Grecia moderna e Mondo ellenico
Storia e arte in Grecia, mostre di pittori greci, festival del cinema greco

a cura di Ninni Radicini


2020-2019 | 2018 | 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013 | 2012 | 2011 | 2010-2009 | 2007-2008

___ www.facebook.com/Ninni.Radicini.articoli.recensioni.libri
___ www.facebook.com/Storia.Grecia.Moderna.Ninni.Radicini
___ www.facebook.com/Newsletter.Kritik.Ninni.Radicini
linea verticale
Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

Presentazione | Articoli sulla Grecia



Argomenti delle iniziative culturali presentate nel 2020-2019:

  • Rassegna cinematografica: "La Commedia all'Italiana versione 2.0"
  • VI Rassegna del Cinema Italiano
  • Giulio Guidorizzi. Il mito greco come immagine di creatività
  • 25 marzo | Dantedì | Giornata celebrativa dedicata al Sommo Poeta Dante Alighieri
  • Musica Greca: Iniziative di Carmelo Siciliano
  • VIDE Viaggio Dell'Emozione
  • Nel tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse | Marco Paolini esplora l'Odissea
  • Short Film Day 2019
  • L'Oro d'Oliva. Percorso alla scoperta della millenaria storia dell'olio e dell'ulivo
  • Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari
  • XXII Edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
  • Friuli - Grecia. Concerto di Gianfranco Lugano
  • Tania Drogossi
  • 1a Fiera dei Musei della Magna Grecia e della Sicilia
  • Mostra di Julianos Kattinis
  • Mostra: "Jannis Kounellis: I Cappotti | The Coats"
  • Giornate Europee del Patrimonio. Calabria
  • Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)
  • Il cinema di Alessandro Spiliotopulos
  • VIDE Viaggio Dell'Emozione
  • Mostra: "Il Kouros ritrovato"
  • Mostra: "Icone. Tradizione/Contemporaneità. Le Icone post-bizantine della Sicilia nord-occidentale e la loro interpretazione contemporanea"
  • Mostra: "Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale - Suono" (Trieste)
  • Sulle rive dello Jonio
  • Ulisse in viaggio: La storia di un'Odissea
  • Kleombrotos racconta il paesaggio della Sibaritide
  • Un mese con il cinema italiano
  • Mostra: "Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale - Logos" (Torino)
  • Mostra: "La Cristianità"


  • Locandina della rassegna cinematografica La Commedia all'Italiana realizzata in Grecia "La Commedia all'Italiana versione 2.0"
    Rassegna cinematografica in Grecia

    www.aial.gr

    La gloriosa Commedia all'italiana che ha fatto la fortuna all'estero del cinema italiano anche più del Neorealismo, nata "postuma" perché denominata tale solo quando già si avviava al suo tramonto, e ufficialmente dichiarata defunta dalla critica nei primi anni '80, cerca pian piano nel secondo millennio di risorgere dalle sue ceneri, di cambiare pelle, di aggiornarsi confrontandosi con le problematiche sociali contemporanee. Inquadrandosi in un generale fermento ed un rinnovamento del cinema italiano, che tende sempre più a perdere le caratteristiche del cinema d'evasione per impegnarsi sempre più nella satira di costume, ed assumendo sempre più i tratti della satira sociale.

    La rassegna, proposta dall'Ambasciata d'Italia nell'ambito dell'iniziativa "TempoForte" e dall'Istituto di Cultura di Atene in collaborazione con l'AIAL Associazione Italiana Amici di Leros (Leros, Dodecaneso - Grecia) è inserita nell'Italian Online Summer Fest_GR. Gli otto film che compongono la rassegna, tratti dalla più recente produzione italiana ed inediti in Grecia, vengono ospitati dalla piattaforma webTV della ERT sul territorio nazionale dal 14 al 29 luglio 2020. Inoltre, i primi quattro della serie vengono mandati in onda ogni martedì alle 23.00 sul canale ERT2 a partire dal 7 luglio 2020. Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in greco. In onda sul canale ERT2 ogni martedì alle 23.00 a partire dal 7 luglio 2020. In rete sulla piattaforma Ertflix dal 14 al 29 luglio 2020. (Comunicato stampa)




    Locandina della VI Rassegna del Cinema Italiano VI Rassegna del Cinema Italiano
    Leros (Grecia), 22 maggio - 25 giugno 2020

    Nell'ambito del programma "Tempo Forte Italia-Hellas 2020" e della Rete di Cooperazione Culturale italo-ellenica, e con il supporto della Federazione Nazionale Cineclub, il cinema italiano viaggia online in Grecia. La rassegna segue lo schema tradizionale presentando ogni settimana una pellicola differente, a disposizione dello "spettatore" appena effettuata la registrazione sulla piattaforma Shift72, valida per tutta la durata della manifestazione. Ogni pellicola, seguendo il calendario in calce, resterà disponibile da ogni venerdì a partire dal 22 maggio, fino al giovedì successivo. Una volta effettuata la registrazione, è sufficiente effettuare il login nel momento in cui si decide di "andare a cinema" e godersi il film in pieno relax! Ogni pellicola è accessibile una sola volta (come al cinema: ogni "biglietto" è valido per una sola "proiezione"...) per ciascun utente registrato.

    Se la si vuole rivedere, o se avete incuriosito un familiare, basta effettuare una seconda registrazione utilizzando un differente indirizzo email. A causa di restrizione territoriale dei diritti di riproduzione, l'accesso alla rassegna è limitata attraverso geolocalizzazione al territorio della Grecia. Le cinque pellicole, in lingua originale sottotitolate in greco, che costituiscono la rassegna, sono distribuite in Grecia da StraDa Films e sono state selezionate nell'ambito della più recente produzione del cinema italiano, avendo riscosso pieno successo di critica e di pubblico ed essendosi aggiudicati numerosi premi a livello internazionale. La registrazione è disponibile nel sito della rassegna e viene confermata dalla piattaforma, per ciascun film riceverete una mail con il link per accedere alla pellicola in programmazione. (Comunicato stampa)

    ---

    Articoli e recensioni cinematografiche di Ninni Radicini




    Ulisse: L'Arte e il Mito
    19 maggio - 31 ottobre 2020
    Musei San Domenico di Forlì
    Presentazione




    Giulio Guidorizzi
    Il mito greco come immagine di creatività


    12 maggio 2020, ore 17.00
    Università della Svizzera italiana
    Lezione pubblica Live Streaming
    www.usi.ch

    In diretta sui canali social e home page del sito dell'Accademia di architettura di Mendrisio. Nel ciclo di lezioni pubbliche "Ecologia della creatività. India, Grecia, Giappone". Nella civiltà greca la forza creativa nasce da un'energia dell'anima identificata con le Muse, che generano una sorta di "follia" nell'artista, mettendolo in grado di esprimere cose che altrimenti non potrebbero essere espresse. L'uso estensivo del mito come strumento di creazione poetica mette in contatto l'artista con le profonde forme simboliche presenti nella memoria collettiva. Platone e Aristotele parlano inoltre di "mimesi", ossia imitazione: l'artista crea un mondo tutto suo che "imita" la realtà secondo leggi sue proprie. (Comunicato stampa)




    Logo della giornata 25 marzo dedicata a Dante Alighieri 25 marzo | Dantedì
    Giornata celebrativa dedicata al Sommo Poeta Dante Alighieri


    Molte Sedi della cultura statali, afferenti al Polo museale della Calabria, hanno richiami, similitudini con il mondo dantesco.






    ___ Museo Archeologico Nazionale "Vito Capialbi" di Vibo Valentia

    Nel Museo sono custoditi alcuni reperti che rappresentano delle sirene, figure mitologiche dal corpo metà uccello e metà donna. Le Sirene compaiono nel XII libro dell'Odissea, nel quale si racconta di Ulisse che dopo aver lasciato la maga Circe riprende il suo viaggio. Giunto presso un gruppo di scogli a Sud della penisola di Sorrento, al largo delle Isole Sirenuse, incontra le Sirene che con il loro canto cercano di trattenere i naviganti. Le sirene sono note per il loro canto ammaliatore, affascinante ma molto pericoloso per i naviganti, che promette di svelare tutto ciò che accade o è accaduto sulla terra.

    Il loro canto dunque si mostra come una promessa: se Ulisse si fermerà presso di loro, se ne andrà sapendo più cose; ma cedere alla tentazione della conoscenza porta a rompere i legami famigliari e a morire. Ulisse però, grazie ai consigli di Circe, riesce ad oltrepassare il pericolo. Ulisse e Dante. L'Ulisse dantesco è simile a quello classico, dotato di insaziabile curiosità e abilità di linguaggio e compare nel XXVI canto dell'Inferno, sottoforma di fiamma. Egli racconta le peripezie del suo viaggio di ritorno da Troia e come, spinto dalla sete di conoscenza, cerca di convincere i suoi compagni a proseguire il viaggio pronunciando la famosissima frase: "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza". Sete di conoscenza che lo porterà alla rovina.

    ___ Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri - Locri (Reggio Calabria)

    In sintonia con il museo di Vibo Valentia che per il Dantedì propone un collegamento tra mondo antico e mondo ricordando Ulisse, il canto ammaliatore delle Sirene e il suo incontro nel XXVI canto dell'Inferno con Dante, il museo di Locri con l'intento di creare un fil rouge tra i musei calabresi e il loro ricco e sfaccettato patrimonio, vuole testimoniare la presenza di manufatti raffiguranti le Sirene esposti lungo il suo percorso espositivo.

    Una produzione degli artigiani locresi che lavoravano ed abitavano nel quartiere di Centocamere, oggi visitabile nell'area del parco archeologico di Locri: balsamari in terracotta di diverse dimensioni, conformati a sirena caratterizzata da una lunga capigliatura a trecce e orecchini discoidali con funzione di ex voto dedicati a Persefone regina degli Inferi, agli specchi in bronzo il cui manico riproduce le fattezze di questa suggestiva figura che con il suo canto irretiva gli uomini. Produzioni che tra VI e V secolo a.C. costituiscono una delle espressioni più caratteristiche dell'artigianato locrese.

    ___ Museo Archeologico Lametino - Lamezia Terme (Catanzaro)

    Il Museo sposta in rete tutte le iniziative organizzate per il primo "Dantedì", giornata celebrativa dedicata dal MiBACT al sommo poeta Dante Alighieri, prevista per il 25 marzo, data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della "Divina Commedia". Sulla pagina Fb del museo l'appuntamento si raddoppia. Il 24 con il pre-evento "Aspettando il #Dantedì". Per l'appuntamento nazionale il 25, il Museo ha, invece, organizzato l'iniziativa "#IoleggoDante, ma in calabrese". E' prevista una lettura in streaming a cura di Domenico Benedetto D'Agostino, curatore del Progetto "PoesiaInCostruzione, di alcune terzine del XXVI Canto dell'Inferno tratte da 'U Mpiernu, 'U Prigatoriu, 'U Paravisu di Salvatore Scervini (Acri 1847-1925). Si tratta della trasposizione in calabrese dell'opera dantesca, seconda traduzione integrale in Italia e prima nel Meridione, considerata una delle versioni più riuscite per completezza, qualità letteraria, lingua e stile.

    Completeranno il programma numerosi post con approfondimenti e curiosità, tra cui: un'esposizione inedita sulla bacheca virtuale di un'edizione unica al mondo della Divina Commedia (ed. Manzani, Firenze 1595), messa a disposizione da Giovanna Adamo, Presidente dell'Associazione artistico-culturale "Arte & Antichità Passato Prossimo" di Lamezia Terme; omaggio da parte dell'illustratrice lametina Felicia Villella; partecipazione al flash mob della "Società Dante Alighieri" previsto per le ore 18.00 del 25 marzo con l'intervento di Samuele Anastasio, speaker di Radio Soveria, che aprendo la finestra della sua casa declamerà, come richiesto, le due terzine del canto dantesco in cui Paolo e Francesca dimostrano che l'amore vince tutto.

    ____ Museo Archeologico di Metauros - Gioia Tauro (Reggio Calabria)

    Nel Museo sono custoditi moltissimi reperti provenienti dai corredi tombali della necropoli - fase magnogreca della città. I corredi tombali esposti a Mètauros rappresentano le suggestioni legate alla cultura dell'oltretomba e agli usi della deposizione che attraverso il corredo dava forma all'immateriale legame tra la vita terrena del deposto e la sua vita nell'aldilà. Collegamento culturale diviene Caronte e la sua figura di traghettatore delle anime nel loro percorso di vita ultraterrena attraverso la presentazione di due litografie di Gustave Dorè, Divina Commedia illustrata dell'Ottocento (Gustave Dorè, Divina Commedia Illustrata 1861) che rappresentano l'incontro di Dante e Virgilio nell'oltretomba con Caronte; correlazione con le collezioni esposte nel Museo - i corredi funebri - legati alla cultura della deposizione e dell'oltretomba.

    Inoltre grazie alla collaborazione dell'architetto e scenografo Lorenzo Pio Massimo Martino sarà pubblicato il video L'incontro infernale tra il Sommo e il traghettatore delle anime perdute (Commedia narrata a cura di Lorenzo Pio Massimo Martino). Seguirà nel pomeriggio per #ioleggoDante un tag sul fumetto di Mètauros realizzato da Federico Manzone (nato nell'ambito dell'iniziativa Fumetti nei Musei 2020) reso visibile on-line per la giornata del 25 marzo su issuu.com/coconinopress Lo storyboard realizzato dal nostro fumettista riprende le figure mitologiche e legate all'oltretomba in virtù delle collezioni che denotano il museo come "museo delle necropoli".

    ____Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium - Roccelletta di Borgia - Borgia (Catanzaro)

    Il Museo e parco archeologico nazionale di Scolacium celebra Dante Alighieri nella giornata a lui dedicata con un contributo sui suoi canali social  basato sul pensiero trinitario di Gioacchino da Fiore nella Divina Commedia, con radici lontane in Cassiodoro, nativo di Scolacium. La Commedia ha uno schema triadico, secondo le tre età del padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Anche Cassiodoro trova nei Salmi la dottrina della Trinità. Troviamo dunque una linea di pensiero che attraversa i secoli e supera le distanze spaziali. (Comunicato stampa)

    ---

    "Dante"
    Poesia di Nidia Robba




    Musica Greca: Iniziative di Carmelo Siciliano
    www.carmelosiciliano.it

    - 13 febbraio 2020, Napoli

    .. «Sentire la Grecia», presentazione multimediale nell'ambito della Settimana di Cultura Greca

    - 22 febbraio 2020, Roma

    .. Suonare la Grecia, seminario di musica greca
    .. «Sentire la Grecia», presentazione multimediale del libro
    .. Cantare la Grecia, laboratorio di canto greco
    .. Il Carnevale in Grecia: usi e costumi

    Il libro «Sentire la Grecia. In viaggio fra musiche e tradizioni» è il risultato di anni di ricerche nell'ambito dell'omonimo progetto divulgativo di Carmelo Siciliano, musicista e mediatore musiculturale. «Sentire la Grecia» nasce dal desiderio di rendere accessibile anche a un pubblico di non specialisti l'immenso patrimonio della cultura greca che, da secoli, si esprime anche e soprattutto attraverso la musica, il canto e la danza. Il libro si serve della musica come filo conduttore di un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta di repertori e strumenti, ma senza perdere mai di vista quello che è il centro di gravità di tutte queste manifestazioni: la millenaria e affascinante cultura tradizionale della Grecia. Un po' diario di viaggio e un po' autobiografia, un po' antologia di canzoni e un po' trattato musicale, «Sentire la Grecia» ha carattere divulgativo e la sua lettura è adatta a tutti, sia a musicisti che ad appassionati filelleni che non hanno troppa dimestichezza coi tecnicismi musicali. (Comunicato di presentazione)




    Locandina della rassegna artistica Vide Viaggio Dell'Emozione VIDE Viaggio Dell'Emozione
    termina il 29 febbraio 2020
    Palazzo Arnone - Cosenza

    Il progetto "VIDE VIaggioDell'Emozione", ideato dal Polo museale della Calabria ora Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e realizzato con il sostegno della Regione Calabria, è un invito al viaggio attraverso una mostra diffusa, tracciata per iniziare il viaggiatore 3.0 alle innumerevoli storie che si snodano lungo gli itinerari regionali. L'esposizione - che coinvolge 16 reperti evocativi del tema del viaggio dislocati su tutto il territorio regionale nei contesti museali di appartenenza - traccia una road map che da cammino fisico diventa esperienza emotiva, coinvolgendo l'intera rete di connessioni esistenti tra le sedi della Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e i paesaggi culturali in cui esse insistono. La mostra ha il suo centro propulsore a Cosenza, presso Palazzo Arnone, dove una sala multimediale sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, permetterà ai visitatori di intraprendere un viaggio virtuale presso tutte le altre sedi coinvolte.

    Negli altri musei e luoghi della cultura, grazie a un'applicazione dedicata, essi potranno, poi, visualizzare non solo il reperto inserito nel percorso, ma avranno la possibilità di intraprendere virtualmente ulteriori e nuovi percorsi da tracciare secondo i propri interessi e sensibilità. Il 'viaggiatore VIDE' si sposterà dal museo di Amendolara, dove piccoli scarabei testimoniano la fitta trama di scambi attivi nel mondo antico, al Museo della Sibaritide, per conoscere le insidie del viaggio degli Achei. Presso la Galleria di Cosenza vivrà l'ansia di una fuga esasperata per la salvezza e giungerà a Lamezia Terme per scoprire il mondo femminile della Magna Grecia.

    Si sposterà a Vibo Valentia e Scolacium dove, silenzioso, visiterà il mondo dei morti; a Mileto entrerà in contatto con le antiche abilità dei maestri argentieri mentre a Gioia Tauro scoprirà la manifattura ceramica dei Calcidesi. Si sposterà a Bova percorrendo l'antico asse viario Reggio - Taranto, arrivando poi nella Locride dove presso Locri Epizephiri e Kaulon vivrà il forte legame tra le antiche popolazioni e le risorse naturali della regione. Poco distante raggiungerà La Cattolica e la chiesa di San Francesco, mete di un viaggio spirituale, e si sposterà alla fortezza di Le Castella che evoca ancora accese battaglie per il controllo della costa. Concluderà, al galoppo, il suo viaggio a Crotone. (Comunicato stampa)




    Marco Paolini nello spettacolo Nel tempo degli Dei in una foto di Gianluca Moretto Nel tempo degli dei - Il calzolaio di Ulisse
    Marco Paolini esplora l'Odissea


    18-19 febbraio 2020, ore 20.45
    Teatro Comunale di Monfalcone
    www.teatromonfalcone.it

    Scritto insieme a Francesco Niccolini, lo spettacolo vede in scena, al fianco di Paolini, Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi (che firma le musiche originali) ed Elia Tapognani. Prodotto da Jolefilm insieme al Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa, Nel tempo degli dei vanta la regia di Gabriele Vacis e la scenofonia di Roberto Tarasco.

    "Ulisse per me è qualcuno che di dèi se ne intende e davanti alle sirene dell'immortalità sa trovare le ragioni per resistere", scrive Marco Paolini. Nato come Odissea tascabile, Nel tempo degli dei è cresciuto nel tempo, nei suoni e nello spazio, perché Ulisse più lo conosci più ti porta lontano, e la distanza è la condizione essenziale per cantarlo. Perché di un canto si tratta, antico di tremila anni, passato di bocca in bocca, di anima in anima. Perché questa è la storia dell'Occidente, e tutto contiene: dal primo istante, quando nulla esisteva, e un giorno cominciò a esistere, a partire da quelle misteriose entità che questa storia muovono: gli dèi.

    Dopo vent'anni di assenza e disavventure, Ulisse si obbliga a un nuovo esilio. Rinuncia al governo, abbandona la moglie e il regno e riparte con Telemaco al suo fianco ma, soprattutto, abbandona gli dèi che lo vorrebbero trionfante e immortale: si rivolta contro i loro capricci, la loro ambigua volontà e non ha paura di pagare il prezzo della propria scelta. Ex guerriero ed eroe, Ulisse si riduce a calzolaio viandante, che da dieci anni cammina verso non si sa dove con un remo in spalla, secondo la profezia che il fantasma di Tiresia, l'indovino cieco, gli fa nel suo viaggio nell'aldilà narrato nel X canto dell'Odissea. Alle 20.00, al Bar del Teatro, nell'ambito di "Dietro le quinte", avrà luogo una presentazione dello spettacolo a cura di Mario Brandolin, critico teatrale. (Comunicato stampa)




    Locandina della rassegna cinematografica Short Film Day 2019 a Leros in Grecia Short Film Day 2019
    Il giorno più corto al cinema


    21 dicembre 2019, ore 20.00 (ingresso libero)
    Theatraki della Th.O.L. - Agia Marina (Leros, Grecia)
    www.aial.gr | Locandina

    In occasione del solstizio d'inverno (il giorno più corto dell'anno, 21 dicembre per l'emisfero boreale) dal 2010 si celebra con varie manifestazioni la Giornata Internazionale del Cortometraggio in più di cinquanta Paesi. Il Centro Nazionale del Cortometraggio mette a disposizione per l'evento sei pellicole in una breve rassegna della più recente produzione italiana, con una selezione di vari generi: narrativa, fantascienza, animazione. Nell'ambito della sua promozione del cinema italiano in Grecia, l'associazione ne ha curato la sottotitolatura in greco e la propone attraverso la Rete di Cooperazione Culturale Italo-Ellenica, con il patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura di Atene. Un pieghevole con un breve riassunto in greco della trama dei cortometraggi proiettati viene messo a disposizione degli organizzatori locali dall'AIAL (Associazione Italiana Amici di Leros) per essere distribuito agli spettatori. L'evento viene ospitato ad Atene dalla Fondazione Cacoyannis a cura della Federazione Nazionale dei Cineclub.

    ___ Programma

    - Gagarin mi mancherai, di Domenico De Orsi, 2018, 20'

    In un mondo dove la natura si presenta impervia e ostile, un uomo e una donna vivono come sopravvissuti all'estinzione della specie. Lavorano come contadini, affrontano docilmente la fatica, il silenzio, l'esistenza. Spinto dal desiderio di altrove, l'uomo si rifugia nella sua immaginazione. Visita i villaggi abbandonati, raccoglie rottami e progetta improbabili macchine volanti. La donna lo osserva da lontano, ma resta al suo fianco, con l'abnegazione e la cura che si deve a chi forse le appare come un pazzo. Almeno finché dal cielo qualcosa precipita al suolo, e irrompe nella loro vita. Un ospite inatteso, che li costringerà a interrogarsi su identità, realtà e desiderio, e sull'atto stesso di immaginare.

    - Parru pi tìa (Parlo al posto tuo), di Giuseppe Carleo, 2018, 15'

    Annachiara vive nella periferia di Palermo con la sua famiglia, sta aspettando il suo ex fidanzato per rivederlo un'ultima volta. Cerca invano di riconquistarlo ma la nonna le suggerisce un rito antico che potrebbe salvare le sorti di questo amore andato in frantumi.

    - Un segno nello spazio, di Nicholas Bertini, 2018, 5'

    Mostre: Un segno nello spazio; così recita l'annuncio sul giornale che cattura l'attenzione del signor Qfwfq seduto al tavolino di un bar. Il rinvenimento del segno primordiale scatena una tempesta di ricordi, un flash-back che passa in rassegna la storia dell'universo. Il signor Qfwfq ne è turbato, per sicurezza vuol controllare che quel segno sia proprio quello che andò perso alcuni milioni di anni fa. Ma il ritrovamento può portare ad una sola conseguenza, sarebbe a dire riportare le cose com'erano in principio. Prima del segno del signor Qfwfq lo spazio non esisteva e probabilmente non era mai esistito.

    - Nessun Dorma, di Paolo Stippoli, 2018, 19'

    Il paese è muto, solo i respiri e qualche cane che abbaia resistono al silenzio. Due giovani scout rifugiati in una chiesa sono gli unici ancora svegli in un mondo che dorme.

    - Black, di Sara Taigher, 2018, 14'

    Durante un blackout, un giovane compositore di musica elettronica non riesce a rassegnarsi all'idea di non poter più suonare al computer. Aiutato da una giovane vicina di casa a riscoprire gradualmente i lati positivi del vivere senza elettricità, se ne innamora, ridefinendo le priorità della propria vita.

    - Mon clochard, di Gian Marco Pezzoli, 2018, 15'

    Davide è un insegnante frustrato e abitudinario che vive con la moglie e il figlio in un tranquillo condominio di periferia, la cui vita è fatta di giorni tutti uguali. Quando un misterioso clochard viene accolto nel cortile del condominio da uno dei vicini di Davide, la sua routine viene turbata. (Comunicato stampa)

    ---

    The Rough Guide - Grecia continentale (recensione di Ninni Radicini a Guida turistica)

    Articoli di Ninni Radicini su festival del cinema in Grecia e Cipro




    L'Oro d'Oliva
    Percorso alla scoperta della millenaria storia dell'olio e dell'ulivo


    28 novembre 2019, ore 17.30
    Museo archeologico Lametino - Lamezia Terme (Catanzaro)

    Percorso alla scoperta della millenaria storia dell'olio e dell'ulivo. L'ulivo, considerato l'albero sacro del Mediterraneo, è una pianta di antichissime origini. Pare che il suo habitat originario sia da rintracciare in Asia Minore. Dalla Siria, dove sarebbe avvenuta la sua trasformazione da pianta selvatica a specie domestica, si sarebbe diffuso prima nelle isole dell'Egeo e poi in Grecia, dove è noto fin da epoca micenea. Mercanti fenici o greci l'avrebbero in seguito esportato in Occidente. In Magna Grecia i territori più noti per questa coltivazione erano quelli di Taranto e Sibari.

    Nel mondo ellenico l'ulivo era la pianta sacra ad Atena. Secondo il mito la dea vinse la contesa con Poseidone per il possesso dell'Attica per aver fatto agli uomini il dono più bello e utile, ovvero il primo albero d'ulivo, il cui frutto avrebbe permesso di illuminare la notte, medicare le ferite, produrre nutrimento e quindi assicurare prosperità e pace a tutti coloro che lo avrebbero coltivato. I Romani, che mutuarono dai Greci tutti gli aspetti simbolici dell'ulivo, facendone un attributo di Minerva e Giove, fecero dell'olio un vastissimo e diversificato utilizzo, rendendo l'olivicoltura uno dei settori più importanti del loro sistema economico. Dopo un calo della produzione tra tardo-antico e alto-medioevo, nuovo impulso alle attività olivicole si ebbe a partire dal XII secolo, grazie soprattutto agli ordini monastici e all'uso rituale dell'olio nel mondo cristiano, in cui il ramo d'ulivo continuò ad essere immagine di pace terrena.

    Presso lo spazio museale in cui sono conservate le antiche mense ponderarie in pietra provenienti da Piazza Mercato a Nicastro, inizio del percorso guidato con breve messa in scena sull'uso delle mense nella pesatura delle olive e spiegazione tecnica delle unità di misura adottate fino all'introduzione del Sistema Internazionale. Seconda tappa nella Sala Conferenze, allestita per l'occasione con pannelli informativi sulla storia dell'olio e dell'ulivo nei secoli e con l'esposizione di attrezzi tradizionali legati all'olivicoltura. Ultima tappa nelle sale espositive del Museo con una visita tematica ricca di curiosità sull'argomento: l'origine della pianta dell'ulivo e accenni botanici nella Sezione Preistorica; il valore sacro dell'albero d'ulivo e il mito di Atena, l'uso cosmetico dell'olio del mondo antico, la produzione olivicola romana e il sistema delle villae rustiche nella Sezione Classica; l'uso rituale dell'olio da parte degli ordini monastici nella Sezione Medievale. (Comunicato stampa)




    Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari
    25 novembre 2019
    Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide - Cassano all'Ionio (Cosenza)

    Giornata dedicata al Pettorale in oro e argento, scelto come simbolo del "viaggio lungo le rotte commerciali e scambi culturali nel Mediterraneo" avente come tema portante Il viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari. Ritrovato nell'area di Stombi, il prezioso oggetto faceva parte di un antico pettorale utilizzato probabilmente come ornamento per una veste rituale. Tale reperto riassume nella propria materia d'oro e argento e nella lavorazione decorativa, formata da coppie di palmette a sette petali contrapposte a fiori di loto, i fasti di Sybaris, la città fondata dagli Achei nel 720 a.C., che tra il VII e il VI sec. a.C. conquistò, grazie alla sua floridezza, la supremazia sulle città di confine. Tale ruolo fu perduto dopo due secoli di splendore, quando decadde a seguito della dolorosa sconfitta infertale dall'esercito dei Crotoniati guidati dall'atleta Milone. L'iniziativa è indetta nell'ambito della Mostra VIDE - VIaggio Dell'Emozione, che coinvolge tutti gli istituti del Polo museale della Calabria. (Comunicato stampa)




    Il Polo museale della Calabria a Paestum
    XXII Edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

    Capaccio Paestum (Salerno), 14-15 novembre 2019

    - 14 novembre, ore 17.10-18.40
    Lungo le coste della Calabria. Templi, fari e torri costiere tra archeologia e paesaggio

    - 15 novembre
    .. ore 17.00-17.20
    Abbattimento barriere sensoriali. Un percorso archeologico tra area magno-greca e area grecanica
    .. ore 17.30-18.30
    Kroton e Scolacium. Musei e parchi archeologici: da giacimento culturale a patrimonio da valorizzare

    Un primo incontro, Lungo le coste della Calabria. Templi, fari e torri costiere tra archeologia e paesaggio, si propone di illustrare la singolare presenza di fari, realizzati nella seconda metà dell'Ottocento sui promontori di Punta Stilo e di Capo Colonna, entrambi oggi parte di parchi archeologici: quello di Capo Colonna e quello dell'antica Kaulon. Realtà di estremo interesse nel panorama archeologico della Magna Grecia, il primo custodisce i ruderi del santuario della dea greca Hera Lacinia, uno fra i principali del Sud Italia, mentre al secondo appartengono le vestigia di una insigne città appartenente al novero delle poleis di origine achea.

    Un secondo incontro, Abbattimento barriere sensoriali. Un percorso archeologico tra area magno-greca e area grecanica, presenterà i progetti dei musei archeologici di Locri "Museo del Territorio" e del parco archeologico "Archeoderi" di Bova Marina, che si sono dotati di supporti multimediali quali Videoguida Lis e pianta Braille per rendere accessibile il percorso espositivo di entrambi ai non vedenti e ai sordi. Tali progetti hanno visto la collaborazione della società Digi Art di Reggio Calabria con la quale si è elaborato un percorso illustrativo anche di taglio didattico/ludico per i visitatori in età scolare.

    L'ultimo incontro vedrà la presentazione della guida Kroton e Scolacium. Musei e parchi archeologici: da giacimento culturale a patrimonio da valorizzare. L'agile volume sintetizza le problematiche storiche e fornisce brevi approfondimenti per la visita del Museo archeologico nazionale di Crotone e dei Musei e Parchi Archeologici di Capo Colonna e Scolacium, che costituiscono tre realtà storicamente interrelate tra loro: dall'antica polis di Kroton, famosa per i suoi atleti e medici oltre che per la presenza della scuola pitagorica, alla città romana erede della colonia crotoniate di Skylletion, da sempre centro nodale di collegamento tra le sponde del mar Jonio e del mar Tirreno. (Comunicato stampa)




    Gianfranco Lugano Friuli - Grecia
    Concerto di Gianfranco Lugano


    16 novembre 2019, ore 18.30
    Sala Xenia (ex Giubileo) - Trieste
    Locandina

    Gianfranco Lugano, polistrumentista, accordatore e liutaio friulano presenterà un concerto particolare perchè traccerà un simbolico asse tra Friuli e Grecia. Con la sensibilità e la tecnica che lo contraddistingue proporrà brani di Vangelis, sue composizioni, brani tradizionali e antichi. Un passaggio musicale che traccia un percorso storico e culturale molto interessante. L'evento è inserito nel programma del festival del "Canto Spontaneo 2019" organizzato dall'associazione culturale "Furclap" in collaborazione con la Comunità Greco-Orientale di Trieste e la Fondazione Ellenica di Cultura Italia. Oltre a numerose iniziative svolte in Regione Friuli V.G., Canto Spontaneo è stato presente al festival Dimitria a Salonicco e ad Alessandria d'Egitto presso il Museo Kavafis, sede locale della Fondazione Ellenica di Cultura. (Comunicato stampa Fondazione Ellenica di Cultura)

    - Programma

    _ Introduzione
    .. Chariots of fire (Vangelis)

    _ Il mare/pescatori
    .. Tumburus a schila
    .. Darla dirladada

    _ Il mare/spiritualità
    .. O yos tis thalassas
    .. Son propio 'na barca (Biagio Marin)

    _ La dominazione turca
    .. 1460: Todescha di Mainerio
    .. 1860: Neratzoula

    _ La baglama/musica festaiola "illegale" nelle case (come in Irlanda)
    .. Polka Liaries
    .. I ragazzi del Pireo  (Sirtaki)
    .. The bride's favourite

    _ I sentimenti profondi
    .. Stelutis alpinis
    .. O gliki mou ear

    _ per finire
    .. El canto no xe lode
    .. Wedding horo (ritmo macedone)




    Opera di Tania Drogossi nella locandina della mostra in Toscana Tania Drogossi
    L'oscurità dell'attimo vissuto | the darkness of the lived moment


    09 novembre - 26 novembre 2019
    Immaginaria arti visive gallery - Firenze
    www.galleriaimmaginaria.com

    Tania Drogossi, dopo aver esposto in vari Paesi, è per la prima volta a Firenze con una mostra personale, a cura di Paola Facchina, in collaborazione con Peritechnon Karteris Gallery di Atene. Una pittrice che riesce nella magica congiunzione, tra natura-terra-madre-artista. Tania Drogossi è colei che raccogliendo l'ombra dell'acqua e della terra, dell'inizio e della fine della vita, riesce a trasferirle sulla tela. Osservando la sua pittura, nata alla ricerca di un contatto più vero con la Madre Terra, prima grande creatrice, percepiamo l'odore del legno umido, del muschio, e di qualcosa di sedimentato nel terreno come foglie, funghi o bacche. La percezione del profumo e il silenzio di questo sottobosco sono strumentali ad amplificare il senso di solitudine ed abbandono che sente l'uomo quando si addentra nell'anima buia ed intricata del bosco, metafora dell'oscurità dell'attimo vissuto. La ricerca di Tania si spinge perciò oltre la pittura di paesaggio e ci parla della percezione dei sensi, di quell'illusione del reale, alla ricerca di quell'interiorità che ci nutre e sostenta.

    Alla ricerca di un orizzonte più luminoso che riesca a farci reagire da quello stato di incompiutezza, da quella condizione umana descritta in filosofia come "l'oscurità dell'attimo vissuto". A tratti solo una ciotola vuota ci colpisce, nella sua solitudine, in un ammasso indistinto, un humus creato attraverso la sovrapposizione di altri materiali sulla tela, come il cartone ondulato, sopra i quali Tania imprime, pennellata dopo pennellata, strati di colore come pioggia sulla materia. In questo modo l'artista esprime dunque l'infinito ciclo di nascita, vita, declino, morte e rigenerazione, che regola i cicli della terra e del cosmo, conservando nelle proprie cellule la memoria degli avvenimenti passati. Così Tania Drogossi si affida alla pittura della materia organica, per dare visibilità agli abissi della natura umana. Le sue opere sono esplorazioni che considerano le emozioni come il sentiero da seguire per indagare spazi dove perdersi e ritrovarsi, dove abbandonarsi alla sensazione, al sentire. (Estratto dal catalogo in mostra a cura di Paola Facchina)

    Tania Drogossi (Atene) ha studiato design della moda presso la Veloudakis School. Con questa prima formazione ha vinto vari concorsi, ha ricevuto il primo premio al concorso Panellenico Textilia a Salonicco, il secondo premio per la maglieria e un elogio per il design tessile. Ha seguito poi lezioni di disegno e pittura presso lo studio di Eirini Koutridou e lezioni di incisione presso il Centro di Incisione di Atene, con Dimitra Siaterli e Pino Pandolfini e lezioni di pittura dall'artista Rania Kapeliari. Le opere di Tania Drogossi si trovano in collezioni private in Grecia e all'estero. Vive e lavora ad Atene. Le principali Mostre personali: 2018 'Randomly cast about', Peritechnon Karteris Art Gallery e 2016 "Corpus", Ena Art Gallery. (Comunicato stampa)




    Locandina della 1a Fiera dei Musei della Magna Grecia e della Sicilia 1a Fiera dei Musei della Magna Grecia e della Sicilia
    Museo Archeologico Nazionale "Vito Capialbi" di Vibo Valentia
    19-20 ottobre 2019

    In queste giornate lo sguardo è rivolto all'intera Italia Meridionale con un'attenzione particolare verso i luoghi della cultura che ospitano le importanti testimonianze della colonizzazione greca, di cui la polis di Hipponion costituiva il centro geografico. Con questa 1ª Fiera dei Musei della Magna Grecia e della Sicilia ogni museo partecipante illustrerà il proprio patrimonio archeologico, divenendo così occasione condivisa di conoscenza delle testimonianze di ciascun museo attraverso l'esposizione di materiale divulgativo e la presentazione di un contributo relativo ad un particolare e significativo reperto o contesto archeologico. Tra gli obiettivi della Fiera vi è quello di promuovere i siti e le destinazioni di richiamo archeologico tra gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori e gli appassionati; negli spazi aperti del castello, saranno infatti allestiti degli stand, ove i musei potranno informare i visitatori attraverso materiale illustrativo cartaceo e multimediale.

    In tale occasione, domenica 20 ottobre prossimo alle ore 10.30, sarà realizzato un workshop che vedrà coinvolti istituzioni museali, enti pubblici e tour operator, per avviare un processo di sinergia tra turismo e cultura che possa conferire, attraverso le nuove tecnologie, maggiore attrattività al prodotto turistico con una promozione integrata di luoghi, eventi, prodotti e servizi. L'iniziativa è parte integrante delle celebrazioni per il 50° anniversario dell'istituzione del Museo Archeologico Nazionale "Vito Capialbi" di Vibo Valentia. (Comunicato stampa)




    Opera di Julianos Kattinis denominmata Noscens realizzata nel 1984 in acquaforte e colori a olio di cm.50x70 Julianos Kattinis
    21 settembre - 03 ottobre 2019
    Galleria Art G.A.P. - Roma
    Locandina

    In occasione della riapertura della stagione espositiva, l'Art G.A.P. Gallery è lieta accogliere nei suoi spazi la mostra personale del pittore Julianos Kattinis a cura di Cecilia Paolini. Archeologia, Lucumone, Tarconte, Tagete, Noscens, Verticalità, La Fenice, La corsa, Vegoia, Il Navigatore, Etruria, Lo Specchio. Dodici acquaforte su lastre di alluminio preparate con colori a olio in rilievo e in cavo come promenade negli spazi onirici che attraversano l'universo irrazionale di migrazioni avventurose. Due tele di grandi dimensioni. "Sul fluttuante oceano del mondo fenomenico Kattinis, novello Odisseo alla ricerca di orizzonti sconosciuti, conduce la sua nave nell'eterno viaggio della grande avventura umana e, nella sua rotta". Così scriveva nel 1986, Clara Guarany, compagna di una vita del Maestro.

    Pittore greco naturalizzato italiano, Julianos Kattinis (Damasco, 1934), di famiglia greca ateniese, nasce precisamente su un traghetto da Pireo verso la Siria. Ha studiato arte a Damasco, Gerusalemme, Beirut, Cairo, Parigi, Atene, Monaco di Baviera e Roma, dove si è diplomato all'Accademia Nazionale di Belle Arti nel 1964. Artista di fama internazionale, presente alla XXXII Biennale Internazionale di Venezia nel 1964, ha realizzato 250 mostre in Italia ed all'estero in prestigiose Gallerie e Musei, fra cui il Museo di Palazzo Braschi a Roma (1972), il Palazzo delle Esposizioni del Pireo-Atene (1977), Museo d'Arte d/Gener. Ital.del 900 G. Bargellini (2003). Ha inoltre realizzato grandi opere di affreschi e murali in Italia ed all'estero. Dal 1970 vive ed opera a Roma. (Comunicato stampa)

    ---

    Articolo di Helene Paraskeva Julianos Kattinis

    Julianos Kattinis: Alchimie del giorno e della notte
    10 settembre 2011 - 26 aprile 2012
    Plus Berlin - Berlino
    Presentazione




    Opera di Jannis Kounellis nella locandina della mostra I Cappotti Jannis Kounellis
    I Cappotti | The Coats


    21 settembre - 10 novembre 2019
    Casa Testori - Novate Milanese (Milano)
    www.casatestori.it | Locandina

    Sono una delle ultime opere del maestro dell'arte povera: 12 incisioni al carborundum realizzate con la collaborazione della Stamperia d'arte Albicocco di Udine. Il soggetto è unico: i cappotti dell'artista, uno degli elementi più iconici della sua arte. Ogni matrice misura due metri per uno. Dopo essere state esposte a Roma nel 2017 a Palazzo Poli, sede dell'Istituto centrale per la Grafica, e a Parigi alla Galleria Lelong, la serie completa delle incisioni arriva a Casa Testori in un dialogo postumo con i versi di Giovanni Testori che faranno da accompagnamento alle opere. Un incontro che è mai avvenuto e che ora viene proposto, nella convinzione che queste immagini "sindoniche" di Kounellis avrebbero certamente affascinato Testori. Il 12 ottobre, ore 16, in occasione Quindicesima edizione della giornata del contemporaneo (Amaci) la presentazione della mostra con lo stampatore Corrado Albicocco e Giuseppe Frangi. (Comunicato stampa)

    Jannis Kounellis. Arte contemporanea tra Grecia e Italia




    Particolare dalla locandina della visita guidata Ritorno al Passato al Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium a Roccelletta di Borgia in provincia di Catanzaro Locandina della mostra La stipe votiva di Scrimbia al Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia Particolare della locandina del convegno Viaggio nella Calabria greco-bizantina ed influenza dei monaci al Museo e Parco Archeologico Archeoderi di Bova Marina in provincia di Reggio Calabria Polo museale della Calabria
    Giornate Europee del Patrimonio

    21-22 settembre 2019

    Il Polo museale della Calabria aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP). Il tema scelto per questa edizione è Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento.



    - VIDE - VIaggio Dell'Emozione
    Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

    Il progetto, ideato dal Polo museale della Calabria e realizzato con il sostegno della Regione Calabria, è un invito al viaggio attraverso una mostra diffusa, che intende iniziare il viaggiatore 3.0 alle innumerevoli storie che si snodano lungo gli itinerari regionali.

    - La stipe votiva di Scrimbia: dal ritrovamento agli ultimi studi archeologici
    inaugurazione 21 settembre, ore 11.00
    Museo Archeologico Nazionale "Vito Capialbi"di Vibo Valentia - (Vibo Valentia)

    Allestimento temporaneo su alcuni reperti rinvenuti nell'area sacra in località Scrimbia. La mostra propone una disamina cronologica dei ritrovamenti, che per la loro quantità e varietà tipologica, offrono sempre nuovi spunti di ricerca e approfondimento. Con la mostra si intende valorizzare reperti unici nel loro genere per la cura nella resa pittorica e nei dettagli, che pur nella loro frammentarietà, testimoniano l'importanza che il contesto della stipe riveste nell'ambito della religiosità magno-greca.

    - Calabria terra di capolavori, dal medioevo al Novecento
    di Mario Vicino

    Presentazione volume
    21 settembre 2019, ore 17.30
    Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari - Cassano all'Ionio (Cosenza)

    Saggio storico-artistico ha lo scopo di far rinascere la passione per l'arte e restituire la giusta importanza all'inestimabile patrimonio di cui dispone la Calabria e alla bellezza dei suoi tanti tesori nascosti.

    - Il contributo della ricognizione - Survey - allo studio dell'economia antica: i casi di Kaulonía e Locroi
    Museo Archeologico e Parco Archeologico dell'antica Kaulon - Monasterace (Reggio Calabria)

    L'intervento riguarda l'importanza del survey non solo per ricostruire il popolamento antico nel corso dei secoli, ma anche per definire meglio lo sfruttamento economico delle campagne e delle risorse del territorio che erano fondamentalmente basate su agricoltura e allevamento. In particolare,verranno analizzati i casi dei territori di Kaulonia e Locri, nella Calabria ionica, che sono stati oggetto di recenti attività di survey sistematico e intensivo.

    - Presentazione reperto di età Classica
    21 settembre, ore 10.30
    Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

    Si tratta di una testa di cavallo in marmo, appartenente alla decorazione del tempio di età classica entro il santuario greco sul promontorio.

    - "Ti ritraggo con un reperto"
    Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri - Locri (Reggio Calabria)

    E' prevista una perfomance di giovani studenti dei Licei artistici di Locri e di Siderno, i quali ritrarranno i visitatori insieme ad un reperto archeologico del museo da loro scelto. L'iniziativa è volta a coniugare mondo archeologico e mondo artistico.

    - Ritorno al Passato
    Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium - Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

    Visita guidata teatralizzata che permetterà di viaggiare attraverso i secoli e incontrare gli abitanti più illustri di Scolacium.

    - "I due Leoni". Il romanzo di Roberto e Ruggero D'Altavilla
    Presnetazione libro
    Museo Statale di Mileto - Mileto (Vibo Valentia)

    Omaggio a Mileto, universalmente conosciuta come Capitale normanna.

    - Appuntamento con la Storia e Selfie d'arte
    Museo Archeologico Lametino - Lamezia Terme (Catanzaro)

    Interpretando lo slogan "Arts and entertainment" individuato in sede europea per gli European Heritage Days, che rappresenta un'occasione per riflettere sul benessere che deriva dall'esperienza culturale e sui benefici che la fruizione del patrimonio culturale può determinare in termini di divertimento, condivisione, sperimentazione ed evasione, l'iniziativa prevede delle visite speciali con guide d'eccezione. Saranno direttamente i protagonisti del passato ad accompagnare i visitatori tra le sale del museo alla scoperta della loro storia: un uomo del Neolitico li sorprenderà nella Sezione Preistorica; la graziosa ninfa Terina li accoglierà nella Sezione Classica, mostrando i reperti che provengono dalla colonia greca fondata nella piana lametina, che da lei prese il nome; dame del periodo federiciano, nei loro suntuosi abiti di corte, concluderanno la visita nella Sezione Medievale, rivelando i fasti di un'epoca ormai lontana.

    Alla fine di ogni visita, i visitatori potranno divertirsi a scattare "Selfie d'arte", a ricordo della serata. Nei locali del museo sarà allestito uno spazio attrezzato con una cornice photo booth ed un kit di travestimenti, che gli permetterà di mettersi direttamente nei panni dei personaggi storici che hanno incontrato durante il loro viaggio nel tempo. Gli scatti potranno essere condivisi sulle pagine facebook ufficiali del Museo archeologico lametino e del Polo museale della Calabria.

    - Convegno: "Viaggio nella Calabria greco-bizantina ed influenza dei monaci"
    Museo e Parco Archeologico "Archeoderi" - Bova Marina (Reggio Calabria)




    Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

    Tra i siti più affascinanti della Calabria anche per la sua posizione naturalistica e noto soprattutto per l'unica colonna superstite di uno dei principali templi della Magna Grecia, dedicato alla dea Hera Lacinia e risalente al V secolo a.C. Il grande valore dell'area, anche a seguito delle importanti tradizioni che lo vogliono frequentato dal filosofo samio Pitagora, sede probabile della Lega Italiota che riuniva tutti i Greci d'Occidente e punto di partenza del condottiero Annibale per il suo ritorno a Cartagine, dopo aver lasciato memoria delle sue gesta su una iscrizione in greco e in punico. (Estratto da comunicato stampa)

    Ingrandimento immagini di presentazione





    Particolare della locandina della rassegna dedicata al regista italO-ellenico Alessandro Spiliotopulos Il cinema di Alessandro Spiliotopulos
    Leros (Grecia), 31 agosto 2019, ore 21.00
    Locandina

    Nell'ambito della manifestazione "Cinema al chiaro di Luna" organizzata a Leros presso la terrazza adiacente la sede dell'Ass. Artemis, a cura dell'AIAL con il patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura di Atene e la collaborazione della Regione Sud Egeo, viene dedicata la serata conclusiva del ciclo di proiezioni open air al regista italo-greco Alessandro Spiliotopulos, con un Incontro con l'Autore a cui partecipa lo stesso regista, e con la proiezione di una selezione delle sue opere.

    Alessandro Spiliotopulos (Cagliari), di padre greco e madre italiana, segue corsi di fotografia presso l'università di Patrasso, dove si laurea in Ingegneria elettrica e tecnologie dell'informazione con master in Telecomunicazioni. Segue un percorso formativo in sceneggiatura e regia con una serie di corsi e seminari a Milano, ed inizia nel 2005 una intensa attività di produzione di cortometraggi e documentari, curandone la regia e spesso anche la scenografia, con alcune puntate in campo teatrale ed audiovisivi. Ha collaborato a numerose iniziative culturali in Italia ed in Grecia ed ha vinto premi in festival cinematografici di ambedue le nazioni, mentre numerose sue opere sono apparse in festival internazionali in Europa ed in America. (Comunicato stampa)

    - Film in programma

    .. Rainy days, 2018, 31'
    "The political crisis is that we quit being citizens and became individuals"

    .. The daughters of Chaos, 2014, 24'
    Pirandello and an extended theatre family

    .. La scatola della stirpe (To foukari ti jenia), 2010, 16'
    In lingua "grecanica" con sottotitoli in Inglese




    Locandina della rassegna artistica Vide Viaggio Dell'Emozione VIDE Viaggio Dell'Emozione
    28 agosto 2019 (inaugurazione ore 20.30) - 29 febbraio 2020
    Palazzo Arnone - Cosenza

    Il progetto "VIDE VIaggioDell'Emozione", ideato dal Polo museale della Calabria ora Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e realizzato con il sostegno della Regione Calabria, è un invito al viaggio attraverso una mostra diffusa, tracciata per iniziare il viaggiatore 3.0 alle innumerevoli storie che si snodano lungo gli itinerari regionali. L'esposizione - che coinvolge 16 reperti evocativi del tema del viaggio dislocati su tutto il territorio regionale nei contesti museali di appartenenza - traccia una road map che da cammino fisico diventa esperienza emotiva, coinvolgendo l'intera rete di connessioni esistenti tra le sedi della Direzione territoriale delle reti museali della Calabria e i paesaggi culturali in cui esse insistono. La mostra ha il suo centro propulsore a Cosenza, presso Palazzo Arnone, dove una sala multimediale sviluppata con moderne tecnologie di animazione grafica computerizzata, permetterà ai visitatori di intraprendere un viaggio virtuale presso tutte le altre sedi coinvolte.

    Negli altri musei e luoghi della cultura, grazie a un'applicazione dedicata, essi potranno, poi, visualizzare non solo il reperto inserito nel percorso, ma avranno la possibilità di intraprendere virtualmente ulteriori e nuovi percorsi da tracciare secondo i propri interessi e sensibilità. Il 'viaggiatore VIDE' si sposterà dal museo di Amendolara, dove piccoli scarabei testimoniano la fitta trama di scambi attivi nel mondo antico, al Museo della Sibaritide, per conoscere le insidie del viaggio degli Achei. Presso la Galleria di Cosenza vivrà l'ansia di una fuga esasperata per la salvezza e giungerà a Lamezia Terme per scoprire il mondo femminile della Magna Grecia.

    Si sposterà a Vibo Valentia e Scolacium dove, silenzioso, visiterà il mondo dei morti; a Mileto entrerà in contatto con le antiche abilità dei maestri argentieri mentre a Gioia Tauro scoprirà la manifattura ceramica dei Calcidesi. Si sposterà a Bova percorrendo l'antico asse viario Reggio – Taranto, arrivando poi nella Locride dove presso Locri Epizephiri e Kaulon vivrà il forte legame tra le antiche popolazioni e le risorse naturali della regione. Poco distante raggiungerà La Cattolica e la chiesa di San Francesco, mete di un viaggio spirituale, e si sposterà alla fortezza di Le Castella che evoca ancora accese battaglie per il controllo della costa. Concluderà, al galoppo, il suo viaggio a Crotone. (Comunicato stampa)




    Kouros di Leontinoi con Crediti fotografici Associazione LapiS Il Kouros ritrovato
    08 giugno - 03 novembre 2019
    Museo Civico di Castello Ursino - Catania

    Il Kouros, statua greca con funzione funeraria o votiva, raffigurante un giovane, era molto diffusa nel periodo arcaico e classico, tra il VII e il V secolo a.C. Una nuova opera si aggiunge così alla statuaria della Sicilia greca: il Kouros di Leontinoi. Il torso del Kouros di Lentini e la Testa Biscari, assemblati, saranno in mostra a Catania, seconda tappa dell'esposizione dopo l'inaugurazione palermitana. La "Testa apollinea" rinvenuta nel Settecento da Ignazio Paternò Castello principe di Biscari e conservata oggi nel Museo di Castello Ursino, si ricongiunge con il torso di efebo acefalo acquisito nel 1904 da Paolo Orsi e conservato nel Museo Archeologico Regionale di Siracusa che porta il suo nome.

    L'idea lanciata dal critico d'arte Vittorio Sgarbi e dal Sindaco di Catania, si è concretizzata grazie all'impegno dell'ex Assessore ai Beni Culturali della Regione Sebastiano Tusa che, con la Fondazione Sicilia, ne ha promosso l'intervento di restauro eseguito dalla ditta Siqilliya, presentandolo per la prima volta a Palermo nella Sala della Cavallerizza di Palazzo Branciforte. La seconda tappa espositiva del progetto, appositamente ideata da Civita Sicilia per la sede di Castello Ursino, prevede un arricchimento e una rilettura del Kouros attraverso un allestimento dalle forti suggestioni e soluzioni illuminotecniche originali.

    Il progetto di valorizzazione del Kouros, è stato curato da Sebastiano Tusa prima della prematura scomparsa, per restituirne l'integrità, risolvendo la querelle che da anni impegna la comunità scientifica in supposizioni e ipotesi sull'effettiva pertinenza dei due reperti a unica statua di età arcaica. Imprescindibile presupposto per l'iniziativa di ricongiungimento sono state le indagini petrografiche e geochimiche promosse dall'associazione LapiS (Lapidei Siciliani) già nel 2011, grazie alle quali si può affermare che entrambi gli elementi sono stati ricavati da uno stesso blocco di marmo, prelevato nell'isola greca di Paros. La Sicilia non dispone di materiali lapidei paragonabili a un così pregevole marmo bianco a grana media, i blocchi di marmo pario venivano pertanto imbarcati nell'isola delle Cicladi per raggiungere i porti delle città siceliote dove li attendevano le botteghe di scultori dalle comuni radici culturali. Per il ricongiungimento dei due reperti con sistemi reversibili si è utilizzato il foro già esistente alla base della testa, troncata nettamente nel Settecento, colmando "la brevissima lacuna" con una protesi in materiale plastico ad alta resistenza appositamente progettata e prototipata.

    Un intervento di pulitura ha inoltre permesso la rimozione dei depositi e delle incrostazioni che occultavano la tonalità della superficie marmorea della parte posteriore e dei fianchi del torso, per un riequilibrio delle variazioni tonali che ne permette di apprezzarne pienamente i valori materici. Dopo l'esposizione di Palermo e Catania, l'opera, seguendo il filo della ricerca di Sebastiano Tusa che considerava il ricongiungimento un vero e proprio nuovo ritrovamento archeologico, continuerà a essere concepita come una realtà unitaria, non più come due distinti reperti conservati in musei diversi. Il Kouros ritrovato sarà successivamente trasferito al Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa, dove un convegno internazionale concluderà l'evento. L'iniziativa è promossa dalla Regione Siciliana, dal Comune di Catania - Assessorato alle Attività e beni culturali, dalla Fondazione Sicilia, in collaborazione con, Associazione Lapis, Siqilliya srl. L'organizzazione e la promozione sono state affidate a Civita Sicilia. (Comunicato stampa Opera Laboratori Fiorentini/Civita)




    Icone. Tradizione/Contemporaneità
    Le Icone post-bizantine della Sicilia nord-occidentale e la loro interpretazione contemporanea


    04 aprile - 04 settembre 2019
    Museo Diocesano - Monreale (Palermo)

    La mostra, organizzata dalla Comunità Ellenica Siciliana "Trinacria", ideata da Francesco Piazza e Vassilis Karampatsas, presenta dodici artisti - sei Siciliani e sei Greci - che evidenziano la comune Storia e la tradizione Greco-Bizantina nella espressione artistica delle icone.

    Articolo




    Venia Dimitrakopoulou - Insomnia Bed - inchiostro su carta 2011 ph. Panos Kokkinias 
Venia Dimitrakopoulou - Le Ombre dei Promahones Venia Dimitrakopoulou - Promahones - acciaio 3 elementi diametro m.6 cad. 2014 - Museo Archeologico Nazionale di Atene 2016 Venia Dimitrakopoulou
    "Futuro Primordiale - Suono"


    13 aprile (inaugurazione ore 12) - 16 giugno 2019
    Civico Museo Sartorio e Castello di San Giusto - Trieste
    Locandina

    A Trieste si compie la trilogia di esposizioni italiane della scultrice greca Venia Dimitrakopoulou con la mostra a cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini. Con la terza importante personale italiana l'artista, dopo aver affrontato le tematiche della "materia" a Palermo e del "logos" a Torino, propone ora una nuova selezione di lavori dedicati al tema del "suono", che vanno, come da sua impronta stilistica, dalla piccola alla grande dimensione e spaziano dalla scultura tradizionale all'installazione, dal video all'azione, dalla scrittura alla grafica. La trilogia italiana Futuro Primordiale, intesa come un unico progetto in evoluzione, ha voluto presentare in ciascuna città e spazio espositivo opere diverse, con l'obiettivo di integrare il lavoro della scultrice nell'ambiente museale al fine di creare un dialogo visivo con gli oggetti esposti.

    Le opere di Venia Dimitrakopoulou fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Nata e formatasi ad Atene presso l'Accademia di Belle Arti, si diploma alla Scuola Superiore di Arte Drammatica del Conservatorio di Atene, per perfezionarsi poi presso l'Atelier Vivant de l'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. numerose le mostre personali e collettive in Grecia e all'estero, dove le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private. A Trieste l'artista procede quindi per evocazioni sonore e l'esposizione si snoda tra le pregevoli stanze della villa settecentesca, sede del Civico Museo Sartorio, in dialogo con gli arredi d'epoca ancora presenti.

    E' così che troviamo ad accogliere il visitatore, al piano terra, l'emblematico video Zoodochos Pighi (Fonte di Vita, 2011), opera drammatica in senso etimologico del termine, che vede le mani dell'artista ergersi a simbolo della forza generatrice della dimensione scultorea, in un incessante processo metamorfico di creazione e distruzione della forma sottolineato dalla musica del noto compositore contemporaneo Pablo Ortiz. Al primo piano, nell'Appartamento del Duca, spicca l'opera Insomnia bed (2011), un grande drappo in carta adagiato sul letto che campeggia nella stanza, sul quale prendono la forma di un'annotazione caleidoscopica - con una tecnica affine alla scrittura automatica e al flusso di coscienza di joyciana memoria - parole in varie lingue, visioni, epifanie, ripensamenti, sogni, sensazioni, fino ai pensieri più intimi e personali; il tutto arricchito da suggestioni sonore restituite in racconto attraverso la voce della stessa Dimitrakopoulou.

    Proseguendo nel percorso, la Sala Musica viene pervasa da un'installazione sonora site-specific composta in collaborazione con Pablo Ortiz, mentre nel Salotto Rosa ritroviamo un'installazione creata da opere cardine dell'intera trilogia. «Il suono ha un enorme potere evocativo - specifica Ortiz riguardo al suo lavoro con la scultrice - che deriva dalla sua natura astratta. Suggerisce narrazioni che ognuno di noi sviluppa e completa a suo piacimento nell'intimità della propria mente. Come la proverbiale madeleine proustiana un suono è in grado di riportare sensazioni della nostra vita, vissute in tempi ormai lontani, ed ha anche il potere di aprire una soglia ad una nuova comprensione del mondo. I suoni di questa installazione non sono pensati per essere ascoltati: semplicemente contribuiscono alla natura coinvolgente dell'esperienza. L'ascolto di questi suoni dovrebbe completare in modo quasi subliminale le sensazioni provocate dalle opere d'arte in mostra».

    La mostra si completa poi sul colle di San Giusto, tra le mura del Castello triestino, spazio ideale per intrecciare una profonda riflessione sulla creazione monumentale Promahones, opera simbolo dell'artista. Gli imponenti dischi in acciaio, sfrangiati sulla sommità, attualmente esposti nel cortile principale del Museo Archeologico Nazionale di Atene, sono qui evocati attraverso la video installazione The Sound of Promahones, che restituisce i suoni provenienti dall'opera stessa rielaborati da Ortiz con la scultrice. La loro peculiarità è comunicata già dal nome della scultura, che significa "Bastioni" e rimanda all'idea di fortezza, di mura, ma anche a paratie mobili, grafemi o addirittura a «strumenti musicali a percussione, capaci di produrre arcane melodie», come rileva Franco Fanelli nel testo critico in catalogo: «Mura attraversabili, bastioni percorribili, fatti di metallo d'ombre e suoni, i Promahones possono dettare altri ritmi, ad esempio quelli della danza o della performance, senza per questo contrarsi in pura scenografia», ma intessendo un gioco sonoro, fatto di rimandi e di echi passati, per guardare al presente e costruire il futuro.

    Anche Pablo Ortiz specifica in proposito: «Ho lavorato con Venia Dimitrakopoulou per molti anni su vari progetti e sull'installazione monumentale Promahones al Museo Benaki di Atene. Durante la nostra proficua collaborazione il punto di partenza e l'obiettivo principale per me è stato quello di riuscire a collegare il suono con la sostanza fisica. Nel caso di Promahones, in particolare, ciò significava suonare letteralmente con le bacchette sull'acciaio della scultura, registrare i risultati e, successivamente, elaborarli per creare una sintesi: un suono come un respiro emanato organicamente dalla scultura stessa».

    Arricchiscono l'allestimento alcune teste di guerrieri che simbolicamente rimandano alla prima mostra palermitana, a conclusione di un percorso lineare e circolare allo stesso tempo, come afferma l'artista stessa: «La trilogia si conclude a Trieste, città rilevante sia per la sua posizione geografica che per la sua storia. Un crocevia che collega il Nord al Sud, esattamente come la Grecia. Del resto, la dualità è uno dei cardini principali del mio lavoro, come anche lo spazio intermedio. Iniziando da Palermo dove protagonista è stata la Materia, con tappa intermedia a Torino con il Logos, arrivo ora a Trieste con il Suono, cioè la "non materia". Un tentativo di mappatura della condizione umana e del ciclo della vita, così come io la percepisco.

    Il momento storico in cui si svolge la mia traversata in Italia è un momento di grandi cambiamenti sia in Europa che nel mondo. In questo paesaggio piuttosto annebbiato, l'arte oggi può avere un ruolo importante e l'artista deve affrontare la sua responsabilità. La memoria e la storia sono il filo conduttore che arriva dal profondo del tempo e sento che, se riusciamo a tenerlo stretto tra le mani, ci potrà guidare al futuro con maggiore sicurezza. A Trieste quindi tento, con mezzi semplici e intangibili, in particolare attraverso i suoni, di attivare la memoria. Il ricordo individuale e personale al Museo Sartorio e il ricordo collettivo al Castello di San Giusto».

    L'esposizione triestina corona la trilogia di mostre italiane organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura - Italia in co-organizzazione, per questa tappa conclusiva, con il Comune di Trieste e in collaborazione con Artespressione di Milano, galleria di riferimento dell'artista in Italia, e la Comunità Greco Orientale di Trieste. L'evento ha i patrocini del Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica, dell'Ambasciata di Grecia a Roma, dei Consolati di Grecia e di Cipro a Trieste, del Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene (EMST), dell'Associazione Trieste-Grecia "G. Costantinides" e di Scuola Di Musica 55 - Casa Della Musica. Le tre esposizioni di Venia Dimitrakopoulou nel nostro Paese, a Palermo, Torino e Trieste, rientrano nel programma "Tempo Forte Italia - Grecia", sancita nel corso del Primo Vertice Intergovernativo tra Italia e Grecia, tenutosi il 14 settembre 2017 a Corfù, volta a favorire e sostenere il rafforzamento delle relazioni culturali tra i due Paesi, nel rispetto dell'equilibrio tra i vari ambiti culturali, dalla tradizione al contemporaneo, dal passato al futuro. La rassegna è accompagnata da un esaustivo catalogo bilingue, italiano e inglese, edito da Umberto Allemandi. (Comunicato ufficio stampa IBC Irma Bianchi Communication)

    ---

    Venia Dimitrakopoulou | Futuro Primordiale - Logos
    21 febbraio (inaugurazione) - 31 marzo 2019
    Galleria della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Torino
    Presentazione




    Locandina di Sulle rive dello Jonio Sulle rive dello Jonio
    10 aprile 2019, ore 18.00
    Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio - Locri (Reggio Calabria)

    Ci si soffermerà sui tre musei locresi (due al Parco archeologico dedicati l'uno al periodo greco e l'altro alle testimonianze di età  romana - e il Palazzo Nieddu, dedicato al periodo anteriore alla fondazione della colonia e alle scoperte dal territorio); sul Museo di Bova Marina che dà conto di un ricco patrimonio storico-archeologico da aree di abitato, di necropoli e di siti fortificati a controllo del territorio, inquadrabile in un ampio arco cronologico compreso tra l'età neolitica ed il VI secolo d.C. e si caratterizza per la presenza di testimonianze ebraiche. (Estratto da comunicato stampa)




    Locandina di Ulisse in viaggio - racconto e lettura di Luca Ferri al Museo d'arte Moderna di Udine Ulisse in viaggio: La storia di un'Odissea
    31 marzo 2019, ore 17.00
    Museo d'arte Moderna - Casa Cavazzini - Udine
    www.anathemateatro.com

    Dopo il successo del recital La Divina In-Canta, il regista/attore Luca Ferri propone un nuovo ed emozionante viaggio per conoscere ed avventurarsi nell'Odissea. Lo spettacolo è un susseguirsi di brani letti e recitati, momenti cantati ed attimi di riflessione e di approfondimento... il tutto svolto in modo estremamente coinvolgente ed adatto ad un pubblico di tutte le età. Se c'è una storia capace di concentrare in sé tutta la complessità dell'animo umano, la sua dimensione avventurosa e il senso più profondo del suo mistero, questa storia è indubbiamente l'Odissea. Omero vi racconta il viaggio di ritorno di Ulisse verso Itaca, dopo la distruzione di Troia: anni di peregrinazioni tra i mari e le esperienze, gli incontri con Calipso, Circe, Polifemo, Nausicaa e Tiresia, fino allo scontro finale con i Proci.

    Nel corso dell'opera, accanto al tema sempre presente del "ritorno", emerge il valore eroico del personaggio di Ulisse, determinato a superare un ostacolo dopo l'altro con esemplare forza di volontà. E' questo valore umano, forse, la ragione ultima che ha spinto il poeta a scrivere e Luca Ferri a rileggerla e raccontarla. Insomma, nello spirito di Omero, c'è quella che il filosofo Benedetto Croce chiama la "volontà eroica", vale a dire il tratto essenziale dell'umanità più nobile di quei tempi antichi di cui Ulisse è modello. Così, il "perché" dell'opera coincide perfettamente con la missione vitale di Ulisse: un obiettivo da raggiungere. (Comunicato stampa)




    Kleombrotos Kleombrotos racconta il paesaggio della Sibaritide
    14 marzo 2019, ore 10.00-13.00
    Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide - Cassano allo Ionio (Cosenza)

    L'opera che il Museo della Sibaritide ha scelto per la Giornata Nazionale del Paesaggio è la Tabella bronzea di Kleombrotos, offerta dal giovane atleta Sibarita alla Dea Atena dopo aver vinto ad Olimpia la gara "degli uguali per altezza e corporatura", secondo il voto fatto di offrirle la decima parte dei premi ottenuti. La targa, datata agli inizi del VI secolo a.C., è stata ritrovata nel sito archeologico di Timpone della Motta a Francavilla Marittima. Sull'acropoli di Timpone della Motta, posta a 280 metri s.l.m., erano ubicati una serie di edifici a carattere sacro.

    Tra questi è stato rinvenuto un tempio arcaico che rappresenta il primo esempio di luogo cultuale indigeno. Le indagini archeologiche eseguite in questo sito hanno evidenziato la sua frequentazione anche in età greca, quando con la fondazione di Sibari, il centro venne conquistato e fatto rientrare nel territorio sibarita e il tempio intitolato alla Dea Atena. Dopo una breve riflessione sulle trasformazioni che il paesaggio della Sibaritide ha subito nel corso del tempo, si terrà, in itinere, la visita ai reperti ritrovati nel Sito Archeologico di Timpone della Motta e la narrazione della storia del voto di Kleombrotos alla Dea Atena. (Estratto da comunicato stampa)




    Locandina della rassegna Un mese con il cinema italiano nella 5a rassegna itinerante Aroma d'Italia Un mese con il cinema italiano
    06-27 marzo 2019 (ogni mercoledì alle ore 21.00)
    Teatro di Lakki - Leros (Grecia)
    www.aial.gr

    La nona rassegna presenta presenta quattro pellicole che fanno parte della 5a rassegna itinerante "Aroma d'Italia" che percorre la Grecia nell'ambito della Rete di Cooperazione Culturale italo-ellenica. Le pellicole selezionate, la cui distribuzione in Grecia è curata dalla Odeon, costituiscono una selezione della produzione cinematografica italiana nell'ultimo decennio, in cui compaiono alcuni dei più quotati registi italiani. Vi vengono affrontate problematiche esistenziali individuali quanto conflitti sociali d'attualità, ambedue largamente diffusi nella società contemporanea non solo tra gli adulti, ma anche tra i giovani. A Leros, l'ormai tradizionale rassegna viene proposta dall'Associazione con il sostegno del Comune. Come sempre, le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in greco ed ingresso gratuito, e sono completate da pieghevole distribuito all'ingresso che riporta scheda tecnica, trama e recensione per ciascun film in programma. La rassegna è organizzata a livello nazionale dall'Ambasciata d'Italia e dall'Istituto Italiano di Cultura di Atene in collaborazione con l'AIAL, ed inserita nel Cartellone d'Inverno dell'iniziativa "Tempo Forte - Italia & Grecia 2019". (Comunicato di presentazione)

    ---

    Articoli di Ninni Radicini su festival del cinema in Grecia e Cipro




    Venia Dimitrakopoulou - Dialoghi - installazione acciaio e inchiostro indiano su carta cinese - dimensioni variabili 2019 
Venia Dimitrakopoulou - Veste di Nesso IV - inchiostro indiano su carta cinese cm.178x175 2018 Venia Dimitrakopoulou
    Futuro Primordiale - Logos


    21 febbraio (inaugurazione ore 18.30) - 31 marzo 2019
    Galleria della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Torino
    Locandina

    Prosegue il tour italiano della poliedrica artista con la seconda importante personale che propone una nuova selezione di lavori - a cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini - tra cui spiccano due installazioni di grandi dimensioni: l'opera inedita Ellampsis (2019) creata appositamente per l'occasione, che rappresenta un'epigrafe in acciaio con una "profetica" scritta luminosa, e l'installazione Dialoghi (2019) che rimanda a libri destrutturati in imponenti lastre d'acciaio e delicata carta cinese, sui quali fluttuano in inchiostro nero e rosso frasi ispirate da una ricerca sociologica realizzata tra la gente comune, espressione delle voci che solitamente non hanno una risonanza mediatica.

    Venia Dimitrakopoulou approda, infatti, in Italia con il suo trittico di mostre in una fase difficile, drammatica per la storia dell'Occidente e per i destini dell'Europa, fatta di muri, populismi, nazionalismi, discriminazioni razziali e nuove frontiere, come rileva Franco Fanelli nel testo critico in catalogo; ma è proprio nella crisi che "l'eroe", in questo caso l'artista atto a risvegliare la coscienza collettiva, «deve saper porre le domande giuste ai giusti interlocutori. Sempre nella crisi l'eroe cerca le sue risposte nella profondità estrema». Per questo Dimitrakopoulou si interroga e indaga nel mito, nella storia e nel passato prossimo, fino alle radici comuni tra Italia e Grecia, spostandosi «dalla torre d'avorio dell'arte alla torre di controllo della condizione sociale», per citare il filosofo Dionysis Kavvathas.

    Tema principale dell'intera esposizione torinese è il "logos", parola che si fa segno e al contempo segno che diventa parola, che ben si coniuga con le superfici candide della sala espositiva che sembrano richiamare «pagine non scritte», come suggerisce la scultrice. «Tutti i lavori presentati - spiega Venia Dimitrakopoulou - hanno una caratteristica in comune: sono ricoperti da testi che sembrano quasi una scrittura automatica. Piccoli libri, leporelli, diari, e ancora la Veste di Nesso e l'Armatura Segreta». Proprio queste due opere fungono da "collegamento" tra la mostra palermitana - "Futuro Primordiale - Materia" conclusasi al Museo Salinas lo scorso 3 febbraio - e la tappa di Torino, come evidenzia ancora Fanelli: «In questi due splendidi lavori su carta, inscritti nella forma di un'antica tunica sacerdotale o di uno stendardo istoriati da una tormentata scrittura, prendono vita l'alfa e l'omega, il rapporto tra opposti e la circolarità che costellano l'opera della Dimitrakopoulou».

    Una dualità che si ritrova nel formato delle opere proposte e nel messaggio da esse veicolato, che racconta di una condizione universale nelle creazioni più imponenti e di un mondo intimo in quelle di scala più contenuta, come A diary, 3.107 Linethoughts, Labirinto, Amuleto, le serie Summer Days e Cold Days, veri e propri libri d'artista che vanno a formare personali antologie di avvenimenti interiori. L'inchiostro indiano, il pastello, l'acquerello, fino al collage su carte rare danno quindi forma ad opere che vanno dalla piccola alla grande dimensione, all'insegna di un nomadismo stilistico e tecnico che, spaziando dalla scultura tradizionale all'installazione, dal video all'azione, dalla scrittura alla grafica, come ci precisa Fanelli è «condizione coerente e necessaria per un'artista che, nell'esilio della classicità, vive e opera sul limitare di un trapasso epocale.

    La soglia è in tal senso figura metaforica ricorrente nel suo lavoro, al pari del doppio, della circolarità cronologica, dell'ossimoro stesso che dà il titolo a questo suo trittico italiano: "Futuro Primordiale". Sono tutti concetti che rimandano con forza a quell'idea di confine che ci pare il tratto più presente nel suo lavoro, insieme alla metamorfosi, per lei condizione esistenziale e poetica». L'esposizione a Torino ha i patrocini del Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica, dell'Ambasciata di Grecia a Roma, della Regione Piemonte, della Città di Torino, del Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene (EMST), dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, del corso di laurea DAMS dell'Università degli Studi di Torino, dell'Associazione Piemonte-Grecia "Santorre di Santarosa" e dell'Associazione Culturale Italo-Ellenica per la Formazione "Microkosmos". L'evento si configura come seconda tappa della trilogia di mostre italiane organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura - Italia in collaborazione con Artespressione di Milano, galleria di riferimento dell'artista in Italia per questa rassegna, che dal 12 aprile al 14 giugno 2019 proseguirà poi a Trieste presso il Civico Museo Sartorio e il Castello di San Giusto con altre opere inedite sul tema del "Suono".

    Le tre esposizioni di Venia Dimitrakopoulou nel nostro Paese a Palermo, Torino e Trieste rientrano nel programma "Tempo Forte Italia - Grecia", iniziativa promossa dall'Ambasciata d'Italia ad Atene e sancita nel corso del Primo Vertice Intergovernativo tra Italia e Grecia, tenutosi il 14 settembre 2017 a Corfù, volta a favorire e sostenere il rafforzamento delle relazioni culturali tra i due Paesi, nel rispetto dell'equilibrio tra i vari ambiti culturali, dalla tradizione al contemporaneo, dal passato al futuro. La rassegna è accompagnata da un esaustivo catalogo bilingue, italiano e inglese, edito da Umberto Allemandi.

    Venia Dimitrakopoulou è una scultrice greca, di Atene, formatasi presso l'Accademia di Belle Arti e si diploma alla Scuola Superiore di Arte Drammatica del Conservatorio di Atene, perfezionandosi poi presso l'Atelier Vivant de l'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Attualmente lavora tra la capitale greca e l'isola di Egina, è membro della Camera di Belle Arti della Grecia e del gruppo di lavoro del programma "Tempo Forte Italia - Grecia" dell'Ambasciata d'Italia ad Atene. Numerose le mostre personali e collettive in Grecia e all'estero, dove le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private.

    La sua scultura monumentale Promahones è esposta e presentata nell'inverno 2014-15 presso il Museo Benaki di Atene, unitamente alla pubblicazione Venia Dimitrakopoulou - Promahones edita da Hatje Cantz; quindi nell'ottobre 2016 l'opera trova la sua collocazione nel cortile principale del Museo Archeologico Nazionale della capitale greca. Nel 2015 presenta la sua attività artistica in Italia nel quadro dei programmi educativi della Biennale Sessions di Venezia con due incontri organizzati dall'Università Ca'Foscari di Venezia in collaborazione con la sezione giovani del Fondo Ambiente Italiano e la Fondazione Ellenica di Cultura - Italia; gli eventi sono a cura di Caterina Carpinato e della galleria Artespressione di Milano di Paula Nora Seegy, dove nell'aprile 2016 Venia Dimitrakopoulou inaugura la sua prima personale italiana dal titolo Selected works, a cura di Charis Kanellopoulou e Matteo Pacini. (Comunicato ufficio stampa IBC Irma Bianchi Communication)

    ---

    Venia Dimitrakopoulou | Futuro Primordiale - Materia
    15 novembre (inaugurazione) - 03 febbraio 2019
    Museo archeologico regionale "Antonino Salinas" - Palermo
    Presentazione




    La Cristianità - Mostra filatelica a Trieste Mostra La Cristianità al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Trieste Rassegna di francobolli dedicati al tema del Cristianesimo Francobolli con raffigurazione di dipinti realizzati da artisti europei La Cristianità
    termina il 12 gennaio 2019
    Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa - Trieste

    Mostra filatelica, curata dal Museo Marittimo di Creta in collaborazione con Poste Italiane, la Fondazione Ellenica di Cultura e la Comunità greco-orientale di Trieste, con il sostegno dell'associazione "Trieste - Grecia Giorgio Costantinides". La raccolta a soggetto religioso comprende oltre 400 pezzi tra serie o parti di serie, singoli elementi filatelici, francobolli personalizzati, carte Massime, album, annuali, buste del primo giorno di circolazione, buste commemorative e foglietti. A completare la mostra si aggiungono un consistente numero di francobolli dedicati al tema del Cristianesimo emessi da paesi di religione musulmana. Si tratta di francobolli che raffigurano alcuni dei più importanti dipinti eseguiti da artisti europei. Una vera rarità.

    Dall'osservazione dei francobolli si possono ricavare tante informazioni sulla crescita e sulla diffusione del Cristianesimo nel mondo favorito dall'arte pittorica. Rilevante spazio viene dedicato ai prodotti filatelici che ripercorrono il cammino spirituale dei Papi, dei grandi pittori del Rinascimento (Raffaello, Andrea Del Sarto), dei pittori nordici (in primis Durer Albrecht) e anche di un pittore particolarmente importante per l'isola di Creta: Domenico Theotokopoulos noto come El Greco. La mostra filatelica rientra tra le azioni del programma "Tempo Forte Italia - Grecia 2018". (Comunicato stampa)



    * Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

    Newsletter Kritik di Ninni Radicini su Arte Cultura e Libri
    Prima del nuovo numero di Kritik


    Lista articoli di Ninni Radicini

    Prefazioni e recensioni di Ninni Radicini

    Mappa del sito www.ninniradicini.it

    Home page