Finlandia: vittoria dei Veri Finlandesi ed effetti nella Ue

di Ninni Radicini
Maggio 2011


Le elezioni legislative finlandesi del 17 aprile hanno avuto eco internazionale a seguito del risultato del partito Perussuomalaiset ("Veri Finlandesi"), di orientamento nazional-populista, che nel Parlamento, composto da 200 seggi, è stato l'unico ad aumentare il numero dei propri rappresentanti. Primo partito è KOK - Partito della Coalizione Nazionale (ad. Partito popolare europeo) 20.4% (44 seggi, -6). A seguire SDP - Partito Socialdemocratico (ad. Alleanza progressista di Socialisti e Democratici), 19.1% (42 seg., -3); PS - Veri Finlandesi (ad. Europa della Libertà e della Democrazia), 19% (39 seg., +34); KESK - Partito di Centro (ad. Alleanza di Liberali e Democratici per l'Europa) 15.8% (35 seg., -16); VAS - Alleanza di Sinistra 8.1% (14 seg., -3); VIHR - Lega Verde (ad. Verdi - Alleanza libera europea), 7.2% (10 segg., -5); SFP - Partito del popolo svedese di Finlandia (ad. ALDE), 4.3% (9 seggi, -); KD - Cristiano democratici (ad. PPE), 4% (6 seg., -1); Rappresentanza delle isole Aland 0.4% (1 seg., -). L'affluenza alle urne è stata del 70.4% (+2.5 dal 2007). Si è votato con il sistema proporzionale, con un mandato parlamentare di 4 anni.

In un contesto politico-elettorale pragmatico, incentrato su formazioni storiche - Coalizione nazionale (1918), Centro finlandese (1906), Socialdemocrazia (1899) - il risultato dei Veri Finlandesi ha rappresentato una novità culturale, superando anche le previsioni dei sondaggi (16-18%), consolidando una espansione cominciata nel 2007 (4%) e rafforzata alle Europee '09 (10%). Il partito è stato fondato nel 1995 ed è considerato il continuatore del precedente Partito Rurale - agrario e populista - da cui provengono alcuni fondatori e deputati, tra cui Timo Soini, presidente e deputato europeo dal '09. Cattolico, in uno stato per 3/4 luterano, ha costruito una immagine del partito in linea con la tendenza già affermatasi in vari stati del Nord Europa: politiche restrittive per gli immigrati (in Finlandia 3% della popolazione), difesa del carattere nazionale dello stato (es. sospendendo l'insegnamento dello Svedese), continuità dello stato sociale, conservatorismo sui temi etici, scetticismo nei confronti della Ue.

In Scandinavia, l'avanzata dei Veri Finlandesi segue quella di altre formazioni di orientamento simile, in particolare sul tema della immigrazione: i Democratici Svedesi nelle elezioni legislative in Svezia del settembre '10; il Partito del Progresso, in Norvegia, in quelle del settembre '09; il Partito del Popolo, in Danimarca nel '07. Il successo elettorale dei Veri Finlandesi è stato in gran parte dovuto all'essere riusciti a rendere centrale nel dibattito il tema della partecipazione della Finlandia ai piani di salvataggio della Ue, già per Irlanda e Grecia e, più di recente, per il Portogallo. In Finlandia, i prestiti agli stati della Ue in crisi, oltre all'approvazione dell'Esecutivo, devono avere il via libera anche dal Parlamento.

In quello attuale, a fronte di partiti complessivamente pro-Europa, quali quelli di area popolare e i verdi, vi sono i socialdemocratici, forti europeisti quando erano al governo, più moderati da quando sono all'opposizione dal '07, e i liberali tendenzialmente europeisti ma con correnti critiche interne. I quattro partiti del governo uscente - KESK, KOK, VIHR, SFP - presieduto dal primo ministro Mari Kiviniemi (KESK) si sono dichiarati favorevoli a sostenere il piano di aiuto al Portogallo.

I Veri Finlandesi invece hanno chiesto modifiche, in particolare la ristrutturazione del debito portoghese, posizione che trova consensi presso i Socialdemocratici. Oltre alle incertezze sulla approvazione parlamentare del piano di aiuti comunitari, che può avere effetti sulla politica elettorale di altri stati, in particolare la Germania, da notare che la Finlandia è l'unico stato scandinavo nella zona Euro, nella quale è uno dei sei con la tripla A del rating del credito, ovvero la garanzia sui prestiti della Finlandia è maggiore di quella di stati più grandi ma con un credito più debole. Sebbene a gennaio scorso la Finlandia abbia respinto un aumento del fondo della Ue previsto per i piani di salvataggio, la Commissione europea ha comunque dichiarato che il piano in sostegno del Portogallo non avrà rallentamenti.



* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

Articolo pubblicato su Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori
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