Ucraina: crisi energetica e sviluppi politici

di Ninni Radicini
31 gennaio 2009


Il recente attrito fra Ucraina e Russia, determinato dall'interruzione della fornitura di gas naturale da Gazprom a Kiev con ripercussioni per l'Unione Europea, ha ribadito la rilevanza della questione energetica per i 27 stati comunitari e dell'evoluzione della politica ucraina con riferimento al quadro interno e alle relazioni con la Russia. Il 19 gennaio è stato siglato un accordo dal premier russo Vladimir Putin e dal primo ministro ucraino Julia Tymoshenko: un contratto decennale tra le rispettive aziende energetiche - Gazprom e Naftogaz - che prevede uno sconto del 20% sul prezzo del gas, collegato a quello per l'Ue e alla variazione della quotazione del petrolio.

Nella rete dell'Europa, dal nodo dell'Ucraina passa circa l'80% del gas naturale proveniente dalla Russia. La crisi è avvenuta quando Gazprom ha chiesto a Kiev il pagamento di 2 miliardi di dollari di pagamenti arretrati e la determinazione di un nuovo prezzo (179.50 dollari x 1000metri cubi nel '08). Dopo lo stop dell'1 gennaio alla vendita diretta, una settimana dopo Mosca ha accusato Kiev di ostacolare il flusso verso Occidente. L'asserzione è stata respinta con la controaccusa che il mancato instradamento fosse dovuto all'insufficiente gas "tecnico" (quello necessario a sostenere la pressione nell'impianto) inviato da Gazprom.

A subire le conseguenze più pesanti sono state Bulgaria e Slovacchia, dove di riflesso sono aumentati i sostenitori della riattivazione delle centrali nucleari del periodo sovietico, verso cui la Ue ha subito mosso obiezioni. Questa crisi, due anni dopo una analoga, ha rafforzato le intenzioni della Russia e della Ue di trovare strade alternative per il trasporto energetico. Mosca punta sui gasdotti sotto il Mar Nero e il Baltico; Bruxelles a quello che partendo dal Mar Caspio, attraverso la Turchia, arriva in Europa.

In Ucraina, a inizio ottobre 2008, Viktor Yushchenko, presidente della Repubblica, ha decretato lo scioglimento della Verkhovna Rada, il Parlamento monocamerale, a seguito della impossibilità di formare una maggioranza dopo la fine della precedente, composta dal suo partito Nostra Ucraina - Autodifesa del Popolo (centrodestra) e dal Blocco Julia Tymoshenko (centrosinistra), che aveva sostenuto a settembre una legge per la limitazione dei poteri del capo dello stato. Ex alleati nella "Rivoluzione arancione" del nov. '04 che portò alla caduta del precedente establishment post-sovietico, seppure entrambi europesti hanno poi avuto contese crescenti soprattutto per la posizione da assumere nei confronti della Russia: radicalmente atlantista Yushchenko, più moderata la Tymoshenko, premier dal dicembre '07.

Le elezioni, che sarebbero le terze in quattro anni, sono state rinviate un paio di volte, fino alla formazione, il 16 dicembre, di una coalizione tra i due partiti precedenti e il Blocco Lytvyn, dal nome dal nuovo presidente del Parlamento, eletto a dic. '08. Pochi giorni dopo il premier ha chiesto però le dimissioni di Yushchenko, con la motivazione di aver posto le sue ambizioni personali davanti agli interessi dello stato. La Tymoshenko ha detto di svolgere un ruolo di "opposizione" rispetto all'attuale capo dello stato, di cui ipotizza l'intenzione di rinviare le elezioni presidenziali previste per la fine del '09 o l'inizio del '10.

A beneficiare di questa conflittualità interna potrebbero essere le due principali formazioni di opposizione: il Partito delle Regioni (primo gruppo parlamentare), di Viktor Yanukovych - ex primo ministro - con prevalenza nella parte orientale a maggioranza etnica russa, e il Partito Comunista di Petro Symonenko. Tali evoluzioni avvengono mentre il paese è soggetto in modo rilevante agli effetti della crisi economico-finanziaria internazionale, che sta interessando tutti i settori industriali, compreso quello principale della metallurgia da cui arriva il 40% della valuta estera, e la moneta - la Hryvnia, che da maggio ha perso il 60% del suo valore con effetti pesanti per le aziende con debiti in dollari.

Accanto alla previsione del Fondo monetario internazionale di un prestito di 16.5 miliardi dollari, a dicembre il parlamento, insieme con la legge di bilancio '09, ha approvato una serie di provvedimenti, tra cui l'aumento dei dazi per le importazioni di prodotti dall'estero (es. le automobili). Il via libera dell'Assemblea è arrivato con un solo voto di maggioranza, suscitando polemiche da parte di alcuni deputati che hanno domandato una inchiesta sulle procedure seguite. Bruxelles valuta con prudenza la situazione, in attesa di sviluppi sia sul fronte politico sia energetico. I legami tra Ue e Ucraina hanno avuto un primo sostanziale rafforzamento nel 1998, quando è entrato in vigore l'Accordo di Associazione e Cooperazione, a cui seguirà il Nea (New Enhanced Agreement), che prevede una intensificazione delle relazioni.



* Articolo pubblicato da Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori

* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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