sopravvissuti del genocidio armeno, un senso moderno e spesso soggettivo dell'"esser-ci" heideggeriano, in un flusso continuo, con una grande diversità nell'auto-definizione.

Armenity si terrà sull'Isola di San Lazzaro degli Armeni, situata tra San Marco e il Lido, di fronte ai Giardini della Biennale. L'isola è il luogo dove il monaco armeno Mekhitar nel 1717 stabilì la sede della Congregazione Mechitarista e dove, in seguito, Lord Byron studiò la lingua armena. L'emblematico monastero di San Lazzaro, con i suoi giardini, l'antica tipografia, il chiostro e la preziosa biblioteca di manoscritti, ha contribuito a preservare uno dei patrimoni più importanti della cultura armena, gran parte del quale altrimenti sarebbe andato perduto.

Gli Artisti contemporanei della diaspora armena: Haig Aivazian; Nigol Bezjian; Anna Boghiguian; Hera Büyüktasçiyan; Silvina Der-Meguerditchian; Rene Gabri & Ayreen Anastas; Mekhitar Garabedian; Aikaterini Gegisian; Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi; Aram Jibilian; Nina Katchadourian; Melik Ohanian; Mikayel Ohanjanyan; Rosana Palazyan; Sarkis; Hrair Sarkissian.

Il catalogo pubblicato da Skira, Milano presenterà riproduzioni a colori e testi in inglese e armeno. Prefazioni, introduzione e testo curatoriale saranno seguiti da pagine dedicate a ciascuno degli artisti, con testi degli artisti stessi, o saggi di critici d'arte e autori (Ruben Arevshatyan, Cecile Bourne, Ginevra Bria, Adam Budak, David Kazanjian, Berthold Reiss, Gabi Scardi, Hrag Vartanian) e altre pagine con le immagini, disegni e collages delle opere. La terza parte del catalogo conterrà saggi della storica d'arte e curatrice indipendente con base a New York, Neery Melkonian, e di Stephanie Bailey, scrittrice d'arte e editor di Ibraaz di Londra. In calce al volume vi sarà una sezione contenente le traduzioni in armeno di tutti i testi.

Oltre al catalogo, sarà pubblicato un libro di poesie composto di una selezione di poemi di 12 poeti armeni nati dopo il genocidio armeno e la rivoluzione russa e tradotto in francese dal poeta svizzero-armeno Vahé Godel. Il libro comprenderà un saggio dell'autore e una selezione di traduzioni armene delle poesie. Nel contesto di Armenity, verrano presentati all'Anfiteatro dell'Arsenale dal 5 all'11 settembre una serie di performance, dibattiti e video proiezioni di artisti, poeti e registi indipendenti originari dell'Asia Minore. (Comunicato Ufficio Stampa Lucia Crespi)

Immagini (da sinistra a destra):
1. Aikaterini Gegisian, A Small Guide to the Invisible Seas, collage on paper 28.5x22cm, 2015, © Aikaterini Gegisian, Courtesy Kalfayan Galleries, Athens-Thessaloniki
2. Rosana Palazyan, ... Uma história que nunca mais esqueci... - ... A story I never forgot..., video installation, stills from video Collection of the artist 2013-2015
3. Sarkis, Danseuse dorée en haut du toit, from Ailleurs ici - Chaumont sur Loire 2012, Stained glass, metal cm 52x77.7, Courtesy Galerie Nathalie Obadia, Paris/Bruxelles



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ed. Polistampa, 2007


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