Germania: 20 anni dopo
Echi dalla riunificazione, economia, dibattito sulla immigrazione

di Ninni Radicini
Settembre 2010


Il 3 ottobre 1990 la firma del trattato tra Repubblica federale tedesca e Repubblica democratica tedesca segnava la fine della divisione della Germania, effetto della "guerra fredda" iniziata dopo la presa di Berlino nel 1945 da parte della truppe dell'Urss, proseguita con la formazione dei blocchi Est-Ovest in Europa e sancita dalla costruzione del muro di Berlino, poi caduto nel novembre 1989. Il tempo trascorso e la direzione del governo affidata da due legislature ad Angela Merkel, originaria della ex Germania Est, non hanno però annullato il dibattito sulla riunificazione e sugli effetti. La disoccupazione nell'area della ex Rdt è il doppio dell'Ovest; circa il 10% dei tedeschi orientali tornerebbe alla Germania Est (altrettanto gli occidentali) e il primo ministro del Brandeburgo (Land intorno a Berlino), il socialdemocratico Matthias Platzeck, in una intervista al settimanale Der Spiegel, ha parlato di "annessione" della Germania Est alla Rft.

Nonostante la crescita economica al 2.2% nel secondo trimestre 2010 (la più alta da venti anni), una espansione annuale prevista al 3.0% e un tasso di disoccupazione al 7.6%, sondaggi recenti hanno confermato l'avanzata dei partiti di opposizione. Spd - Partito socialdemocratico, intorno al 28%; Verdi, vicini al 20%; partito La Sinistra, intorno al 10%. La Cdu - Unione cristiano-democratica e la Csu - Unione cristiano-sociale sono insieme a circa il 30% (33.8% alle elezioni legislative federali del settembre '09). In calo Fdp - Partito liberaldemocratico, a circa il 5% (sulla soglia di sbarramento elettorale), con conseguente indebolimento della coalizione di governo di cui fa parte insieme a Cdu e Csu. Fino allo scorso anno, Fdp ha aumentato i consensi spostando a sinistra la linea in politica sociale. Ma quanto ottenuto partecipando all'esecutivo non si è dimostrato convergente alle attese dell'elettorato più recente, in questa fase tornato nel centrosinistra.

Al tempo stesso ha inciso negli equilibri del governo, determinando uno stallo nella caratterizzazione verso destra o verso sinistra. Come ad esempio, la polemica sulle dichiarazioni di Guido Westerwelle, ministro degli esteri e presidente della Fdp, quando a fine luglio ha lasciato aperta la possibilità della piena adesione della Turchia alla Ue, pur confermando che il negoziato non ha come conseguenza automatica il via libera. Con una immediata presa di distanza, la Csu ha confermato che la linea del governo a maggioranza cristiano-democratica è invece nella proposta alla Turchia di uno status di "partner privilegiato", non di piena adesione.

Da agosto, al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica vi sono state le dichiarazioni di Thilo Sarrazin, aderente alla Spd e già dirigente dalla Bundesbank. In occasione della pubblicazione del suo libro, ha espresso molti dubbi sulla volontà di integrazione delle comunità musulmane in Germania e ha parlato di un complessivo decadimento culturale nel paese. Tali dichiarazioni sono state criticate in modo netto da un'ampia parte del mondo politico, sebbene altri abbiano sostenuto l'opportunità di avviare un dibattito sulla politica di integrazione. L'evoluzione demografica dello stato ha determinato la necessità di concentrarsi sia sulla formazione sia sulla qualità della immigrazione. Secondo le rilevazioni della Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo, la Germania investe il 4.7% del Pil nella Istruzione, precedendo soltanto Slovacchia, Repubblica Ceca e Italia. La quota di studenti che conclude il percorso universitario è del 25% (la media fra i trenta stati più industrializzati del mondo è del 38%).

Le statistiche federali mostrano una diminuzione del numero di immigrati che ottengono la cittadinanza tedesca. Tra il 2000-07 sono stati circa 140mila; il dato più recente indica una diminuzione a circa 96mila. La valutazione dell'andamento è però divergente tra centrodestra e centro-sinistra. I conservatori vorrebbero cambiare gli standard finora usati in modo da aumentare la qualità professionale degli immigrati mentre il partito La Sinistra ipotizza la naturalizzazione dopo cinque anni. Dimessosi dalla Bundesbank a seguito degli effetti di quanto dichiarato, Sarrazin ha però trovato un riscontro popolare notevole. In un sondaggio pubblicato dal giornale Bild am Sonntag è rilevato che il 18% degli tedeschi voterebbe per un partito da lui presieduto. Tra i possibili elettori, il 17% di area cristiano-democratica e il 29% tra gli elettori attuali del partito La Sinistra.



* Articolo pubblicato da Orizzonti Nuovi - Periodico di informazione e analisi di Italia dei Valori

* Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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