Repubblica Ceca: elezione presidenziale '08

di Ninni Radicini
Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori
28 gennaio 2008


L'8 febbraio la Camera dei Deputati e il Senato eleggono il nuovo presidente della Repubblica. I due candidati sono Vaclav Klaus, in carica dal '03, e Jan Svejnar. Nei primi due turni è richiesta la maggioranza assoluta sia dei deputati sia dei senatori. Nel terzo si calcola la maggioranza nell'insieme. Il mandato di Klaus termina il 7 marzo. Se quel giorno non fosse stato eletto il nuovo presidente, i suoi poteri sarebbe suddivisi ed esercitati provvisoriamente dal primo ministro e dal presidente della Camera, come già avvenuto per alcune settimane nel 2003 quando Klaus fu eletto dopo un mese e mezzo. Il Capo dello Stato ha un mandato di cinque anni, rinnovabile consecutivamente solo una volta. Può rinviare alle Camere le leggi approvate, concedere la grazia, ed è comandante in capo delle Forze armate.

Klaus, 66 anni, è stato tra i fondatori del Partito democratico civico (Ods) nell'aprile '91 e premier dal '92 al '97. Critico verso l'Ue, in particolare sul punto della cessione di quote di sovranità nazionale, nel '03 fu eletto presidente con 142 voti su 281, grazie al sostegno determinante del Kscm - Partito comunista di Boemia e Moravia. Il 28 novembre scorso la sua ricandidatura è stata sottoscritta da 122 parlamentari di Ods (è richiesta la firma di almeno 10 deputati o senatori). La pressoché certezza della rielezione si incrinata con la candidatura di Jan Svejnar, sostenuta da alcuni parlamentari di vari partiti - tranne Ods e Kscm - tra cui Petr Pithart (Kdu-Csl), vicepresidente del Senato e Alena Gajduskova, capogruppo dei senatori di Cssd - Partito socialdemocratico.

Svejnar, 55 anni, economista con doppia cittadinanza statunitense e ceca, professore alla Università del Michigan, ha avuto anche il sostegno dell'ex presidente Vaclav Havel - leader storico della "Rivoluzione di velluto" dell'89 -, che ne ha sottolineato l'estraneità al potere interno e la cultura ricettiva delle dinamiche internazionali. Nei sondaggi di novembre il nome di Svejnar era sconosciuto a metà degli intervistati. A metà dicembre, in una rilevazione della Televisione pubblica, i due candidati risultavano in parità al 34% (32% di indecisi), con lo sfidante, a sorpresa, in testa nelle preferenze degli elettori conservatori e più anziani. La sua crescita di popolarità è proseguita anche a gennaio in seguito della indisponibilità di Klaus a un dibattito televisivo.

Il 15 dicembre il comitato esecutivo socialdemocratico ha votato all'unanimità il sostegno a Svejnar. Nell'altro alleato, Kdu-Csl - Unione democratica cristiana / Partito del Popolo sono emerse valutazioni differenti tra il gruppo alla Camera e quello al Senato e anche negli orientamenti politici, dopo la convergenza con Cssd e Verdi a favore di un emendamento costituzionale per l'elezione diretta del Capo dello Stato. Si è ipotizzato che la preferenza verso Klaus potrebbe dipendere dal rientro al governo del loro leader Jiri Cunek, vice premier e Ministro per lo sviluppo locale fino alle dimissioni nel novembre '07. Ma l'eventualità è stata subito contestata esplicitamente dai Verdi e dal ministro degli Esteri Karl Schwarzenberg.

Kscm, terzo partito alla Camera, non ha escluso il sostegno a un proprio candidato qualora le prime votazioni fossero senza esito. Questo potrebbe accadere se alla Camera convergessero su Svejnar (nonostante la contestata cittadinanza statunitense), bilanciando la quasi certa vittoria di Klaus al Senato, dove Ods ha la maggioranza. Al Senato (81 membri eletti per sei anni con il sistema maggioritario a doppio turno), Ods ha 41 seggi, Cssd 13, Kdu-Csl 11, Democratici Europei 3, Kscm 3, varie altre formazioni con un seggio. Alla Camera (200 membri eletti per 4 anni con sistema proporzionale con sbarramento a 5%), Ods ha 81 seggi, Cssd 74, Kscm 26, Kdu-Csl 13, Verdi 6. Per vincere, Klaus ha bisogno di 19 voti da altri partiti.

Il risultato delle elezioni è considerato di notevole rilevanza per il governo. Nel tradizionale discorso di fine anno il presidente uscente ha detto che i Cechi stanno vivendo il miglior periodo della loro storia, notando che il 2008 rievoca altri anni decisivi per il paese (1918, 1938, 1948, 1968). Lo è già ora, dopo il recente ingresso della Repubblica Ceca nell'area di Schengen e la conseguente integrazione nell'Ue.



* L'articolo è stato ripreso nel sito di Eurasia - Rivista di Geopolitica

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