Grecia moderna e Mondo ellenico
Storia e arte in Grecia, mostre di pittori greci, festival del cinema greco

a cura di Ninni Radicini


2017-2015 | 2014-2013 | 2012-2011 | 2010-2009 | 2007-2008

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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

Presentazione | Articoli sulla Grecia



Argomenti delle iniziative culturali presentate:

  • Mostra: Pompei e i Greci
  • Rappresentazione teatrale: Aiace, di Ghiannis Ritsos
  • Deiknumena: Mostra di Athena Vida
  • Mostra di Petros Efstathiadis
  • Musica a Danza del Mediterraneo orientale. Pèrgamos Project - Rebètiko 4et
  • E wide shut - Selezione internazionale dal Video Art Miden Festival (Kalamata)
  • Mostra di Federico Simonelli: "O Terra di Ionia"
  • Film: Highway to Hellas
  • Concerto di Vassilis Papakonstantinou
  • Seminario di Musica Greca
  • Presentazione libro: "Montale, Kavafis e la Grecia moderna"
  • Panos Tsagaris: Let The Sun Protest
  • kounellis / 14 disegni / 1991
  • Giornate di Cultura Cipriota in Italia - Trieste, 2016
  • Marisa Zattini: "di - segni" o delle trasmutazioni
  • Il Cavaliere di Marafioti a Locri
  • The Red Bank. James Joyce: His Greek Notebooks
  • Prima Giornata Mondiale della Lingua e della Cultura Ellenica
  • Ibico di Reggio e Nosside di Locri. Racconti a due voci in Magna Grecia
  • Sinergie. Rassegna di cinema greco
  • La crisi greca a suon di rebetiko
  • Iniziative della Comunità Ellenica di Brescia e Cremona
  • Proiezione film greci (Roma)
  • Il pianto di Orfeo. Il mito di Orfeo nell'Italia del Seicento
  • Siracusa Paleocristiana. Sulle tracce della cristianità delle origini a Siracusa
  • Stratos Kalafatis. Athos, i colori della fede
  • Mario Merz: Numbers are prehistoric
  • "Eravamo a Trebisonda". L'odissea dei greci del Ponto
  • UTO?!A. Retrospettiva d'arte cinematografica Grecia / Cipro
  • Sphinx Thebes Festival
  • Odissea un racconto mediterraneo. Lettura e interpretazione di Tullio Solenghi
  • Grecità. I Suoni della Grecìa d'Occidente
  • Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei. Arte nella Magna Grecia e nell'Italia meridionale
  • LANDing - Polyxeni Angelidou
  • Bella come i Greci. 1880-2015: 135 anni di Letteratura Greca
  • Concerto di musica greca: Rebetika & Greek Oriental Tunes. Takis Kunelis & Friends
  • Magna Grecia (Poesia)
  • Mathilde bianca di calce
  • Alice Psacaropulo. Lo Spirito della Musica dall'età cicladica all'età barocca
  • "Mythos 3.0"
  • Il senso di Thodorìs per la crisi. Cinema greco contemporanea
  • El Greco, architetto di altari. Fotografie di Joaquìn Bèrchez
  • Uso strumentale del mito: Atene, la città ideale.
  • Archimede e il laser


  • Pompei e i Greci
    12 aprile - 27 novembre 2017
    Scavi di Pompei, Palestra Grande

    Le storie di un incontro: partendo da una città italica, Pompei, se ne esaminano i frequenti contatti con il Mediterraneo greco. Seguendo artigiani, architetti, stili decorativi, soffermandosi su preziosi oggetti importati ma anche su iscrizioni in greco graffite sui muri della città, si mettono a fuoco le tante anime diverse di una città antica, le sue identità temporanee e instabili. Oltre 600 reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti da Pompei, Stabiae, Ercolano, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano e ancora iscrizioni nelle diverse lingue parlate -greco, etrusco, paleoitalico-, argenti e sculture greche riprodotte in età romana.

    La mostra nasce da un progetto scientifico e da ricerche in corso che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei; gli oggetti, provenienti dai principali musei nazionali e europei, divisi in 13 sezioni tematiche, rileggono con le loro 'biografie' luoghi e monumenti della città vesuviana da sempre sotto gli occhi di tutti. L'allestimento espositivo, che occupa gli spazi della Palestra Grande di Pompei, è progettato dell'architetto svizzero Bernard Tschumi e include tre installazioni audiovisive immersive curate dallo studio canadese GeM (Graphic eMotion). La grafica di mostra e la comunicazione sono disegnate dallo studio Tassinari/Vetta.

    La mostra, curata dal Direttore generale Soprintendenza Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), è promossa dalla Soprintendenza Pompei con l'organizzazione di Electa. Pompei e i Greci illustra al grande pubblico il fascino di un racconto storico non lineare, multicentrico, composto da identità multiple e contraddittorie, da linguaggi stratificati, coscientemente riutilizzati: il racconto del Mediterraneo. La mostra di Pompei è la prima tappa di un programma espositivo realizzato congiuntamente con il Museo Archeologico di Napoli: qui, a giugno, si inaugurerà una mostra dedicata ai miti greci, a Pompei e nel mondo romano, e al tema delle metamorfosi. (Comunicato stampa)




    Aiace
    di Ghiannis Ritsos

    Traduzione: Nicola Crocetti
    Con Viola Graziosi
    Regia e Voce: Graziano Piazza
    Scenografia musicale: Arturo Annechino
    Costumi: Valentina Territo
    Registrazioni e mix: David Benella
    Assistente alla regia: Ester Tatangelo
    Produzione: Sycamore T Company
    Durata 55: minuti

    28 marzo - 02 aprile 2017
    Pacta Salone - Milano
    www.pacta.org

    La storia dell’eroe greco attraverso la voce di una donna interpretata da Viola Graziosi. Una donna, forse una proiezione, un miraggio, e un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono insieme la storia dell'eroe greco, il più valoroso dopo Achille. Dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo. Pian piano la donna riveste i panni dell'eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. L'Aiace, di Ghiannis Ritsos, scritto tra il 1967 e il 1969, è una rilettura della tragedia di Sofocle attraverso la quale il poeta, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità umana e politica. (Estratto da comunicato ufficio stampa iagostudio)




    Immagine dalla mostra Deiknumena di Athena Vida alla Quartz Studio di Torino Athena Vida: Deiknumena
    20 marzo - 31 maggio 2017
    Quartz Studio - Torino
    www.quartzstudio.net

    Progetto site specific dell'artista tedesca Athena Vida (nata come Gitte Schäfer a Stoccarda, Germania, nel 1972). Un atto rituale necessita di una definizione nello spazio e nel tempo. In genere segue un insieme di regole che rappresentano la coreografia di una liturgia. Deiknumena è una delle quattro parti in cui si dividono i Misteri eleusini, i riti e le iniziazioni religiose segrete dell'antica Grecia. Gli atti rituali erano composti dai seguenti elementi: Cose fatte (Dromena); Cose dette o cantate (Legomena); Cose mostrate (Deiknumena); Cose immaginate (Epiphania).

    I misteri sono legati a un mito, celebrano il ritorno di Persefone dall'aldilà nel mondo dei vivi e danno il benvenuto alla primavera. Persefone, figlia di Demetra, fu rapida da Ade e portata nell'aldilà. Disperata, la madre la cercò trascurando i suoi doveri, così la terra si gelò e la gente morì di fame, il primo inverno. Quando infine Zeus permise a Persefone di tornare dalla madre, e le due furono di nuovo insieme, la terra rinacque, rifiorì e tornò a prosperare. Il ritorno di Persefone rappresenta la rinascita delle piante in primavera e, in senso più ampio, della vita sulla Terra.

    La mostra apre all'inizio della primavera. All'equinozio, l'equilibrio fra il giorno e la notte, la durata di luce e buio è identica. Nel processo alchemico ha luogo un distillato dei poteri del sole e della luna che, tramite il processo di trasformazione, si fondono. L'essenza dell'alchimia è l'unificazione delle polarità, la comunione di spirito e materia per colmare il divario fra il regno terreno e quello celeste. I misteri avevano lo scopo di elevare l'uomo dalla sfera umana a quella divina. Sulla Tavola di smeraldo troviamo il seguente concetto: Ciò che è in basso corrisponde a ciò che è in alto e ciò che è in alto corrisponde a ciò che è in basso.

    Corrisponde significa «è in unione con», due cose separate che in realtà sono una sola. I simboli sono punti d'unità. In tutte le tradizioni culturali esistono le immagini dell'androgino, della dualità dell'energia cosmica che rappresenta il concetto di unità, di completezza, l'unione del fisico e dello spirituale. Nel Neolitico esistevano culture molto organizzate e pacifiche basate sull'uguaglianza degli esseri umani. Per questi sistemi sociali equilibrati, né patriarcali né matriarcali, la scrittrice Riane Eisler ha coniato il termine "gilania". Poiché ciascuno di noi crea il mondo tramite la sua percezione di esso, si pensi a ciascuno di noi come a una gilania altrettanto equilibrata al suo interno. Uno spazio del Quartz Studio sarà racchiuso fra quattro colonne di rame sormontate dai rami dell'albero della vita.

    Qui una dea verde, anonima e androgina, troneggerà su un altare a rappresentare l'Axis Mundi, che permette il continuo scambio fra regno alto e regno basso. La stessa dea, l'altare e le offerte che la circondano, come i simboli contenuti, tessono una trama di significati intrecciati. Creano il mito dell'unificazione incoraggiando la nostra parte androgina, promuovendo e sostenendo la reintegrazione dei principi femminili nella società per ritrovare l'equilibrio. I miti e i simboli parlano un linguaggio universale. La verità del mito non è sapere. Il mito parla tramite aspirazioni ed esempi radicati nelle immagini. Ciascuno di essi ci racconta com'è nata o ha avuto origine una realtà. Il mito e il rituale non distinguono fra i diversi livelli di realtà. Immaginazione ed esistenza sono la stessa cosa.

    Se il lavoro della Schäfer dichiara apertamente il suo tributo ad artisti che l'hanno ispirata, come la surrealista Meret Oppenheim, l'incontro con Alejandro Jodorowsky, i Tarocchi e le sue idee sulla Psicomagia hanno profondamente influenzato l'artista e il suo percorso. Il lavoro di Gitte Schäfer, che solitamente assemblava objects trouvés con risultati sorprendenti come divertenti ritratti, meccanismi inutili e motivi geometrici e colorati, si è trasformato in più complesse installazioni in cui ogni singolo elemento ha un significato in una mitologia sincretica. Come Gitte Schäfer, l'artista ha tenuto mostre personali in diverse gallerie e in mostre collettive in tutto il mondo tra cui Kunstmuseum Luzern, Lucerna, Svizzera (2015); Kjubh e.V., Colonia, Germania (2014); Château de Chamarande, Centre d'Art Contemporain, Francia (2010). (Comunicato stampa)




    Opera di Petros Efstathiadis nella mostra alla Galleria foto-forum di Bolzano Petros Efstathiadis - Mostra ambientata in Grecia nella Macedonia settentrionale Petros Efstathiadis
    21 marzo - 29 aprile 2017
    foto-forum Südtiroler Gesellschaft für Fotografie - Bozen/Bolzano
    www.foto-forum.it

    Liparo, Macedonia settentrionale, Grecia. Qui c'è un luogo in cui la terra per decenni ha prodotto pesche per i suoi abitanti, una terra ora travolta dal vento di una violenta crisi economica. E' il villaggio natio del fotografo Petros Efstathiadis, e da un decennio il set del suo lavoro. Qui, nella corte interna dei suoi genitori o dei vicini e nei campi circostanti, egli compone con cura minuziose mise-en-scène fatte di resti e oggetti inutilizzati. In questo caso le sue grandi ed effimere sculture divengono decorazioni di una corsa all'oro del XXI secolo.

    Efstathiadis ci narra la storia di un uomo che, giunto al villaggio pochi mesi prima, è entrato nelle case promettendo agli abitanti l'accesso alla ricchezza: la loro terra era stata scelta per ospitare un nuovo gasdotto proveniente dall'Azerbaigian. Gli abitanti, compreso il padre del fotografo, hanno sottoscritto i contratti nella stessa corte interna. Con un movimento ellittico Petros Efstathiadis riporta in vita, su questo stesso terreno, le costruzioni e le macchine dell'epoca della corsa all'oro californiana. Vi si possono riconoscere alcune figure note, immagini iconiche di un'epoca di grandi attese e speranze disilluse - una chiesa che ricorda le fatiscenti facciate dell'Alabama di Walker Evans. E mentre va così sorgendo la tipica austerità dei pionieri, scopriamo qual è l'altra risorsa certa di questa terra: il teatrale e grandioso senso del fantastico di Efstathiadis. (Raphaelle Stopin)

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    Liparo, nördlich von Mazedonien, Griechenland. Hier gibt es einen Ort, in dem das Land seinen Bewohnern seit Jahrzehnten Pfirsiche gebracht hat, ein Land, das jetzt durch den Wind einer heftigen Wirtschaftskrise weggefegt wurde. Das Dorf, in dem der Fotograf Petros Efstathiadis geboren wurde, ist seit einem Jahrzehnt das Setting für seine Arbeit. Dort, im Hinterhof seiner Eltern oder Nachbarn und in den umliegenden Feldern, komponiert er sorgfältig minutiöse Mise-en-Scène, gemacht aus Resten und vernachlässigten Waren. In dieser Zeit werden die großflächigen und kurzlebigen Skulpturen das Dekor für einen Goldrausch des 21. Jahrhunderts.

    Er erzählt uns die Geschichte von dem Mann, der vor ein paar Monaten in das Dorf kam, in die Häuser eintrat und den Einheimischen ein Ticket zum Reichtum versprach: Ihr Land war gewählt worden, um eine neue Gaspipeline aus Aserbaidschan zu beherbergen. Die Dorfbewohner unterschrieben die Verträge, auch der Vater des Fotografen, im selben Hinterhof. In einer elliptischen Bewegung, bringt Petros Efstathiadis den Boden, die Gebäude und Maschinen aus der Zeit des kalifornischen Goldrauschs zurück. Man kann einige bekannte Figuren erkennen, ikonische Bilder aus einer Ära von großen Erwartungen und betrogenen Hoffnungen - eine Kirche, die an die baufälligen Alabama-Fassaden von Walker Evans erinnert. Und wenn hier die typische Pionier-Strenge entsteht, entdecken wir, welche andere Ressource das Land sicher hält: Efstathiadis theatralisches und herrliches Gespür für Fantasie. (Raphaelle Stopin)

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    Liparo, North of Macedonia, Greece. This is a place where for decades the land has brought peaches to its inhabitants, a land that now has been swept away by the wind of a fierce economic crisis. For a decade now the village where photographer Petros Efstathiadis was born in, has been the setting of his work. There, in his parents' or neighbors' backyards, in the surrounding fields, he carefully composes minute mise-en-scènes, made with leftovers and disregarded goods. In this period, the large-scale and ephemeral sculptures set the decor for a 21st century gold rush.

    He tells us the story of this man who stepped in the village a few months ago, entered the homes, promising the locals a ticket to wealth: their land had been elected to host a new gas pipeline from Azerbaijan. Villagers signed the contracts, including the photographer's father, in the same backyard. In an elliptic move of his, from this very soil, Petros Efstathiadis brings back building and machines from the time of the Californian gold rush. One can recognize some familiar figures, iconic pictures from an era of great expectations and deceived hopes - a church that reminds us of Walker Evans' Alabama decrepit façades. And if the typical pioneer austerity arises here, we discover which other resource the land surely hold: Efstathiadis theatrical and delightful sense of fantasy. (Raphaelle Stopin)




    Musica a Danza del Mediterraneo orientale

    Pèrgamos Project - Rebètiko 4et

    Kyriakos Gouventas (violino), Yiannis Alexandrìs (voce, oud, baglamàs, chitarra), Takis Kunelis (voce, bouzouki, chitarra, percussioni). Partecipazione straordinaria di Vaghelis Pashalidis (santouri)

    25 marzo 2017
    Spazio Teatro 89 - Milano
    www.panellinion.info/takiskunelis

    "Pérgamos Project" invita lo spettatore a un viaggio musicale nella Grecia del primo Novecento. Un itinerario che lo porterà, attraversando il mar Egeo, dai quartieri popolari di Costantinopoli e di Smirne, ad approdare al porto del Pireo per ascoltare le melodie che hanno creato il mito del Rebétiko. In concerto si suonano, e si raccontano, alcune delle canzoni più belle appartenenti alla tradizione dei greci dell'Asia Minore e all'eredità dei compositori più rappresentativi del trentennio 1922-1955, da Vaghelis Papazoglou a Panayiotis Toùdas e da Markos Vamvakaris a Vassilis Tsitsanis. In un susseguirsi d'atmosfere, impreziosito da interventi solistici ed improvvisazioni, l'oud e il violino - strumenti maggiormente connessi alla cultura greco orientale - passano il testimone alla tipica formazione del rebétiko (bouzouki, baglamàs e chitarra) che ci riporta nel clima delle orchestre popolari degli anni Trenta e Quaranta... (Comunicato stampa)




    E wide shut - Selezione internazionale dal Video Art Miden Festival di Kalamata in Grecia E wide shut
    Selezione internazionale dal Video Art Miden Festival, Kalamata (Grecia)


    16 febbraio (inaugurazione ore 18.30 - 21.00) - 25 febbraio 2017
    [.BOX] - Milano
    www.dotbox.it

    Festival Miden (Miden in greco significa "zero"), a cura di Giorgos Dimitrakopoulos, è uno dei primi festival di video arte in Grecia e di un'organizzazione che mira ad espandere la ricerca sulla video arte e nuovi media. Si tratta di un'organizzazione indipendente fondata, organizzata e curata da un team di artisti greci contemporanei, con sede a Kalamata. Dal 2005 si è gradualmente affermato come uno dei festival di video arte più riusciti e interessanti in Grecia e all'estero ed è stato un importante punto di scambio culturale per il video arte greca e internazionale, la creazione di una alternativa, punto di incontro per artisti emergenti e video artisti affermati. Dal 2015, Miden continua il suo lavoro con una programmazione di eventi più flessibile ed ampia, con l'obiettivio base di stimolare la creazione di video arte originali e contribuire a diffondere e sviluppare la ricerca in materia.

    Attraverso collaborazioni e scambi con importanti festival e organizzazioni internazionali, Miden è stato riconosciuto come una delle piattaforme di video arte di maggior successo e interessanti a livello internazionale e come un importante punto di scambio culturale per la video arte greca e internazionale. Inoltre fornisce anche un punto di incontro alternativo per emergenti e affermati artisti e un hub di comunicazione tra gli artisti, le organizzazioni, i festival e gli spazi d'arte di tutto il mondo. I programmi di screening del Miden Festival hanno viaggiato in molte città della Grecia e in tutto il mondo, e sono ospitati da festival importanti, i musei e le istituzioni a livello globale. (Comunicato stampa [.BOX] Videoart Project Space)




    Locandina della mostra O Terra di Ionia, di Federico Simonelli allo Spazio Arte Carlo Farioli Federico Simonelli: "O Terra di Ionia"
    14-29 gennaio 2017
    Spazio Arte Carlo Farioli - Busto Arsizio (Varese)
    www.farioliarte.it

    In occasione del 73° anniversario della deportazione nei campi di sterminio di alcuni lavoratori della Ercole Comerio di Busto Arsizio, la mostra presenta una serie di opere realizzate dall'artista Federico Simonelli (Lonate Pozzolo, 1944) che si ispira a un lavoro di ricerca sulla temporalità dell'esistenza. Il titolo dell'esposizione è mutuato dai versi di una poesia di Kavafis (O terra di Ionia), il più grande poeta alessandrino, che nel suo accorato grido piange la sua terra d'elezione (la Grecia) calpestata e distrutta dai conflitti bellici. Le opere di Simonelli, sculture e dipinti realizzati in differenti tecniche, nella loro desolante umanità diventano elementi di testimonianza di un male che la memoria aiuta a esorcizzare superando il disincanto di una visione di solitudine racchiusa in se stessa. (Comunicato stampa)




    Hollywood è lontana
    Film, storie e protagonisti sotto il cielo europeo


    Rassegna cinematografica, 11 ottobre 2016 - 21 marzo 2017
    Sala Wenders del Goethe-Institut Palermo (Cantieri Culturali alla Zisa)

    - 13 dicembre 2016
    Highway to Hellas
    Regia di Aron Lehmann, con Christoph Maria Herbst, Adam Bousdoukos, Germania 2015, 89'

    La storia si svolge sullo sfondo della crisi finanziaria greca sull'isola immaginaria di Paladiki. Per poter finanziare il progetto di turismo sostenibile "Galapagos in Greece", gli abitanti dell'isola, insieme al loro sindaco Spyros, avevano indicato a suo tempo una centrale dell'elettricità e la spiaggia come garanzia per la banca tedesca. Una volta giunto in Grecia, Geissner si rende conto che gli abitanti dell'isola lo ripagano di tanti pregiudizi quanti lui ne ha nei loro confronti. Il tedesco viene infatti accolto con diffidenza dai residenti che fanno di tutto per tener nascosto il loro imbroglio agli occhi del "colletto bianco". Panos, il proprietario del supermercato, e i suoi amici spediscono Geissner da un posto all'altro, ma lui svolge il proprio incarico imperterrito e analizza l'isola con tanto di abito grigio, cravatta e borsa di lavoro, fino a che si ritroverà letteralmente sulla "Highway to Hell(as)". (Comunicato stampa)




    Concerto di Vassilis Papakonstantinou a Trieste Vassilis Papakonstantinou

    "La voce dei poeti"
    Concerto di poesie musicate


    06 dicembre 2016, ore 20.30
    Sala Tripcovich - Trieste

    Vassilis Papakonstantinou per la prima volta in Italia in occasione dei festeggiamenti di San Nicolò. Leggenda della musica ellenica, Vassilis Papakonstantinou inizia il suo percorso musicale all'inizio degli anni '70. Trascinato dalla forte onda politica di quegli anni si presenta a Parigi a casa di Mikis Theodorakis, lo conquista con la sua passione e partecipa a tutti i concerti internazionali che Theodorakis organizza nel mondo. Col passare degli anni la presenza di Vassilis diventa sempre più importante per la musica ellenica. La forza e la sensibilità della sua voce rendono unica l'interpretazione delle sue canzoni. Negli ultimi 40 anni con la sua voce ha guidato i greci lungo le vie musicali tracciate da compositori come Mikis Theodorakis, Manos Loizos, Nikolas Asimos, Giannis Zouganelis, Thanos Mikroutsikos, Thomas Bakalakos, Christoforos Krokidis, Stamatis Messimeris, Lavrentis Macheritsas, Antonis Vardis, Lakis Papadopoulos, Christos Nikolopoulos e tanti altri...

    I suoi salti sul palcoscenico lo hanno portato in alto, fino a toccare l'anima di tutte le generazioni che sono cresciute con le sue canzoni. Ed è rimasto lì come un faro acceso, a ricordarci che la gioventù non finisce mai quando si lotta fino alla fine per i propri sogni e le proprie idee. Romantico e sensibile mantiene tutt'oggi viva la fiamma della speranza per un futuro migliore, continuando a suonare la sua chitarra, piegando le gambe per un salto ancora per incontrarci. L'artista verrà accompagnato dai musicisti Andreas Apostolou (pianoforte), Giorgos Theodoropoulos (pianoforte) e Mary Brozi (violino e voce). Iniziativa organizzata dalla Comunità Greco Orientale di Trieste con il patrocinio del Comune di Trieste e in collaborazione con il Consolato Onorario di Grecia a Trieste, con l'Università di Trieste - Lingua Neogreca e con la Fondazione Ellenica di Cultura Italia. (Comunicato stampa Fondazione Ellenica di Cultura Italia)




    Seminario di Musica Greca
    03 dicembre 2016
    Comunità Ellenica "Trinacria" di Palermo (Cantieri Culturali alla Zisa)
    www.carmelosiciliano.it

    - ore 14.00-18.00
    Seminario di musica greca tradizionale e rebetika, rivolto a musicisti e cantanti di qualsiasi livello (costo 35 euro).

    - ore 18:30
    Incontro multimediale Dromi. Percorsi musicali nella Grecia fra Oriente e Occidente, aperto a tutti e gratuito.

    Per motivi organizzativi è indispensabile inviare una mail di preiscrizione non impegnativa all'indirizzo info@carmelosiciliano.it entro giorno 01 dicembre, specificando le proprie competenze musicali e gli eventuali strumenti suonati. (Comunicato stampa)




    Copertina libro Montale, Kavafis e la Grecia moderna - di Cristiano Luciani Incontri con la Grecia

    Montale, Kavafis e la Grecia moderna

    di Cristiano Luciani, Universitalia, Roma 2016

    Presentazione libro
    29 novembre 2016, ore 17.00
    Palazzo comunale di Frascati (Roma)

    Ristampa aggiornata e corretta dello stesso saggio di Cristiano Luciani, docente di Letteratura Neogreca all'Università di Roma "Tor Vergata", uscito dieci anni prima in cui si tratta dei rapporti di Montale con la terra del mito, che il poeta genovese nei primi anni sessanta del Novecento visitò a varie riprese come inviato per il Corriere della Sera. I "pezzi" che ne uscirono sono poi finiti nella raccolta delle prose di viaggio "Fuori di casa" e rappresentano un fondamentale contributo non solo per la natura in sé cronachistica, ma soprattutto per la comprensione di parte della poetica montaliana, quella soprattutto che ha istituito un legame ideale e ideologico con forse il massimo esponente della poesia neogreca, l'alessandrino Costantino Kavafis. Più latente sotto certi aspetti può considerarsi l'affinità con la figura di Giorgio Seferis; un rapporto fatto di simboli, di contingenze biografiche e di riflessioni sul senso dell'esistenza umana. Oltre a questi contatti "poetici" ed estetici, il libro analizza la fortuna di Montale in Grecia attraverso le traduzioni delle sue poesie. (Comunicato stampa Comunità  Ellenica di Roma e Lazio)




    Panos Tsagaris - Untitled mixed Media On Canvas cm.180x130 Kalfayan Galleries Panos Tsagaris - Untitled arrow of ra - cm.180x130 Kalfayan Galleries Panos Tsagaris: Let The Sun Protest
    28 novembre 2016 (inaugurazione ore 18.30) - 28 gennaio 2017
    MLF | Marie-Laure Fleisch - Roma
    www.galleriamlf.com

    Per la prima volta a Roma l'artista greco Panos Tsagaris (Atene, 1979). In mostra una serie di tele di grandi dimensioni e lavori su carta di recente produzione. Affascinato e influenzato dalla spiritualità, dalle tradizioni mistiche, dall'Occulto e dall'Alchimia, Panos Tsagaris lavora su temi di attualità e si ispira alla società contemporanea. Riveste però la sua ricerca di una dimensione sacra, dimostrando che valori e principi di diverse religioni sono connessi tra loro, che mira ad avvicinare lo spettatore a uno stato di Catarsi attraverso l'Arte. Le sue opere sono il risultato di una serie di passaggi che sottintendono un processo di continua trasformazione da uno stato più basso ad uno più alto, verso un'ideale purificazione.

    Tsagaris ha realizzato la sua ultima serie di lavori, Untitled, a partire da installazioni che assembla nel suo studio usando degli specchi di forme e dimensioni diverse. Lo specchio è un oggetto fortemente simbolico, dalle molteplici valenze: nella tradizione mitologica simboleggia la transizione da uno stato divino a uno materiale. Il riflesso sgretola l'autenticità e l'unicità del proprio essere e lo fa precipitare in una corporeità ingannevole (come accadde a Narciso). Dall'altro lato, in senso positivo, nella filosofia neoplatonica e nel misticismo Cristiano la stessa anima umana, spinta per sua natura alla contemplazione del Divino, diviene lo specchio in cui se ne riflette la Bellezza innata.

    Tsagaris fotografa le sue composizioni con l'I-Phone, specchio vanitoso dei tempi moderni e del nostro ego, le stampa in bianco e nero, e le rifotografa ancora tante volte aggiungendo sempre nuovi specchi fino a che questi perdono le loro proprietà riflettenti. A questo punto le foto sono serigrafate a mano su tela e attraverso la sovrapposizione delle stampe serigrafiche nascono nuove forme e figure. Nella fase finale le tele sono dipinte con acrilico e alcune aree selezionate sono evidenziate con la foglia d'oro. Assistiamo a una duplice trasformazione: concettualmente, eliminando le qualità riflettenti degli specchi, la coscienza umana abbandona lo stato materiale e terreno per innalzarsi a un livello superiore verso il raggiungimento dell'essenza divina. Concretamente, l'installazione tridimensionale iniziale muta divenedo fotografia, quindi serigrafia e infine pittura.

    Alcuni di questi lavori sono affiancati a scritti sullo spiritualismo, come il dittico Transmutation, che accosta all'immagine un testo sull'ascesa e l'evoluzione dell'anima tramite il processo della tomb of transformation, tomba dalla quale l'anima discende per trovare la salvezza fluendo da una forma ad un'altra verso una nuova e sempre più alta condizione. La foglia d'oro, dalla forte connotazione simbolica, diventa protagonista nei tre lavori della serie Golden Newspaper, iniziata qualche anno fa dall'artista come risposta alla crisi finanziaria in Grecia. Panos raccoglieva giornali internazionali, per lo più il New York Times poiché in quel periodo viveva negli Stati Uniti, di cui riproduceva in grande formato la prima pagina lasciando solo il nome della testata e un'immagine rappresentativa, relativa alla crisi nel suo paese, e coprendo tutte le colonne di testo con la foglia d'oro.

    Negli ultimi due anni la serie si è espansa focalizzandosi su problematiche socio-politiche a più ampio spettro. Nei lavori esposti in galleria l'artista si è concentrato su immagini relative al fenomeno dei rifugiati, presente in tutta Europa, che sta in particolar modo toccando i paesi dell'area Mediterranea. Panos Tsagaris opera un procedimento di sottrazione il cui risultato è di grande impatto visivo e trasforma l'opera in una sorta di icona religiosa. L'oro, segno di purezza, rappresenta uno stato di benessere, ma non materiale, piuttosto quello derivante dalla finalità ultima dell'opera: il risveglio della coscienza, individuale e collettiva, accompagnato da una crescita spirituale interiore che ci permette di comprendere con maggior consapevolezza la realtà circostante. (Comunicato stampa)

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    MLF | Marie-Laure Fleisch presents for the first time in Rome a solo show by the Greek artist Panos Tsagaris entitled Let The Sun Protest. On show, a series of large canvases and recent works on paper. The exhibition will be accompanied by a critical text by Eugenio Viola. Fascinated and influenced by spirituality, mystical tradition, the Occult, and Alchemy, Panos Tsagaris explores current themes and takes his inspiration from contemporary society. He veils his research in sacred dimension, demonstrating the interconnection between the values and principles of different religions in his attempt to bring the spectator closer to a Cathartic state through Art.

    His works are the results of a series of passages suggesting a process of continual transformation from a lower to a higher state, towards the ideal purification. Tsagaris has created his latest series of works, Untitled, starting from installations which he assembled in his studio using mirrors of different sizes and shapes. A powerfully symbolic object with multiple significances, in mythology the mirror traditionally symbolises the transition from a divine to a material state. The reflection disassembles the authenticity and uniqueness of the being, transposing it into a deceptive corporeity (as in the case of Narcissus).

    On the other hand and in a positive sense, in Neo-Platonic thought and Christian mysticism, the same human soul, pushed by its natural urge to contemplate the Divine, becomes the mirror in which innate Beauty is reflected. Tsagaris photographs the precursors of his compositions using an I-Phone, a vain mirror of modernity and of our ego; he prints in black and white, photographing the same images over and over, always adding new mirrors until they lose their capacity to reflect. At this point, the photographs are silk-screen printed by hand on canvas and by superimposing the images, new forms and figures are created. In the final phase, the canvases are painted with acrylic paints, and some selected areas are highlighted with gold leaf. (Press release)




    Locandina mostra Kounellis al Musma kounellis / 14 disegni / 1991
    15 ottobre (inaugurazione) - 15 gennaio 2017
    MUSMA Museo della Scultura Contemporanea - Matera
    www.musma.it

    Mostra di disegni del celebre artista greco che anticipa la prima di una serie di esposizioni temporanee dedicate alle grandi collezioni private d'arte contemporanea italiana. Quattordici studi per l'installazione Senza titolo, realizzata nel 1991 dal grande pittore e scultore greco, tra i protagonisti assoluti dell'Arte Povera. Si tratta di quattordici disegni a matita su carta bianca che mostrano un'intensa e virtuosa riflessione sulla forma dell'installazione, costruita con pannelli di ferro arrugginiti, acido, grate di metallo e tovaglia ricamata, ed esposta per la prima volta nel 1991 alla Galleria dell'Oca di Roma nella mostra "Metafore. Giulio Paolini e Jannis Kounellis".

    La mostra, a cura di Tommaso Strinati, è corredata di una brochure con testo critico di Strinati e Barbara Cinelli. La grande installazione di Kounellis, nata dai 14 disegni esposti, sarà infatti uno dei pezzi più importanti della mostra dedicata alla collezione di Luisa Laureati Briganti, instancabile e storica fondatrice nel 1965 della Galleria dell'Oca di Roma, compagna di vita e d'idee di Giuliano Briganti. "Molte delle cose scritte e dette da Kounellis - scrive Giuliano Briganti nel catalogo della Mostra Metafore, 1991 - (...) nascono da un impulso di natura fortemente poetica, un impulso che trova accenti antichi, quasi oracolari...".

    E' questa una delle chiavi di lettura che, secondo Tommaso Strinati, consente di accostarsi a un segno grafico come quello dei 14 disegni esposti, simile alla scrittura ma denso di materia viva, preludio ai segni sulle superfici in ferro arrugginite dell'installazione vera e propria. L'opera che Giulio Paolini espose assieme a Jannis Kounellis nella mostra Metafore alla Galleria dell'Oca - Contemplator Enim, 1991 - è oggi conservata alla GAM di Torino, tuttavia - sostiene Tommaso Strinati - il dialogo tra di esse non si è mai interrotto, anche in una sorta di simbolica assenza dell'una rispetto all'altra. Scrive ancora Giuliano Briganti: " (...) l'immagine del mondo (...) ha perso la forza della necessità che l'aveva fatta nascere.".

    Jannis Kounellis (Pireo - Grecia, 1936), all'età di 19 anni, si trasferisce a Roma dove studia all'Accademia di Belle Arti con maestri del calibro di Mino Maccari, Franco Gentilini, Ferruccio Ferrazzi e, soprattutto, Toti Scialoja che nel 1960 gli permette di realizzare la prima personale alla Galleria La tartaruga. E' negli anni 60 che Kounellis diventa uno dei maggiori esponenti dell'Arte povera, definizione data nel 1967 da Germano Celant ad un gruppo di giovani artisti di diversa formazione e poetica, accomunati dalla messa in discussione della realtà e dal tentativo di riflettere e far riflettere su di essa attraverso opere realizzate con i più svariati materiali e ambientate in luoghi non abitualmente frequentati dall'arte, come fabbriche, cantieri industriali, boschi. Da sempre innamorato dell'Italia e della sua arte, in particolare delle pitture di Masaccio, Tiziano e Caravaggio, Kounellis sintetizza, nelle sue installazioni, tradizione e contemporaneo. La potenza espressiva dei lavori del celebre maestro agisce sullo spazio in cui essi nascono, i materiali di cui sono fatti non sono mera materia, ma nelle mani dell'artista diventano portatori di una storia che coinvolge sentimentalmente e attivamente lo spettatore. (Comunicato stampa)

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    L'atto creativo: Jannis Kounellis al Centro Sperimentale di Cinematografia (2011)

    Jannis Kounellis (presentazione mostra 2009)

    Jannis Kounellis: Arte contemporanea tra Grecia e Italia (articolo 2009)

    Jannis Kounellis: La storia e il presente (presentazione mostra 2007)

    Alighiero Boetti e Jannis Kounellis (presentazione mostra 2007)

    Grecia e Sicilia: Jannis Kounellis e il Festino di Santa Rosalia (2007)




    Giornate di Cultura Cipriota in Italia
    IX edizione, Trieste, 17-18-19 ottobre 2016

    Le Giornate di Cultura Cipriota in Italia sono organizzate annualmente dall'Associazione dei Ciprioti in Italia NIMA, ogni anno in una diversa e importante città (a Milano la passata edizione 2015), proprio per far conoscere in modo diffuso la cultura cipriota, l'attività socio-culturale dei Ciprioti che risiedono in Italia e il loro apporto collaborativo, di confronto e di arricchimento reciproco con la realtà socio-culturale italiana. Sostenuta dai Servizi Culturali di Cipro e con il Patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica di Cipro in Italia, del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Deryneia, del Comune di Trieste, della Camera di Commercio di Trieste, la manifestazione si presenta con il titolo di sintesi "Letture e viaggi, la rotta tra Cipro e Trieste. Il caffè Agorà di incontri" e, in questa edizione 2016, si arricchisce di un particolare significato sociale e culturale, in quanto si svolge in stretta collaborazione con il Museo del Caffè di Trieste (ospitato nel Museo Commerciale) e nella Città giuliana che, come Cipro, ha una lunga tradizione di traffici marinari e commerciali specificamente legati al prodotto caffè e alla sua cultura.

    Da tempo la presidente dell'Associazione NIMA, Alexandra Zambà, e il curatore del museo caffeicolo triestino, Gianni Pistrini, sono al lavoro per organizzare una serie di iniziative che si preannunciano ricche di interesse. Tra queste, nella giornata centrale del 18 ottobre, alle ore 16.00 presso la Camera di Commercio di Trieste in Piazza della Borsa, la cerimonia della partnership che verrà stabilita tra il Museo del Caffè di Trieste e il Museo di Arti applicate - Sezione Caffè di Deryneia, città situata a est della Repubblica di Cipro, ad appena 2 km dalla linea verde che divide l'Isola e dal distretto turco-cipriota di Famagosta. La partnership andrà ad aggiungersi a quelle che, una ogni due anni a partire dal 2004, il curatore Gianni Pistrini, triestino edotto e appassionato della cultura del caffè, ha stabilito con altri importanti realtà museali europee.

    Nel programma, altre iniziative di dialogo interculturale ricche di significato sociale e umano saranno il gemellaggio tra il Liceo "Aghios Stylianos" di Nicosia e il Liceo Statale di lingua slovena "France Prešeren" di Trieste, la cui stipula ufficiale è prevista nella mattina del 17 ottobre alle ore 9.30 presso il Liceo "F. Prešeren", e quello tra il Centro Diurno Diffuso Aurisina-Trieste e il Centro Diurno Boemondo DSM ASL Roma1 (con cui l'Associazione NIMA ha da tempo rapporti di collaborazione), che sarà siglato il 19 ottobre alle ore 10.00 presso il Parco di San Giovanni a Trieste.

    Durante i pomeriggi, iniziative di musica e lettura sono previste nei Caffè storici di Trieste con la partecipazione, tra gli altri, dei poeti triestini Claudio Grisancich e Sandro Pecchiari e, in tutti gli incontri, del liutista cipriota Christos Chimonides, esperto di musica bizantina e greco-cipriota antica, che eseguirà brani musicali dell'antica tradizione della sua terra: lunedì 17 ottobre alle ore 18.30 al Caffè Tommaseo, con la lettura di poesie sul caffè di autori triestini e ciprioti; martedì 18 ottobre alle ore 18.30 con musica cipriota al Caffè degli Specchi; e mercoledì 19 ottobre alle ore 18.00 al Caffè San Marco, per la presentazione del libro "Poesie di Frontiera", fresco di stampa a cura di Alexandra Zambà per le edizioni La Vita Felice, con la partecipazione degli utenti del Centro Diurno Boemondo di Roma che lo hanno realizzato. In ognuno dei momenti previsti non mancherà, ovviamente, la degustazione del caffè, sia secondo la preparazione triestina, sia secondo quella cipriota con il metodo Ibrik.

    La delegazione cipriota comprenderà Alexis Alexandrou, direttore Didattico del Ginnasio "Aghios Stylianos" di Nicosia, presente con alcuni insegnanti e allievi dello stesso liceo che saranno ospitati da coetanei triestini, Andros Karagiannis, direttore del Museo delle Arti applicate di Deryneia, altri responsabili tecnico-politici; tra le ulteriori personalità coinvolte nello scambio e negli eventi che lo costelleranno saranno presenti Loredana Gustin, direttrice didattica del Liceo "France Prešeren" di Trieste, Roberto Mezzina, direttore del Dipartimento Salute Mentale di Trieste, Giuseppina Ridente, responsabile del Centro Diurno Diffuso Aurisina-Trieste, Cinzia La Marra, responsabile del Centro Diurno Boemondo DSM ASL Roma1, Fabrizio Polojaz, presidente Associazione Caffè Trieste, Giorgio Quarto, consigliere nazionale FIPE, Silva Bon, storica.

    Le Giornate di Cultura Cipriota in Italia 2016 godono di ulteriori patrocini da parte della Fondazione Ellenica di Cultura-Sezione Italiana, della Comunità Greco-Orientale di Trieste, dell'Autorità Portuale di Trieste, dell'Associazione Donatori Midollo Osseo. Collaborano inoltre all'evento: Trieste Coffee Cluster, Trieste Coffee Festival, Associazione Caffè Trieste, Coffeeco, Hotel Letterario Victoria, Caffè San Marco, Caffè degli Specchi, Caffè Tommaseo, Ristorante Filoxenia, Ristorante Greco Time Out - G.I.M. Srl. (Comunicato stampa Laura Ricci)




    Opera di Marisa Zattini dalla mostra ad Atene nel settembre 2016 Marisa Zattini: "di - segni" o delle trasmutazioni

    - Opere della sezione "di-segni" o dell'indole della Res"
    Technohoros Art Gallery - Atene
    termina lo 08 ottobre 2016
    www.technohoros.org

    - Opere del ciclo "Ali selvatiche", allestite dall'architetto Augusto Pompili
    Istituto Italiano di Cultura di Atene
    termina il 30 settembre 2016
    www.iicatene.esteri.it

    L'artista-architetto Marisa Zattini presenta un corpus di opere recenti dedicato al tema fantastico/naturalistico delle mandragore, degli erbari-bestiari e di ali selvatiche - dedicate al mito di Icaro - in dialogo con "controcanti" trasmutativi realizzati a getto d'inchiostro su lastre di alluminio trattate a specchio. Il materiale sui quali l'artista interviene "con china e pennino" è costituito da lettere originali antiche che vanno dal 1800 al 1833 circa, per ricomporre un ideale dialogo identitario, metastorico, estremamente interessante.

    A queste si aggiungono alcuni fogli inediti (n. 20) con interventi letterari di poeti greci e disegni di Marisa Zattini esposti alla Technohoros Art Gallery, parallelamente alle Mandragore e agli Erbari/Bestiari che compongono L'indole della Res". La mostra è corredata da un catalogo trilingue (italiano/greco/inglese) - edito da Il Vicolo Editore (Collana "Le Ricordanze", pagg. 144) - che documenta tutte le opere in mostra, con testi critici a firma di Giovanni Ciucci, Veronica Crespi, Enrico Bertoni e Gian Ruggero Manzoni.

    «(...) Nell'estensione di questo microcosmo fatto di immagini-calligrafie si sono alternate almeno due mani, due persone che pur non conoscendosi hanno congiuntamente resa manifesta la possibilità di leggere e vedere dimensioni dell'esistenza dissimili, ma non per questo inconciliabili. Da questa connivenza di stesure appartenenti a linguaggi eterogenei possiamo percepire il desiderio di ricerca di Marisa Zattini, affinché le difformità portate all'evidenza riconoscano tra loro un nesso di continuità, che rende tale incontro indicazione di un'attitudine autentica, la quale, per essere creativa, aspira a riconoscersi primariamente conoscitiva» (Giovanni Ciucci).

    Marisa Zattini (Forlì, 1956), già artista - pittrice, ceramista, poeta -, ha realizzato mostre personali in spazi pubblici, in Italia e all'estero (Svezia, Inghilterra e Germania) a partire dal 1976 e pubblicato cataloghi monografici, con alcune sue poesie. Attualmente è Direttore Artistico de Il Vicolo Sezione Arte di Cesena, già ideatrice e curatrice di oltre duecento rassegne di arte contemporanea, di cui più di quaranta solo per la città di Cesena (Galleria Comunale d'Arte, Rocca Malatestiana e Galleria Comunale Ex Pescheria). La sua direzione artistica della Galleria Comunale d'Arte di Cesena (Palazzo del Ridotto) - sulla base di due Concorsi Nazionali vinti - ha caratterizzato la proposta culturale del territorio dal 1993 al 2000.

    E' inoltre Art Director di 12 Collane per i tipi de Il Vicolo Divisione Libri (Editore), dedicate all'Arte contemporanea, saggistica, letteratura fantastica, poesia, storia del territorio, cucina e racconti di Natale. Realizza filmati e documentari - firmandone la regia e dirigendone il montaggio - per mostre da lei ideate, di artisti e poeti contemporanei. Sul concetto di identità e sulle riflessioni filosofiche legate al tema del vuoto e del pieno ha realizzato una inedita e originale triplice partitura espositiva enominata Doppio Panico! - L'arte di vivere (2009), Metamorphosi (2011) e Autoritratto (2013) coinvolgendo 33 artisti del territorio, producendo originalissimi lavori scultorei, ceramici e fotografici, esposti nella suggestiva sede dell'Oratorio di San Sebastiano, a Forlì. Nel 2014 e 2015 la mostra itinerante "Di-segni" o dell'indole della Res. Nel 2015 il ciclo di opere "Ali selvatiche" è stato ospitato, nel mese di ottobre, nelle sale della Biblioteca Comunale "Maria Goia" di Cervia (Ravenna). Una selezione di questi due ultimi cicli di lavori costituiscono la rassegna di Atene. (Comunicato stampa)




    Il Cavaliere di Marafioti Il Cavaliere di Marafioti a Locri
    30 luglio (inaugurazione ore 19.00) - 07 agosto 2016
    Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri (Reggio Calabria)

    Esposizione temporanea del Gruppo del Cavaliere di Marafioti, opera in terracotta del V secolo a.C. rinvenuta in località Pirettina (Comune di Portigliola), alle spalle dell'antica città di Locri. L'opera, elemento architettonico in terracotta del tempio dorico scoperto nel 1910 dall'archeologo Paolo Orsi, presentata a Milano, sarà adesso esposta, per la prima volta, nel territorio da cui proviene. L'intervento di restauro, nell'ambito della XVIIª edizione di Restituzioni. Tesori d'arte restaurati 2016, è stato fondamentale per la sua conservazione e per una più approfondita conoscenza della tecnica di realizzazione.

    Ha permesso, inoltre, di riscoprire anche con l'ausilio di aggiornate strumentazioni, dettagli affascinanti, quali i segni di stesura a pennello del sottile scialbo originale o la policromia in nero, bianco, rosso che evidenziava meglio nell'intento del coroplasta il muso equino o la criniera rifinita a stecca. Analisi diagnostiche hanno completato il restauro del gruppo che all'epoca della sua scoperta, sul lato occidentale del tempio, era stato rinvenuto in "minuti frammenti" e che fu oggetto di un primo intervento di restauro tra il 1911 ed il 1925 quando Paolo Orsi e il restauratore Giuseppe Damico incollarono e integrarono le parti lacunose rafforzando il manufatto con supporti interni. (Estratto da comunicato stampa)




    Proiezione del film The Red Bank. James Joyce: His Greek Notebooks di Vouvoula Skoura The Red Bank. James Joyce: His Greek Notebooks
    Regia: Vouvoula Skoura
    Sceneggiatura: Vangelis Intzidis
    Produzione: Centro Cinematografico Ellenico (2014; 29 min)
    Sottotitoli in italiano a cura di Lucia Marcheselli Loukas

    18 giugno 2016, ore 11
    Palazzo Gopcevich - Trieste
    www.hfc-worldwide.org/trieste

    Proiezione del film, alla presenza della regista, organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura e dalla Comunità Greco Orientale di Trieste, nell'ambito del festival Bloomsday 2016 Trieste. «I greci mi hanno sempre portato fortuna» scriveva James Joyce a Harriet Shaw Weaver. Girato in parte a Trieste, ispirato all'episodio omerico/joyciano dei Lestrigoni, i giganti antropofagi, il viaggio di Vouvoula Skoura intreccia le parole di Joyce e quelle della poetessa Mandò Aravantinù, le immagini di Trieste con quelle di Londra, New York e Atene, le sonorità del greco e quelle dell'inglese, il presente e il mito.

    Il festival (16-19 giugno 2016), in onore dello scrittore irlandese James Joyce, viene organizzato dal Comune di Trieste, dall'Università degli Studi di Trieste e dal Museo James Joyce di Trieste in collaborazione con altri enti. James Joyce, fra il 1904 e il 1920, fu a lungo ospite nella città di Trieste - città che Joyce chiamò "mia seconda patria". Il programma prevede una varietà di manifestazioni nel nome di Joyce. Per questa edizione, l'antica piazza Barbacan, cuore della Città Vecchia amata da Joyce si trasforma per quattro giorni in Bloomsday Village, una miniatura della Dublino joyciana. Gli esercizi che si affacciano sulla piazza cambiano volto e si trasformano nei pub, negli hotel, nei teatri e negli altri locali ricordati nel romanzo creando un "set" perfetto per molte delle iniziative del festival.

    «Il documentario prende l'avvio a Trieste. Bloomsday, 16 giugno 2013. La danza al rallentatore è inframmezzata da un testo. Decostruendo un corpo, lo si trasforma in memoria: del corpo, della vita, dei testi. I riferimenti a Joyce e a Mandò Aravandinù, in combinazione col taglio diagonale dell' immagine, annullano il realismo del paesaggio, ivi compreso lo spazio / meditazione della Voce narrante. A coronamento, la lettera di Joyce "Una richiesta di prestito in Lingua Greca" funge da puntuale denuncia. La complessa descrizione dell' 8° capitolo dell' Ulisse, I Lestrìgoni, a opera del Professor Vanghelis Intzidis, ci guida in questo viaggio nei suoi Quaderni di Greco - e ancor più ci attrae - in percorsi nelle città, come Trieste, Londra, New York e Atene, e in lingue,come il Greco e l'Inglese.

    La narrazione cinematografica a spezzoni è una scelta, e costituisce, credo, anche L'elemento basilare nella realizzazione del film. L'attrazione che esercitano i Greci sull'Irlandese non si ferma solo alla loro antica eredità e al loro fascino, che del resto è globale. Al di là del mito arcaico di "Ulisse", la questione sta anche nella lingua: il greco. Lo scrittore è condotto a questa specie di identificazione di Mito e Lingua, in un modo che, anche se appare inatteso, è assolutamente coerente e funzionale. Joyce impara il greco, lo scrive e lo parla. A ragione Mandò Aravandinù sostiene che il greco è "la lingua del soggetto del suo scritto" (Ulisse). Il documentario ha l'ambizione di ritrarre questo lato, in qualche modo ignoto ai più, del più grande scrittore del XX secolo.» (Testo di Vangelis Intzidis).

    Vouvoùla Skoura (Salonicco) ha studiato Arti Grafiche presso l'Istituto Tecnologico di Atene. Ha vissuto a Londra dal 1967 al 1974. Ha frequentato corsi in Storia dell'Arte (1970) e corsi di grafica per video presso il Politecnico di Middlesex (1988). Per molti anni si è occupata di multimedia sperimentali e tecniche fotografiche. I suoi film e video sono stati presentati in più di 50 festival ed Università. I suoi film Migrazione Interna (1984) e Skoria Fotos (1989) sono stati distinti con menzione speciale della Giuria del Festival di Drama. Il video Luna Nera ha vinto il primo premio del concorso "Video Art" (1998 ad Atene) ed il film Etel Adnan, parole in esilio (2008) ha vinto il Premio del Centro Cinematografico Ellenico al Festival dei documentari di Salonicco. E' stata premiata dall'Associazione dei Disegnatori Grafici con il Premio del Contributo a Vita (2009). (Comunicato stampa Fondazione Ellenica di Cultura)




    Prima Giornata Mondiale della Lingua e della Cultura Ellenica
    20 maggio 2016, ore 15.00
    Aula Caminetto Palazzo San Tomasso - Pavia

    Interventi di:
    - Gilda Tentorio Prof.ssa di lingua e letteratura neo greca all'Università degli Studi di Pavia
    - Anna Beltrametti Prof.ssa di Lingua e Letteratura greca all'Università degli Studi di Pavia
    - Mara Aschei Prof.ssa di Greco e Latino al liceo Ugo Foscolo
    - Antigoni Gkoura maestra alla scuola di Lingua Greca di Pavia
    - Alunni della scuola di lingua greca di Pavia
    Coordinatore: Dott.ssa Anna Maria Gougoulitsa (Comunicato della Comunità Ellenica Pavese)




    Ibico di Reggio e Nosside di Locri
    Racconti a due voci in Magna Grecia


    14 maggio 2016, ore 18.30
    Parco Archeologico di Locri (Reggio Calabria)

    L'incontro prevede una performance letteraria con brani tratti dalla produzione di Nosside, poetessa di Locri vissuta tra IV-III sec. a.C. e di Ibico, poeta di Reggio del VI sec.a.C. L'iniziativa dà conto della vivacità culturale di due centri magno-greci, Locri e Reggio, confinanti tra loro e tra i più noti dell'antichità. (Comunicato stampa)




    Locandina Sinergie - rassegna di cinema greco Sinergie
    Rassegna di cinema greco


    13-14-15 maggio 2016
    Cineclub Detour - Roma
    www.cinedetour.it

    Sinergie portano avanti il mondo: sinergie tra le creature garantiscono il fluire della vita, sinergie tra Culture diverse nutrono l'Arte e il progresso delle Scienze, sinergie tra passato e presente favoriscono l'Evoluzione Umana. Sinergie tra gli uomini possono abbattere muri, paure e contrastare crisi sociali ed economiche. Sinergie positive allungano la vita e la rendono più lieta. Due creature, dalla natura apparentemente opposta, trovano in sinergia la loro libertà. Il Pensiero resta alto e partorisce Poesia in sinergia con quello dei bassifondi urbani. Sinergia e continuità tra mito, passato e presente ci rammentano il valore dell'Umanità. Sinergie di intenti portano sullo schermo del Detour una rassegna di cinema greco - a cura di Viviana Sebastio e Cineclub Detour - composta da film e docu-film, in tutto cinque pellicole, realizzati nel secondo millennio. I film in proiezione sono in lingua originale con sottotitoli in italiano. L'ingresso al Detour è riservato ai soci, pertanto è necessario associarsi pre-compilando on-line il modulo di richiesta. Il programma potrebbe subire delle variazioni. (Comunicato stampa Comunità Ellenica di Roma e Lazio)

    Programma

    - 13 maggio

    .. ore 19.30, Little land
    di Nikos Dayandàs, Prod.: Anemon Prod., 52' (lingua: greco/franc.), 2013

    Una "piccola terra" dove si vive a lungo e felici, perché non si conoscono le parole "ansia" e "solitudine". Questo luogo è Ikaria, un'isola dell'Egeo che appare come una brulla roccia, circondata dal blu cobalto. Ikaria ha poco eppure ha tutto. I suoi abitanti ti spiegano che: "A Ikaria non ottieni ciò che vuoi, ma ciò di cui hai realmente bisogno".

    .. ore 21.00, Greece days of change
    di Elena Zervopoulou, Prod.: One Vibe Films, 54' (lingua: greco), 2014

    Può la crisi economica essere una nuova opportunità di cambiamento per noi stessi e per la nostra società? È la domanda che si pone la regista Elena Zervopoulou, la quale troverà le risposte durante le riprese del suo documentario. Zervopoulou segue, tra il 2012 e il 2013, le vicende di tre uomini colpiti dagli effetti della crisi economica greca, e, grazie a loro, mette in luce la forza di un cambiamento che parte dal basso.

    - 14 maggio

    .. ore 19.30, La pietra del lutto
    di Filippos Koutsaftis, Prod.: Filippos Koutsaftis, 87' (lingua: greco), 2000

    Una pietra sacra, tra i Misteri di Eleusi, testimonia il flusso delle stagioni e un lutto ricorrente. Il documentario di Filippos Koutsaftis è narrazione poetica che parte dal presente e giunge al passato remoto del mito. Il regista impiega dodici anni (1988-2000) per realizzare la sua opera, testimonianza dell'evoluzione e dell'involuzione della città dei Misteri Eleusini.

    .. ore 21.30, Ilias Petropoulos: Un mondo sotterraneo
    di Kalliòpi Legaki, Prod.: Portolanos Film, 61' (lingua: greco/franc.), 2005

    La regista Kalliòpi Legaki ci fa incontrare Ilias Petropoulos, straordinario scrittore, saggista, intellettuale greco. Personaggio scomodo alla Giunta greca, Petropoulos ha vissuto in esilio volontario a Parigi, senza mai smettere di raccontare la Grecia e una parte del suo mondo, nascosto e scabroso. Un cosmo ai margini della società e della legalità. Petropoulos ha studiato e descritto a fondo anche l'affascinante mondo del rebetiko.

    - 15 maggio

    .. ore 19.30, Selezione di cortometraggi greci

    .. ore 20.30, Black field
    di Vardìs Marinakis, Prod.: Highway Productions, 104' (lingua: greco/turco), 2010

    Anno 1654, la Grecia è sotto l'Impero Ottomano, un giannizzero ferito e in fuga, trova riparo in un remoto convento. Le monache curano le sue ferite ma il soldato è loro prigioniero: è un giannizzero e un disertore. La presenza impetuosa dell'uomo sconvolge la vita austera e silenziosa delle sorelle. Tra loro c'è la delicata Anthì, che, con pudore, accudisce il rude soldato. Anthì custodisce un segreto che verrà inaspettatamente svelato.




    La crisi greca a suon di rebetiko

    Adattamento, regia, interpretazione di Angeroula Pitsaki
    Aiuto regia Tommaso Sassi
    Assistente alla regia Simone Caredda
    Scenografie Artesceno srl - Massimo Sergianni
    Video Alessio Rucchetta e Valerio Maggi
    Luci Raoul Terilli
    Consulenza Coreografica Paola Maffioletti
    Organizzazione Annalisa Siciliano

    10-11 maggio 2016, ore 20.30
    Teatro Palladium - Roma
    www.comunitaellenicaroma.it

    Perfomance multimediale, tratta da Tefteri, il libro dei conti in sospeso (Ed. Il Saggiatore, 2013). Tefteri in greco è il libricino dei conti, quello su cui un tempo i negozianti di alimentari segnavano i conti in sospeso. Ma è anche il taccuino di viaggio di Vinicio Capossela. L'adattamento teatrale di Angeroula Pitsaki, attrice e regista greca, descrive gli effetti del terremoto finanziario, sociale ed economico che ha colpito la Grecia e l'Europa, ma narra anche il popolo ellenico, il suo carattere polivalente, la sua forza, la sua capacità di non abbattersi nella tragedia, ma di affrontarla e anzi trasformarla, ritrovando l'antropos. La musica rebetika è sfondo e personaggio del racconto, è il coro che rappresenta lo spirito greco. Una musica energica, dirompente, che potremmo definire il "punk" degli anni Venti/Trenta.

    E' da qui che scaturiscono i due binari su cui su cui scorre la piece. Su un grande schermo, simbolo della crisi, la Grecia e il suo paesaggio che la crisi ha mutato. Karaghiozis, personaggio principale del teatro delle ombre, è il simbolo dell'uomo greco oppresso, ma intelligente, semplice, arguto, divertente. Rappresentato con un lungo braccio che gli fa affrontare e afferrare ogni giorno la vita nei suoi momenti belli e con una gobba su cui porta il peso dei problemi del popolo greco. In scena Angeroula Pitsaki recita e danza a passo di rebetiko, in un viaggio emotivo tra gioia, dolore, euforia, estasi, malinconia. Uno spettacolo creato da musica, danza, prosa, video e teatro delle ombre uniti in un incessante passaggio dall'euforia alla disperazione.

    Krisis, in greco scegliere, cernere, più che evento nefasto, è opportunità per costruire sé stessi, per darsi un'etica che vada oltre ciò che si possiede, perché la soluzione è ricollocare l'uomo, l'antropos, al centro del mondo, della vita. Come nella antica tragedia greca Tefteri ha un prologo, un tema centrale, un finale e un epilogo. L'intento di Angeroula Pitsaki è di riparlare della crisi, risvegliare le coscienze, riportare l'attenzione sull'uomo. Ma è anche quello di raccontare la tragedia della crisi attraverso lo sguardo del vero spirito greco che il rebetiko rappresenta perfettamente. Anche per questo, la sera dell'11 maggio dopo lo spettacolo, si terrà un dibattito a cui parteciperanno, scrittori, studiosi, rappresentanti delle Comunita Elleniche in Italia, e altri personaggi che via via si stanno aggiungendo per portare il loro contributo di voci veritiere su una questione che riguarda tutti molto più da vicino di quanto forse riteniamo. Lo spettacolo è realizzato in coproduzione da Associazione Culturale da Roma a Kastellorizo e Fondamenta Teatro e Teatri. (Estratto da comunicato stampa)




    Danze tradizionali della Grecia Copertina libro Eravamo a Trebisonda Rebetiko Iniziative della Comunità Ellenica di Brescia e Cremona
    Ingresso libero







    24 aprile 2016, ore 20.30
    Teatro Monteverdi - Cremona

    - Eravamo a Trebisonda
    di Emidio D'Angelo
    Presentazione del libro a cura della Prof.ssa Giovanna Rocca Ordinario di Linguistica all'Università IULM di Milano. Con la presenza dell'autore.

    - Danze tradizionali della Grecia
    Con il Corpo di Ballo della Comunità Ellenica di Parma e Reggio Emilia diretto dal maestro Akis Krypotòs

    14 aprile 2016, ore 20.30
    Teatro Monteverdi - Cremona

    - Rebetiko
    Serata di musica greca dal vivo.




    Locandina A Family Affair, regia di Angeliki Aristomenopoulou Locandina Greece Days of Change, regia Elena Zervopoulou Proiezione film greci
    .. 12 febbraio, 2016, ore 20.30, A Family Affair
    .. 19 febbraio 2016, ore 20.30,  Greece Days of Change
    Cineclub Detour - Roma





    A Family Affair
    Regia di: Angeliki Aristomenopoulou
    Prodotto da Anemon Prod., Atene
    Anno: 2015
    Genere: docu-film
    Durata: 88 min.
    Lingua: Greco/Inglese
    Sottotitoli: Italiano
    Sito ufficiale: afamilyaffair.gr/the-film/the-story

    Il film racconta uno spaccato di vita degli Xylouris, famiglia di grandi musicisti cretesi. Protagonisti del film sono Psarantonis (Antonis Xylouris), Psaragiorgis (Giorgis Xylouris) e i suoi tre giovani figli: Nikos, Antonis e Apollonia. Il film ritrae la storia di tre generazioni, saldamente unite tra loro dalla musica tradizionale cretese. Psaragiorgis, energico cinquantenne, è il ponte tra il padre Psarantonis, vulcanico musicista di lira, e i suoi talentuosi tre figli. Lo spettatore viaggia tra Creta e l'Australia ovvero tra la tradizione e il folclore di Anogeia e la moderna e cosmopolita Melbourne.

    A family affair ci porta nel cuore delle vicende familiari degli Xylouris, tra prove musicali, concerti e decisioni cruciali da prendere, attraverso una continua tensione tra tradizione e innovazione. Gli Xylouris sono una famiglia molto particolare, eppure si confronta anche con problematiche che riguardano molti di noi: l'unione familiare, la libertà per i propri figli, le incognite sul loro futuro e così via. Ciò che ci affascina di loro, è l'amore sincero che lega l'uno all'altro, il rispetto e l'ammirazione che ciascun figlio ha per il proprio padre e il profondo legame con le loro origini.

    La musica di Psarantonis e dei suoi familiari, coinvolge e trascina chiunque, il suono della loro lira e del liuto è energia pura, è arte e insieme storia. Gli Xylouris suonano una musica che arriva da un passato lontano e intonano canti che custodiscono la vera anima del popolo cretese. I canti popolari sopravvivono così al tempo e diventano patrimonio comune, da vivere nella quotidianità e nella festa delle danze. Nel loro repertorio compaiono anche i meravigiosi versi del poema epico l'Erotokritos, di Vincenzo Cornaro, simbolo di un patrimonio culturale comune tra Grecia e Italia. Il film è stato realizzato anche grazie al sostegno economico ricevuto attraverso una campagna internazionale di crowdfunding.

    Greece Days of Change
    Regia di: Elena Zervopoulou
    Prodotto da One Vibe Films
    Anno: 2014
    Genere: documentario
    Durata: 53 min.
    Lingua: Greco
    Sottotitoli: Italiano
    www.greecedaysofchange.com

    Può la crisi economica essere una nuova opportunità di cambiamento per noi stessi e per la nostra società? Il documentario di Elena Zervopoulou segue, tra il 2012 e il 2013, le vicende tre uomini, e, grazie a loro, mette in luce la forza di un cambiamento che parte dal basso. I protagonisti sono tre greci, che tentano di riprendere il futuro nelle proprie mani. Incontriamo il musicista Giorgos Barkouris, che ha lavorato per molti anni in radio e nel mondo discografico, per ritrovarsi di punto in bianco senza casa né occupazione. Giorgos lotta per ridare un senso alla sua vita.

    Conosciamo Grigoris Kitsos, che insieme alla sua famiglia decide di lasciare la città alla ricerca di una vita più salubre nel paese di origine, dove coltiverà la terra ereditata dai suoi genitori. Infine, apprezziamo le azioni di Ilias Tsolakidis, che con il suo gruppo di azione solidale - Il movimento della patata - crea una rete di distribuzione di cibo, basato su princìpi di democrazia e soliderietà, affrancandosi dal costoso e tirannico circuito della distribuzione commerciale. Attraverso l'obiettivo di Elena Zervopoulou scopriamo come la Grecia rinasce, come lotta con coraggio e ottimismo, offrendoci un esempio, da seguire, di dignità, speranza e fiducia nella natura umana. Il film è stato presentato in occasione del Thessaloniki International Documentary Festival 2014.

    Rassegna in collaborazione con Anemon Prod (Atene), Moving Docs, Il Mese del Documentario. Il Detour è un cineclub, pertanto si consiglia di acquistare il biglietto in anticipo. (Comunicato stampa Comunità Ellenica di Roma e Lazio)

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    Articoli di Ninni Radicini su festival del cinema in Grecia e Cipro




    Il pianto di Orfeo
    Il mito di Orfeo nell'Italia del Seicento


    28 gennaio 2016, 20.45
    Teatro Comunale di Monfalcone
    www.teatromonfalcone.it

    A ripercorrere il mito di Orfeo, che con la potenza del suo canto ammansisce le belve e vince la morte, e le pagine che ispirò a molti compositori italiani del Seicento, è l'ensemble belga Scherzi Musicali, che ha in Nicolas Achten il suo fondatore e animatore. Scherzi Musicali è fra le formazioni di musica antica più interessanti al mondo. Riunisce cantanti e strumentisti giovani, accomunati dal desiderio di ripensare l'approccio alla musica antica ed esegue, con la stessa attenzione, le composizioni più importanti del barocco europeo e il repertorio meno conosciuto. Dal 2006 l'ensemble si esibisce nelle più importanti sale da concerto europee.

    Fra le sue incisioni più recenti figura Il pianto di Orfeo per l'etichetta Sony Deutsche Harmonia Mundi. Baritono, clavicembalista, liutista, arpista e maestro di concerto, Nicolas Achten è una figura emergente nel mondo della musica antica. Nominato "Artista classico dell'anno 2009" nell'Ottavo Music Prize e premiato nello stesso anno come "Giovane musicista dell'anno", è fra i pochi cantanti classici al mondo che riesce ad accompagnarsi su vari strumenti secondo la prassi musicale antica. Nell'intento di far rivivere questa prassi e proseguire la sua ricerca, ha fondato l'Ensemble Scherzi Musicali, il cui percorso concertistico sta riscuotendo lusinghieri ed ampi consensi dal pubblico e dalla critica musicale internazionale.

    Scherzi Musicali ripercorre, quindi, la storia di Orfeo, dalla felicità per il matrimonio con Euridice al dolore per la perdita dell'amata, fino alla discesa agli inferi. Il programma del concerto si struttura sugli interventi di Orfeo nelle due opere Euridice del 1600 (dei compositori Jacopo Peri e Giulio Caccini) e nell'Orfeo di Monteverdi; intorno a questi estratti, si raccolgono alcune pagine di altri compositori italiani della prima metà del XVII secolo, la cui tematica è assimilabile alla storia di Orfeo.

    Il Rinascimento vede accrescersi l'interesse nei confronti dell'antichità e la lettura di fonti fino ad allora inedite rinnova la conoscenza della tragedia e della poesia greca. Per i greci la musica è in primo luogo parola, poi ritmo e infine suono: questo è il solo modo di trasmettere l'emozione al pubblico. L'eredità musicale rinascimentale quindi, con il suo stile compositivo polifonico, non risponde più al nuovo bisogno di mettere la musica al servizio della parola, per esprimere compiutamente il contenuto emozionale del testo poetico.

    La rilettura degli antichi gioca un ruolo determinante per la nuova generazione di compositori, fra cui Giulio Caccini, Jacopo Peri ed Emilio de' Cavalieri, che agli inizi del Seicento scrivono opere in "stile rappresentativo", sul modello della tragedia greca e contribuiscono alla nascita di una nuova musica: la monodia accompagnata, il "recitar cantando", una voce solitaria che viene accompagnata dal basso continuo. (Comunicato stampa)




    Locandina conferenza Siracusa Paleocristiana Siracusa Paleocristiana
    Sulle tracce della cristianità delle origini a Siracusa


    21 gennaio 2016, ore 18.30
    Galleria Roma - Siracusa
    www.galleriaroma.com

    Carmelo Scandurra terrà una conferenza sul particolare tema dell'archeologia paleocristiana a Siracusa. Un incontro in cui si parlerà dei monumenti e delle tracce di tale periodo, giunte sino ai nostri giorni, che compongono il quadro della complessa storia della nostra città. Carmelo Scandurra, esperto e studioso dell'archeologia paleocristiana relazionerà su questo argomento anche alla luce degli studi più recenti e delle ultime ricerche archeologiche. Verrà esposta una panoramica sui siti di Siracusa e del suo territorio rurale di età tardoantica, con particolare riguardo alle catacombe paleocristiane, alle strutture funerarie ipogee e alle prime basiliche. Ci si soffermerà sulle testimonianze artistiche, sulle principali iconografie e sui più recenti progetti di musealizzazione ed esposizione dei reperti archeologici. A partire dalla conoscenza della storia culturale e religiosa dei siti si potranno avanzare idee sulla tutela e valorizzazione degli stessi. La conferenza sarà corredata dalla proiezione di materiale video e fotografico. L'ingresso è libero. (Comunicato stampa)




    Immagina dalla locandina della mostra Athos, i colori della fede di Stratos Kalafatis organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura Italia Stratos Kalafatis - Athos, i colori della fede - mostra a Trieste alla Sala Giubileo - Filoxenia - a cura di Afrodite Oikonomidou ed Enrico Debandi Stratos Kalafatis
    Athos, i colori della fede


    08 gennaio (inaugurazione ore 18.00) - 31 gennaio 2016
    Sala Giubileo - Filoxenia - Trieste
    www.hfc-sezioneitaliana.com

    Il fotografo greco Stratos Kalafatis ha dedicato cinque anni del suo lavoro all'esplorazione e alla conoscenza del Monte Athos, dei paesaggi, dei monasteri, ma soprattutto degli uomini che lo abitano. Ci sono volute 25 visite, un totale di 200 giorni di pellegrinaggi fotografici tra il 2008 e il 2013, per arrivare ad una profonda comprensione di questo mondo di clausura e spiritualità, che viene svelato attraverso le 120 immagini che compongono la mostra.

    Attraverso uno sguardo più spirituale che estetico, le immagini di Kalafatis riescono a trasmettere l'essenza di questo posto unico, descrivono la storia e la tradizione millenaria, documentano la natura rimasta quasi incontaminata e la bellezza selvaggia del paesaggio. Ma la sensibilità del fotografo si rivolge al profondo, si ferma sui volti, sui dettagli della vita quotidiana, sulla lentezza del tempo, sul contrasto tra la ricchezza interiore e la povertà ascetica. Elementi che si combinano a forme e linguaggi del tutto contemporanei, per costruire un racconto insolito del Monte Athos secondo uno stile personalissimo, fedele ai principi fotografici dell'autore.

    «Sul Monte Athos non nascono vite umane». Questa costatazione di Stratos Kalafatis richiama una delle particolarità più significative del Monte Athos, il famoso Avaton, il divieto assoluto di accesso alle donne. La stessa frase segna i mondi interiori che il fotografo sceglie di raccontarci e i ritratti dei loro protagonisti che rivelano fede profonda, bisogno o disperazione. In questo mondo dominato dai maschi, le storie di Kalafatis si dispiegano su una gamma cromatica ben più ricca rispetto al nero rigoroso del saio monastico. Il risultato è un Monte Athos dipinto con colori brillanti, a volte abbaglianti e ipersaturi, in modo da ottenere un forte contrasto, un chiaroscuro denso, che ci rimanda alla pittura del Caravaggio o di Rembrandt. Descritto così, il centro del Monachesimo Cristiano Ortodosso, alla fine del primo decennio del XXI secolo diventa un anello della lunga catena di documentazioni fotografiche dello stato monastico.

    Il primo fotografo ad arrivarci è stato Sebastianof che, nel 1860, ha prodotto circa 40.000 scatti su lastra di vetro. Sono seguiti, nel XX secolo, dei nomi illustri come Stephane Passet e Fred Boissonnas, oltre ad una serie di famosi fotografi Greci negli anni '50 e '60, come Takis Tloupas, Kostas Balafas, Spyros Metletzis. Kalafatis ha subìto, come molti altri fotografi prima di lui, il fascino singolare e irresistibile del Monte Santo dell'Ortodossia e ha tentato di catturare la vita monastica da una nuova prospettiva proponendo una versione inedita del più spettacolare complesso monastico d'Europa. Non è stato un turista, né tantomeno un fotografo invadente. Ha visitato il Monte Athos con estremo rispetto, si è avvicinato ai monaci gradualmente, ha parlato con loro, è stato ospite nelle loro celle, ha accettato la loro benedizione e i loro doni. E alla fine si è guadagnato la loro fiducia e ha avuto il permesso di immortalarli con la macchina fotografica.

    Ma «non mi è stato consentito di fotografare all'interno delle chiese, durante le funzioni, né i cimeli che sono considerati proprietà spirituale dei monasteri. Questo in fondo è il vero Avaton del Monte Athos. Il Monte Athos è difficile da fotografare: non tanto perché resiste al carattere laico della fotografia, ma piuttosto perché ha bisogno di tempo per essere svelato. Da più di mille anni rimane nascosto dietro una pittoresca semiologia, un folklore sentimentale, dietro interpretazioni mistiche e rivelazioni miracolose. E' un mondo fatto di silenzio e di mistero, un luogo sospeso, in bilico tra passato e presente, tradizione e libertà, forza e debolezza, tra il buio e la luce. E non è semplice superare la sua storia poderosa, la sua religiosità esasperata e creare immagini che rispettano il luogo senza ledere l'autonomia creativa del fotografo.» (Stratos Kalafatis)

    La mostra, a cura di Afrodite Oikonomidou ed Enrico Debandi, è organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura Italia, in collaborazione con la Comunità Greco Orientale di Trieste e l'Università degli Studi di Trieste - Lingua Neogreca. E' una produzione della Fondazione Culturale della Banca Nazionale Greca (M.I.E.T.), con il patrocinio del Ministero della Cultura e dello sport della Repubblica Greca, dell'Ambasciata di Grecia a Roma, del Consolato Generale Onorario di Grecia a Trieste, del Comune di Trieste, della Provincia di Trieste e del Comune di Salonicco e la sponsorizzazione di Minoan Lines - Grimaldi Group e dell'Aegean Airlines. La mostra è già stata presentata con grande successo a Torino presso il Palazzo Saluzzo Paesana dal 20 settembre al 25 ottobre 2015 ed è in programma un'esposizione anche a Roma nel corso del 2016.

    Stratos Kalafatis (Kavala, 1966) ha studiato fotografia all'Art Institute di Philadelphia, USA. Dal 1993 ha realizzato numerosi progetti fotografici come: Immagini archetipe, Diario 1998-2002, Saga, Arcipelago, Athos-I colori della fede. Ha ricevuto numerosi premi internazionali e ha partecipato ad importanti mostre manifestazioni culturali come la Biennale di Architettura di Venezia (2006). Vive a Salonicco, lavora come fotografo e insegna fotografia creativa. (Comunicato stampa Fondazione Ellenica di Cultura Italia)

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    Emanuele Grassi: Sfida alla Linea - dalla Grecia in Italia (Roma, 04-11 marzo 2013)
    Il Volto dell'Assoluto: Icone Bizantine Contemporanee del Monte Athos (Trieste, 05-19 aprile 2012)
    Icone sacre dei monaci del Monte Athos (Roma, 15 maggio - 06 giugno 2008)




    Mario Merz - Untitled - pencil, chalk, ink, Indian ink, enamel on paper, cm.73.5x55.5 1983 - Private collection Mario Merz: Numbers are prehistoric
    22 ottobre 2015 - 31 gennaio 2016
    Museo di Arte Cicladica - Atene

    Organizzata da NEON in collaborazione con la Fondazione Merz la mostra - la prima di Mario Merz in un museo greco -, a cura di Paolo Colombo, evidenzia le diverse pratiche del lavoro dell'artista, sottolineando il sottile confine tra espressione scritta e arte visiva. La mostra, il cui titolo deriva dal libro di Mario Merz, Voglio fare subito un libro (1989), riflette la necessità che ha animato l'artista e il suo coinvolgimento con l'arte, la politica e la vita. In particolare il modo in cui Merz interpreta la nozione di natura, vista come una forza potente, generosa, che cresce seguendo una successione razionale proprio come aveva affermato il noto matematico italiano Leonardo Fibonacci. (Comunicato stampa)




    Copertina libro Eravamo a Trebisonda - L'odissea dei greci del Ponto "Eravamo a Trebisonda"
    L'odissea dei greci del Ponto

    di Emidio D'Angelo, ed. Equinozi 2015

    Presentazione libro
    27 ottobre 2015, ore 18.00
    Centro Studi Cappella Orsini - Roma
    www.comunitaellenicaroma.it

    L'odissea dei greci del Ponto, un odissea sconosciuta ai più Attorno alle vicende di una modesta famiglia costretta alla fuga, si dipana la storia di un intero popolo, quella dei greci del Ponto (Anatolia), che un secolo fa furono travolti, dopo gli armeni, dal cedimento dell'Impero Ottomano e dalle conseguenti istanze nazionaliste turche, monoetniche e monoteiste. Questo romanzo trae origine da una narrazione autentica, quella di Lefteri, giovane protagonista della storia, che in vecchiaia ricorda… Alla sua voce si affiancano quelle degli altri personaggi, che insieme ricostruiscono in prima persona una storia sconosciuta ai più, in un affresco corale di pacata efficacia. Una narrazione lieve, attenta ai particolari e ai sentimenti dei protagonisti, sostenuta da un'accurata documentazione storica.

    «Sarei invecchiato, restando quel ragazzo vagabondo di pensieri e di gambe che percorreva Trebisonda, e avrei raccontato ai nipoti la mia vita. E pochi ne sono rimasti come me ormai, ad aver vissuto nel tempo del Ponto, a chiedersi se fosse stato un sogno, a voler raccontare ad altri cosa fosse stato veramente. Tutto quello che ho passato, visto, sentito, il mondo che ho vissuto è ormai nel pozzo del tempo, cancellato dai passi veloci degli uomini nuovi. Invece io ho ancora dentro di me il sogno di Trebisonda, dove ho conosciuto uomini e donne di ogni razza che passeggiavano sul lungomare, quella città che sogno ogni notte, la mia vera città, la mia patria mancata. Per questo volevo raccontare ai distratti del mondo nuovo come fosse bello anche quello vecchio. Eravamo a Trebisonda… fin quando non si ruppero gli equilibri, e tutti impazzirono come in un formicaio invaso dall'acqua». (Comunicato Comunità Ellenica di Roma e Lazio)




    Locandina della rassegna cinematografica dedicata alla Grecia e a Cipro promossa dalla Associazione Culturale Umbria-Grecia di Perugia UTO?!A
    Retrospettiva d'arte cinematografica
    Grecia / Cipro


    06-30 ottobre 2015
    Postmodernissimo Cinema - Perugia
    www.postmodernissimo.com

    Il mondo sconfinato del cinema è un oceano d'utopie in perpetuo e impetuoso movimento. Nel susseguirsi eterno ed errante delle acque cinematografiche, in questo scampolo d'inizio secolo, irrompe tumultuosa la New Wave Greca. Carico di un passato consacrato nella gloria del tempo, assalito da un presente di nubi e tempeste, il Paese Ellenico risorge attraverso la settima arte, regalandoci alcune tra le più splendenti gemme nel panorama del cinema contemporaneo. La rassegna è promossa dalla Associazione Culturale Umbria-Grecia in collaborazione con Postmod Mirada Invisibile e con la direzione artistica di Manuele Angelano.

    - I aionia epistrofi tou Antoni Paraskeva (The eternal return of Antonis Paraskevas)
    di Elina Psikou, con Christos Stergioglou, Maria Kallimani, Yorgos Souxes, Grecia 2013
    06, 07, 09 ottobre 2015

    L'incessante battaglia dell'uomo con sé stesso alla ricerca dell'eternità. Antonis Paraskevas, un notissimo conduttore tv va a nascondersi in un resort extralusso completamente vuoto ma con tutte le strutture funzionanti, per preparare uno spettacolare ritorno sulle scene e rinverdire la sua popolarità.

    - Wasted youth
    di Argyris Papadimitropoulos, Jan Vogel, con Haris Markou, Ieronymos Kaletsanos, Arthouros Kiviliov, Grecia 2011
    14, 15, 16 ottobre 2015

    Alienazioni organiche, crisi delle distanze. Gus Van Sant e New Wave si fondono in un dramma criptico e fatalista.

    - L
    di Babis Makridis, con Aris Servetalis, Efthymis Papadimitriou, Lefteris Matthaiou, Grecia 2012
    21, 22, 23 ottobre (il 21 con dibattito: "Quando la crisi di una nazione diventa la crisi di un intero sistema" con Dimitri Deliolanes, corrispondente della ERT Radiotelevisione Pubblica Greca e il critico Leonardo Persia)

    Un'era che ha smarrito la ragione ha il suo (anti) eroe in un uomo teleguidato da ordini imperscrutabili. Un uomo di mezza età, padre di famiglia vive nella sua macchina da cui non esce mai. Il suo lavoro, a cui si dedica con maniacale diligenza, consiste nel localizzare un tipo di miele particolarmente raffinato e portarlo ad un uomo che vive in una grande villa. Ma la sua routine viene rotta da un nuovo corriere che si dimostra più bravo di lui, mettendo così a rischio il suo lavoro.

    - Mesa sto dasos (In the woods)
    di Angelos Frantzis, con Katia Goulioni, Iakovos Kamhis, Nathan Pissoort, Grecia 2010
    26 ottobre (ore 19.30), 27 ottobre (ore 21.30)

    La natura delle foglie, le radici del desiderio e una casa nascosta nel cuore del bosco. Un viaggio verso l'altro lato. Intimista, onirico, immaginifico. Qualcosa di simile a una fiaba esistenziale "punk".

    - September
    di Penny Panayotopoulou, con Kora Karvouni, Nikos Diamandis, Youlika Skafida, Grecia 2013
    10, 11, 12, 13 ottobre

    Lo spettro della solitudine da cui non si sfugge mai abbastanza e il fragile equilibrio delle relazioni umane. Anna è una donna sola che ha il suo cane come unico amico. Quando questo muore chiede di poterlo seppellire nel giardino dei suoi vicini di casa. Ma da qui in poi, sempre più sola e depressa, cercherà di sopperire alla sua solitudine...

    - Luton
    di Michalis Konstantatos, con Nicholas Vlachakis, Eleftheria Komi, Christos Sapountzis, Grecia 2013
    17, 19 ottobre (ore 19.30), 18, 20 ottobre (ore 21.30)

    Le misteriose tessiture della Vita e le imprevedibili collisioni che il Fato riserva agli esseri umani. Sebbene non appaiano legate da alcunché, le vite di tre individui (una giovane praticante avvocato, un ragazzo e un proprietario di un minimarket) hanno un profondo e viscerale legame che sfocerà in una evoluzione inaspettata, specchio della turbolenza del tessuto sociale greco.

    - O manavis (The grocer)
    di Dimitris Koutsiabasakos, Documentario, Grecia 2013
    24 ottobre (ore 19.30), 25 ottobre (ore 21.30)

    Premio del pubblico al Festival di Salonicco. Nikos Anastassiou, fruttivendolo ambulante, e sua moglie Sofia seguono lo stesso percorso dal 1980. Una volta alla settimana, tutto l'anno, partendo dalla città di Trikala, visitano i villaggi abbandonati dei Monti del Pindo, percorrendo 75 chilometri. Il documentario li segue in un road-movie che attraversa le quattro stagioni.

    - To mikro psari stratos
    di Yannis Economides, con Vangelis Mourikis, Petros Zervos, Vicky Papadopoulou, Grecia 2014
    28 ottobre (ore 21.30, presente l'autore), 29, 30 ottobre (ore 19.30)

    - 195 metres
    di Alessandro di Cosmo, Marco Fortunati, Maria Tsausi
    28 ottobre (ore 21.15)

    Il film racconta la "questione di Cipro": tensione sfociata in guerra effettiva nel 1974 e in una divisione forzata tra le 2 comunità, greco-cipriota e turco-cipriota, che abitano l'isola. Saranno presenti i registi.




    Locandina della rassegna Sphinx Thebes Festival 2015 Sphinx Thebes Festival
    04 ottobre (inaugurazione ore 19.00) - 04 novembre 2015
    Conference Center - Tebe (Grecia)

    Il Festival, ideato da Constantine Angelou e Polyxene Kasda, è un progetto artistico nello spazio urbano e sociale della città di Tebe, dove artisti, scrittori, scienziati, architetti e personaggi della cultura internazionali si incontrano e interagiscono con la città, proponendo idee e soluzioni per la creazione della città del futuro, cioè lo spazio dove si vuole vivere. (...) In questo contesto nasce il progetto curato da Dores & Rose Sacquegna della Primo Piano LivinGallery di Lecce, presenti con la rassegna Una città fertile: ovvero il quesito della Sfinge, articolata in tre distinte sessioni (Greek Waves, Landgraphie, Cryptographie) sul mito, l'identità e l'utopia, con la partecipazione di noti artisti internazionali e registi greci.

    Presentazione rassegna




    Odissea un racconto mediterraneo
    Canto XIX "Odisseo e Penelope"

    Lettura e interpretazione di Tullio Solenghi


    10 agosto 2015, ore 21.30
    Parco archeologico Rossano di Vaglio - Mefitis - Vaglio di Basilicata (Potenza)
    ufficiostampa@sissiruggi.com

    In Odisseo e Penelope Tullio Solenghi ci racconta il primo incontro tra l'eroe e la sua fedele compagna. Odisseo è finalmente approdato a Itaca, dopo i dieci anni della Guerra di Troia e i dieci trascorsi in mare per aver sfidato Poseidone. Odisseo non si rivela alla moglie, finge di essere uno straniero che molto ha errato per mari e che, in una terra lontana, ha pure incontrato Odisseo. Chiede di poter parlare a Penelope in privato, lontano dagli sguardi dei proci. Penelope si lascia incantare dal racconto dello straniero.

    Gli chiede prove: come era vestito Odisseo quando lo ha incontrato? E lo straniero ne fa una descrizione fotografica, con grande precisione dei dettagli. Penelope forse un sospetto lo ha, forse ha intuito che l'uomo di fronte a lei è il suo sposo. Prima di congedarsi dallo straniero, Penelope gli racconta il sogno che ha fatto, chiedendogli di spiegarglielo: venti oche uscivano dall'acqua per mangiare il suo grano, su di loro piomba un'aquila che le uccise tutte. Appollaiatasi sul tetto l'aquila le parla con voce umana per rivelarle di essere il marito... Lo straniero le risponde che il sogno non ha bisogno di interpretazione, al che Penelope risponde con uno dei passi più celebri dell'Odissea:

    "Le porte dei sogni sono due:
    una è fatta di corno, l'altra di avorio;
    quelli che vengono dall'avorio ci illudono con parole vane,
    quelli che vengono, invece, dalla porta di lucido corno,
    se un uomo li vede, si realizzano davvero
    ".




    Agosto al Museo
    Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria - Reggio Calabria

    Grecità - I Suoni della Grecìa d'Occidente
    08 agosto 2015

    - ore 18.00
    Incontro-conferenza: "La musica dei Greci di Calabria"

    - ore 21.00

    .. Concerto: Il mistero della musica grecanica - Mimmo Morello
    .. La lira bizantina - Ettore Castagna, Nicola Pelle, Pino Rubino, Lele Trimboli
    .. Fhoregguo ego! Il ballo dei greci di Calabria - Danzatori e musicisti di Cardeto con l'Associazione Culturale Zampognari di Cardeto
    .. Danzatori e musicisti di Gallicianò con il gruppo Cumelca
    .. Adelfìa greca: I greci di Puglia, i greci di Calabria - Le Tre Sorelle, canzoni polivocali in greco di Calabria e del Salento




    Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei
    Arte nella Magna Grecia e nell'Italia meridionale


    31 luglio 2015 - 10 gennaio 2016
    Palazzo Reale - Milano

    La mostra intende presentare, attraverso più di 200 opere d'arte greca, magnogreca e romana, un aspetto poco noto del mondo classico: la rappresentazione della natura nei suoi vari aspetti, l'azione dell'uomo sulla realtà naturale e sull'ambiente.

    Presentazione mostra




    LANDing - Polyxeni Angelidou
    Live performance, 23 luglio 2015, ore 21.30 e 23.30
    Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara)
    www.museolaboratorio.org

    Land: un luogo, una parte di terra che non è coperta da acqua, il suolo, un'area, una regione e le persone che vi vivono; ing: (eng), l'azione del verbo o il suo risultato, il prodotto, il materiale che si esprime tramite un suffisso posto a nomi derivanti da verbi, ecc.; (eng) un suffisso con il significato di "appartenenza", "il tipo di", "provenienza". In anteprima nazionale LANDing, azione di Polyxeni Angelidou nata attorno all'installazione della scenografa di origini abruzzesi Cristina Lelli. Prende avvio da una corsa attorno a un'anima in continua evoluzione ovvero l'installazione composta da tre blocchi di ghiaccio che, sospesi, fanno da contrappeso ad altrettante masse di gesso. Il ghiaccio, medium effimero e transeunte, si scioglie per declinarsi in una nuova e più stabile forma, così come l'individuo risponde al bisogno di plasmarsi nei vasi comunicanti dell'odierna società liquida.

    Polyxeni mette in scena azioni spastiche, nervose, poiché la sua pelle accoglie stati mentali confusionari, proiettando su di sé la necessità di un progresso fisico e psichico tarato sull'odierno nomadismo tecnologico e globale. La ciclicità dell'azione - che si apre e termina con lo stesso atto - indica un movimento che si svolge per forza di inerzia: l'urgenza di dover partire senza una meta stabilita è quasi un bisogno indotto dalla mancanza di risorse e allo stesso tempo dalla superfetazione dell'offerta. La stasi non è contemplata, se non sotto forma di una caduta che porta l'individuo a toccare il suolo: si tratta a volte di dover tastare il terreno e provare a sentirne la concretezza per rimodellarsi con esso e con il suo portato culturale. L'impossibilità umana di eguagliare la velocità e l'efficienza delle sinapsi informatiche crea disorientamento e l'esigenza di un uomo costantemente mobile e libero da fardelli e fisici e culturali; chiede una rinegoziazione continua dell'individualità a contatto con l'ambiente che si trova a occupare, anche se di passaggio, onde evitare sterili urti.

    Polyxeni Angelidou (Salonicco, 1985) ha studiato architettura (2003-2010) e danza (2008-2011) in Grecia, dove ha lavorato come insegnante di danza e performer. Dal 2012 vive a Berlino e svolge inoltre le professione di coreografa. Ha frequentato il Master in Coreografia presso l'Università di Danza Contemporanea HZT di Berlino con il supporto della borsa di studio rilasciata dalla Fondazione Statale Greca IKY. L' interdisciplinarità è il punto forte di Polyxeni: le sue opere spaziano da pezzi teatrali, progetti in situ fino a installazioni. I suoi lavori si concentrano su temi come le persone che vivono in contesti urbani, le strutture e i conflitti che emergono da quegli ambienti e il modo in cui influenzano gli esseri umani individualmente, socialmente, fisicamente e virtualmente.(Estratto da comunicato stampa)




    Bella come i Greci. 1880-2015: 135 anni di Letteratura Greca
    di Maurizio de Rosa, ed. Universitalia (Roma)

    Presentazione volume
    24 giugno 2015, ore 10.30
    Palazzetto Mattei - Roma
    www.comunitaellenicaroma.it

    Maurizio de Rosa, di natalità milanese (1971) e da diversi anni residente ad Atene, è un affermato traduttore letterario e studioso della grecità moderna. In questo suo ultimo libro, che si fonda su un precedente studio storico-fotografico (o fotostoria) della letteratura greca moderna, Voci dell'agorà, uscito nel 2005, spinge la sua trattazione, debitamente aggiornata e rimaneggiata, fino al periodo 2000-2014. Il risultato è, di fatto, una sorta di reportage sulla letteratura dello Stato nazionale greco, fondato nel 1832 dopo oltre un decennio di lotte sanguinose per la libertà. Il presente lavoro della tradizionale storia letteraria conserva la ripartizione cronologica, ma più che sulle correnti letterarie e sulle personalità dei singoli autori, questa volta lo sguardo si concentra sulle opere, che in ultima analisi sono l'unico e vero fondamento della letteratura. (Comunicato stampa Comunità Ellenica di Roma e Lazio)




    Concerto di Takis Kunelis Concerto di musica greca: Rebetika & Greek Oriental Tunes
    Takis Kunelis & Friends


    23 maggio 2015, ore 18.30
    SpazioTeatro 89 - Milano
    www.panellinion.info/takiskunelis



    Takis Kunelis - voce, bouzouki
    Kyriakos Gouventas - violino
    Haris Lambrakis - ney, pianoforte
    Antonio Stragapede - chitarra
    Partecipazione speciale: Maria Saltiri - voce, chitarra

    Un viaggio musicale nella Grecia del primo '900. Dai quartieri popolari di Costantinopoli e di Smirne al porto del Pireo, per ascoltare le melodie che hanno creato il mito del Rebètiko: un autentico e raro esempio d'incontro delle musiche modali con il sistema tonale e l'armonia; incontestabile simbolo della musica greca del Novecento.




    Magna Grecia

    Poesia di Nidia Robba pubblicata nel libro Ultima cetra (ed. La Mongolfiera libri, pagg. 142, Trieste, febbraio 2015)




    Mathilde bianca di calce - romanzo di Francesco Puccio Mathilde bianca di calce
    di Francesco Puccio

    Presentazione romanzo
    11 aprile 2015, ore 17.30
    Sala Giubileo-Filoxenia - Trieste
    www.hfc-sezioneitaliana.com

    La Fondazione Ellenica di Cultura - Italia, la Comunità Greco-Orientale di Trieste e l'Università di Trieste - Lingua Neogreca, in collaborazione con la casa editrice Marlin Editore presentano a Trieste il romanzo del giovane scrittore e regista teatrale Francesco Puccio.

    Diego, originario di una città del Sud, trasferitosi a Roma per lavoro, giunge su un'isola della Grecia per realizzare un servizio fotografico per la rivista turistica a cui collabora. Alle spalle, si lascia un'ex fidanzata con cui ha ancora qualche legame. Un passato familiare fatto di sapori e profumi irripetibili, e un senso di mancata appartenenza al tempo presente, lo pongono in una costante condizione di vuoto e di malessere. Con l'aiuto delle persone che conoscerà in Grecia, tra cui la vecchia Nora e, in particolare, la guida Cleante, moderno aedo greco narratore di storie, Diego riuscirà a realizzare foto bellissime e a vivere giorni irripetibili.

    Ma il giovane non porterà con sé solo i ricordi di un viaggio coinvolgente; imparerà anche ad amare di nuovo e a non temere i sentimenti grazie all'incontro con la giovane Mathilde, studiosa parigina di storia dell'arte, in vacanza sull'isola. Sullo sfondo, il racconto narrato, come in dissolvenza, che Cleante farà della storia di Euripide e della leggendaria creazione della sua Medea, nata dall'incontro del poeta, in quella stessa isola, con la giovane e ribelle Agape. Una storia d'amore quindi, ma anche un percorso di formazione, un viaggio di scoperta e un ritorno alle origini in un'isola della Grecia contemporanea ma sovrapposta, in dissolvenza, a quella di un mito lontano eppure tracciabile con le dita e ben a vista, capace di disegnare mondi ancora nuovi e inesplorati.

    Francesco Puccio (Cava de' Tirreni, 1982), laureato in Lettere classiche, dottore di ricerca in "Antropologia del mondo antico", scrittore e regista teatrale. E' responsabile artistico de "L'antico fa testo", progetto di ricerca sul teatro antico nato nel Centro di Antropologia e Mondo Antico dell'Università di Siena. Ha scritto racconti, romanzi, drammaturgie, e ha realizzato numerosi progetti per il teatro nelle aree archeologiche e nei siti museali, con testi ispirati al mito greco e alla sua permanenza nel mondo contemporaneo.




    Alice Psacaropulo - mostra Lo Spirito della Musica dall'età cicladica all'età barocca Alice Psacaropulo
    Lo Spirito della Musica dall'età cicladica all'età barocca


    27 marzo (inaugurazione ore 17.00) - 11 aprile 2015
    Sala Giubileo-Filoxenia - Trieste
    www.hfc-sezioneitaliana.com

    Mostra con opere dell'artista triestina di origini greche Alice Psacaropulo. L'inaugurazione è stata preceduta da un intervento musicale del Trio Nova Academia (Stefano Casaccia - flauto dolce, Leopoldo Pesce - violino e Antonella Costantini - tastiera) e le opere dell'artista sono state presentate dall'architetto Barbara Fornasir. La mostra è organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura - Italia, dalla Comunità Greco-Orientale di Trieste e dall'Università di Trieste - Lingua Neogreca. A conclusione della mostra, l'11 aprile alle ore 17.30 avrà luogo la presentazione del romanzo di Francesco Puccio Mathilde bianca di calce, ambientato in un'isola delle Cicladi.

    Alice Psacaropulo è nata e cresciuta a Trieste da padre greco di Sifno e da madre italiana. L'essere cresciuta a Trieste, in un ambiente dalla natura multiforme e ricca di colori, il soggiorno a Venezia, gli studi a Torino oltre che i suoi rapporti con Sifno, isola delle Cicladi caratterizzata dal patrimonio ancestrale della cultura cicladica, hanno ispirato e influenzato la sua arte. Fin dagli anni della scuola è evidente il suo talento nella pittura dai successi nelle manifestazioni per giovani artisti a livello nazionale. Ha frequentato l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino con il maestro Felice Casorati dal 1939 al 1943, un periodo che ha segnato profondamente il suo percorso artistico. Si è laureata alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trieste. Ha lavorato come assistente alla cattedra di Storia dell'Arte delle Università di Trieste.

    Nel 1948 partecipa alla XXIV Biennale di Venezia e alla V Quadriennale di Roma ricevendo premi e segnalazioni oltre a critiche molto positive. Dal 1953 al 1960 Alice Psacaropulo ha insegnato pittura presso l'Università Popolare di Trieste. E' stata docente di Storia dell'arte in vari Licei ed Istituti d'Arte di Venezia, Udine e infine al Liceo "Petrarca" di Trieste. Negli anni '80 ha insegnato presso l'Università della Terza Età ponendo particolare attenzione ai pittori ed alle mostre più importanti del momento. Sue mostre personali sono state presentate in molte città d'Italia e all'estero, come Napoli, Roma, Torino, Milano, Venezia, Padova, Livorno, Trieste, Genova, Parigi, Madrid, Vienna, Barcellona, Lubiana, Stoccolma, Atene-Pireo, Maribor ecc. Nel 2008 il Comune di Trieste le ha conferito il Sigillo Trecentesco della Città per essere un "personaggio irripetibile che onora la nostra città per la globalità del suo impegno culturale".

    Il percorso artistico di Alice Psacaropulo è partito da una varietà di soggettinei quali si rispecchia la sua capacità innata di immortalare l'attimo e la sua ricerca degli aspetti più intimi dell'animo umano. All'inizio degli anni '50, l'artista si è avvicinata ad espressioni postcubiste, caratterizzate da movimenti vibranti leggermente tratteggiati e da un colorismo inquieto. Negli anni '70 sviluppa il suo primo spiccato espressionismo attraverso l'arte decorativa (decorazioni navali dei grandi transatlantici: Conte Biancamano, Raffaello, Oceania, ecc.) e soggetti specifici d'arte sacra, come il caso emblematico dell'Assunzione di 28mq eseguita, nel 1980, sul soffitto della Chiesa Arcipretale di Cessalto (Treviso). Oggi il suo stile è arrivato ad una nuova forma di Neorealismo. (Comunicato Fondazione Ellenica di Cultura)




    "Mythos 3.0"
    13-20-27 marzo 2015, ore 18.00
    Biblioteca Raffaello - Roma
    www.comunitaellenicaroma.it

    Tre eventi caratterizzati da performance teatrali-musicali seguiti da laboratori di lettura partecipata. Il progetto "Mythos 3.0" è presentato dall'associazione M.Th.I. in collaborazione con la Comunità Ellenica di Roma e del Lazio, nell'ambito del progetto "oltre il libro e leggere il domani in tutte le forme", promosso dall'Istituzione Sistema delle Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale. Il progetto Mythos ha inoltre il patrocinio dell'ITI (International Theatre Institute) per la Giornata Mondiale del Teatro 27 marzo.

    Le tre performance sono incentrate sul tema del mito, che viene rivisitato in chiave moderna, grazie alla sapiente rilettura che ne hanno fatto due autrici italiane contemporanee quali Antonia Brancati e Maddalena Fallucchi. Varie le discipline artistiche impegnate: recitazione, danza, musica dal vivo e fotografia d'artista. Attraverso gli incontri-laboratorio, che seguiranno le performance, si intende avvicinare il pubblico alla lettura del mito e analizzare la sua fortuna nei secoli, sviluppando nuove forme del leggere, che vadano oltre il semplice libro e permettano di interpretare la realtà nelle sue molteplici forme. (Comunicato stampa Comunità Ellenica di Roma e del Lazio)

    Programma

    - 13 marzo

    .. ore 18.00, Crono/Era - I gusti gastronomici di Saturno
    Lettura drammatizzata del monologo Delitto di famiglia, di Maddalena Fallucchi
    Lorenzo Acquaviva(Crono), Valerio Fubelli (tromba)

    .. ore 18.40, Laboratorio di lettura partecipata

    - 20 marzo

    .. ore 18.00, Narciso/Eco - L'eco e lo specchio
    Lettura drammatizzata del monologo <Bello e impossibile, di Antonia Brancati
    Emanuele Carboni (Narciso), Stefania Toscano (Eco), Massimo Montagnolo (sax)

    Sdraiato su una panca Narciso sembra in posa per un pittore o uno scultore invisibili. Per un po' immobilità e il suono del sax. Appare Eco, bella e senza voce, e il racconto si dipana come in una seduta sul lettino dello psicanalista. Riuscirà Narciso a capire qual è il dramma che lo tormenta?

    .. ore 18.40, Laboratorio di lettura partecipata

    - 27 marzo

    .. ore 18.00, Penelope/Ulisse - La tela che non finisce mai
    Lettura drammatizzata del monologo L'anatra nella nebbia di Antonia Brancati
    Penelope Lydia Biondi, violino Yorgos Siopoudis

    Penelope entra affannata nella stanza e accende un registratore dal quale inizia a registrare un messaggio per il suo Ulisse lontano ma questo suo parlare diventa un viaggio a ritroso nei suoi pensieri più reconditi dal quale viene svegliata solo grazie al suono del violino. Che messaggio avrà registrato per l'amato sposo?

    .. ore 18.40, Laboratorio di lettura partecipata. Conduce il prof. Cristiano Luciani, docente di Letteratura Neogreca all'Università di Roma "Tor Vergata" e di Lettere italiane e latine nei Licei.




    Il senso di Thodorìs per la crisi
    Cinema greco contemporanea


    28 febbraio 2015, ore 20.00
    Cinema Detour - Roma

    .. ore 20.30, Little land, di Nikos Dayandas (Grecia 2013, 60', sottotitoli in italiano)

    Un abitante di Ikaria, a chi gli chiede il segreto di vita lunga e felice, risponde che a Ikaria si beve molto vino, si sta insieme e si ascolta molta musica greca, in particolare le canzoni di Malamàs. Little Land, Piccola Terra, è Ikaria, una piccola isola greca in mezzo all'Egeo. Da qualche anno, l'isola attrae l'interesse di medici e scienziati, che vogliono scoprire il segreto della longevità dei suoi abitanti. A Ikaria, infatti, si vive a lungo, ma si vive anche felici e, specialmente in questi anni di crisi, la felicità pare essere un fenomeno ancor più raro della longevità. Thodorìs, il protagonista, è un trentacinquenne, che come molti della sua generazione, ha perso il lavoro e forse anche la speranza in un futuro "qualsiasi". E' greco, ma la sua situazione è simile a quella di tanti suoi omologhi sparsi per l'Europa.

    Il disagio, il malcontento e la disperazione dilagano nel nostro continente, eppure un altro modo di vivere esiste e si basa su un sistema sociale in cui "soldarietà" (alilenghì) e "scambio" (alaxià) non sono solo belle parole, ma sono vere strategie di sopravvivenza. Emblema di questo sistema è Ikaria. Thodorìs qui cerca il suo nuovo futuro e scopre che nell'isola "si lavora sodo, ma con lentezza e costanza, ogni giorno. Ci si stanca solo fisicamente, perché la mente è serena". Il trentenne scopre che quel dover bastare a sé stessi, in cui noi tutti crediamo, è in realtà un falso mito.

    Il nostro modello di società ci ha insegnato "a saper fare un solo lavoro e, dunque, a competere l'uno con l'altro, per la sopravvivenza" e ciò intralcia la ricerca della felicità e stride con lo stile di vita Ikariota, che si svela essere "come una danza: una volta che ne hai imparato i passi, sei parte del cerchio". Il segreto di Ikaria è che lì "non ottieni ciò che vuoi, ma ciò di cui hai realmente bisogno." Auguriamo a tutti noi, di raggiungere presto o tardi la nostra Ikaria. Il film di Dayandas ha vinto due premi al Festival di cinema di Salonicco, ed è stato premiato all'Astra Film Festival e al Cineeco Film Festival. Con il Patrocinio di Comunità Ellenica di Roma e Lazio, a cura di Viviana Sebastio e Cinema Detour.

    ---

    A land rediscovering its own powers in order to survive the crisis. Since the start of the crisis in Greece, a growing number of young unemployed Athenians are moving to the countryside, hoping to change their lives for the better. The film follows 35­year­old Theodoris, as he settles on the remote island of Ikaria. There, he discovers a society with a unique culture of autonomy and cooperation, and a people who live not only better, but longer than everyone else - in one of the world's few 'blue zones' where inhabitants enjoy extraordinary longevity. Director Nikos Dayandas goes in search of the Ikarian secret, discovering how the islanders' radically different lives are increasingly relevant to us in times of economic and social upheaval. Little Land (2013) wins two awards at the Thessaloniki Documentary Festival (the Wwf Award and the Ert3 Broadcasting Award) picked up two awards at the Astra Film Festival and the Cineeco Ff. (Comunicato stampa Comunità Ellenica di Roma e Lazio)




    El Greco, architetto di altari
    Fotografie di Joaquìn Bèrchez


    27 febbraio (inaugurazione ore 18.00) - 14 giugno 2015
    Palladio Museum - Vicenza

    In occasione del quarto centenario dalla morte di Doménikos Theotokópoulos detto "El Greco" (Candía, Creta, 1541 - Toledo, 1614), questa esposizione fotografica restituisce un capitolo molto importante, ma altrettanto poco conosciuto, dell'attività artistica del grande pittore rinascimentale: il suo lavoro come architetto nell'arte del retablo, ovvero nella progettazione di altari. Una mostra in collaborazione con Istituto Cervantes, Real Academia de Bellas Artes de San Carlos Valencia, Municipality of Heraklion, Generalitat Valenciana, Culturartes IVC+R. El Greco, formatosi prima a Creta e poi a Venezia e Roma, nel 1577 si trasferì a Toledo.

    Nella città spagnola il sistema di produzione delle immagini era ben diverso da quello italiano e l'artista realizzava non solo i dipinti ma anche i grandi altari che li incorniciavano, i retablos appunto. Insieme al figlio Manuel, si occupò dell'intaglio dell'assemblaggio e della doratura degli elementi architettonici per le pale. A Toledo, El Greco si fece notare per lo stile personale, per un particolare gusto nell'uso dell'oro brunito, eredità dei primi anni di formazione trascorsi a Creta. Le architetture di avanguardia conosciute durante i soggiorni a Venezia e Roma (in particolare quelle di Andrea Palladio e di Michelangelo) furono reinterpretate da El Greco e adattate agli usi e ai modi dell'architettura spagnola e soprattutto di Toledo.

    El Greco architeto de retablos / architetto di altari vuole mostrare il ricco e complesso dialogo tra i dipinti di El Greco e le loro "cornici": da intendersi non limitatamente agli altari che li contenevano ma anche alle architetture in cui questi erano inseriti. Joaquín Bérchez, grazie alla sua peculiare strategia fotografica e a un uso sofisticato del particolare e del frammento, ci svela la profonda conoscenza del linguaggio architettonico utilizzato da El Greco nei suoi retablos e i valori plastici che lo definiscono. Aspetto, quest'ultimo, inedito e poco noto della poliedrica personalità artistica de El Greco. Joaquín Bérchez è uno dei più noti storici dell'architettura spagnoli ma da molti anni è anche un fotografo professionista.

    I due aspetti si armonizzano: per Bérchez la fotografia è uno strumento di narrazione e di creazione visiva dell'architettura e del paesaggio. Le fotografie di Bérchez sono state esposte in numerose città spagnole e in diverse gallerie internazionali: New York (Queen Sofia Spanisu Institute), Messico (Colegio de Minería), Vicenza (Palladio Museum), Palermo (Università degli Studi di Palermo), Roma (Real Academia de España), Lisbona (Museu Arte Popular). Le sue fotografie sono presenti su riviste internazionali quali «FMR» di Franco Maria Ricci e da oltre dieci anni illustrano le copertine dei nostri «Annali di architettura». (Comunicato Ufficio stampa Studio Esseci)




    Uso strumentale del mito: Atene, la città ideale.
    15 gennaio 2015, ore 17.30

    Demagogia e stravolgimento del linguaggio: Le Supplici di Euripide, Le Nuvole di Aristofane, Il Dialogo dei Meli e degli Ateniesi di Tucidide.
    22 gennaio, ore 17.30

    Biblioteca di San Matteo degli Armeni - Perugia
    www.umbriagrecia.it




    Locandina convegno Archimede e il laser Archimede e il laser
    08 gennaio 2015, ore 16.30
    Aula magna dell'Istituto di Istruzione Superiore "O.M. Corbino" - Siracusa

    L.A.S.E.R. (luce amplificata per emissione stimolata di radiazione) e specchi ustori di Archimede, di questo si parlerà al seminario di divulgazione scientifica di Danilo Giulietti, fisico dell'univ. di Pisa. Archimede, che contribuì alla difesa della città di Siracusa nella guerra contro i Romani, morto nel 212 A. C. proprio durante la caduta della città, è ricordato per gli "specchi ustori" con cui incendiava le navi romane. La leggenda degli specchi ustori è tramandata dagli stessi romani che non erano in grado di comprendere la matematica e la scienza di Archimede associandola a macchine da guerra improbabili e sicuramente meno pericolose delle capacità di analisi che la più grande mente dell'antichità avrebbe potuto mettere a servizio del popolo di Siracusa.

    Oggi la conoscenza dei Laser e delle loro potenzialità fa pensare erroneamente alla possibilità che siano esistiti gli specchi ustori nell'epoca di Archimede. Questo è dovuto a un'errata visione della scienza e del lavoro degli scienziati che non sono ispirati solo dal loro "genio", ma subiscono l'influenza dell'ambiente scientifico e della storia del loro tempo. L'anno 2015 è stato dedicato dall'Unesco alla Luce e alle tecnologie a essa collegate, tra queste il Laser è sicuramente ciò che di più moderno si possa pensare per le sue ricadute tecniche e per la filosofia della scienza che vi è alla base. Il Laser ha permesso, infatti, di realizzare gli ologrammi, "foto" la cui particolarità è di riprodurre un'immagine tridimensionale degli oggetti.

    Ogni frammento di ologramma porta in sé quasi tutta l'informazione dell'intero sistema osservato e quindi la rappresentazione è ottenuta non come somma di singole parti ma come interazione tra tutti gli elementi dell'ologramma stesso. Questa visione di una realtà interconnessa avvicina le filosofie orientali al meccanicismo Newtoniano occidentale. L'analisi di quali sono oggi le possibilità del Laser, fondato su teorie e tecnologie quantistiche e di cosa invece sia stata la scienza e la tecnologia ai tempi di Archimede, di cui purtroppo se ne conosce pochissimo, sarà il tema del seminario cui potranno partecipare tutti quelli che intendono mantenersi informati sui temi della scienza e della cultura. (Comunicato stampa Galleria Roma - Siracusa)



    * Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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