Grecia moderna e Mondo ellenico
Storia e arte in Grecia, mostre di pittori greci, festival del cinema greco

a cura di Ninni Radicini


2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013 | 2012 | 2011 | 2010-2009 | 2007-2008

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Libro sulla Storia contemporanea della Grecia dal 1974 al 2006 La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007

Presentazione | Articoli sulla Grecia



Argomenti delle iniziative culturali presentate nel 2017:

  • Mostra: "Memorie delle Navi Liberty", di Giannis Giapalakis
  • Mostra: "Xouthou: il silenzio della città"
  • Mostra: "Comics, parole & immagini"
  • Ionio che abbraccia Ionio. Da Nosside a Kavafis la poesia che unisce i popoli
  • Mostra: "Cromatismi & Plasticismi"
  • Short Film Fest 2017
  • Tracce di Mediterraneo. Fotografie di Ino Lucia e Gabriele Ficchì
  • Omaggio a Nikos Kazantzakis | Rappresentazione teatrale: "I mestieri e le loro sfumature"
  • Presentazione libro "7 giorni in Grecia"
  • Mostra di Dimitra Siaterli
  • Mostra: "Terra Nullis"
  • Premio Internazionale Letterature dal Fronte: Edizione 2017 dedicata alla Letteratura Greca Contemporanea
  • Presentazione libro "Noè in Città" di Efrossini Mandà
  • Conferenza: Testi Italiani degli Scrittori delle Isole Ionie
  • Mostra: Pompei e i Greci
  • Rappresentazione teatrale: Aiace, di Ghiannis Ritsos
  • Deiknumena: Mostra di Athena Vida
  • Mostra di Petros Efstathiadis
  • Musica a Danza del Mediterraneo orientale. Pèrgamos Project - Rebètiko 4et
  • E wide shut - Selezione internazionale dal Video Art Miden Festival (Kalamata)
  • Mostra di Federico Simonelli: "O Terra di Ionia"


  • Locandina della mostra Memorie delle Navi Liberty, con opere di Giannis Giapalakis Giannis Giapalakis: "Memorie delle Navi Liberty"
    02 ottobre (inaugurazione) - 08 ottobre 2017
    Sala Giubileo - Trieste

    Mostra pittorica del capitano Giannis Giapalakis. Un viaggio di ricordi delle navi storiche "Liberty" che dopo la II guerra Mondiale hanno costituito la chiave dello sviluppo e l'inizio dell'epoca d'oro della Marina Mercantile greca che ha portato gli armatori greci nella posizione di controllo della più grande flotta mercantile al mondo, con diverse bandiere e con base al Pireo, fama mantenuta fino ai nostri giorni. Il Museo Navale di Creta incomincia il viaggio nella storia di queste navi all'incirca quattro anni fa quando in collaborazione con l'equipe volontaria del Museo, grazie alla sua esperienza nella costruzione di modelli navali, ha deciso la costruzione del modello Liberty, in ricordo del grande contributo che queste navi hanno avuto nello sviluppo dell'odierna Marittima. Dopo la realizzazione del primo modello, ha seguito la costruzione di un secondo Liberty con armamento bellico. Infine, ispirati dalla storia commovente del naufragio di uno dei volontari, nel suo primo viaggio verso l'oceano Indiano, è stato realizzato un terzo modello, immatricolato a Chania.

    E' sempre stato desiderio del Museo adornare la sala dei modelli liberty con dipinti degli stessi. Questo si è realizzato grazie donatore del museo ed eccezionale pittore, il capitano Giannis Giapalakis. All'inizio il Capitano ha donato al Museo 6 opere che hanno portato in seguito alla realizzazione di una collezione unica di 32 opere di eccezionale valore d'ispirazione del Capitan Giapalakis. Si tratta di dipinti olio su tela di varie dimensioni dal titolo Ricordi Liberty, che riflettono i ricordi dei viaggi del capitano nel mondo. Le opere sono state donate dall'artista al Museo che incomincia il suo viaggio di presentazione di questa eccezionale collezione e la sua prima tappa è Trieste. In seguito la stessa mostra sarà presentata a Chania, ad Atene e in altri centri culturali.

    Il capitano Ioannis Giapalakis (Atene), terminati gli studi di scuola media, ha incominciato a viaggiare in navi "Liberty" come cadetto comandante. Dopo il suo servizio nella Marina militare, ha viaggiato per molti anni in diversi tipi di navi ed è asceso al massimo grado della Marina mercantile fino al 1987. Di seguito è diventato Capitano in una grande compagnia marittima fino al 2007. Dopo il 2007 si è occupato esclusivamente di pittura. I suoi quadri sono conservati in musei navali, società, archivi storici e presso collezionisti privati. Ha partecipato alla VII Esposizione Panellenica di pittura ad Atene. Nel 2009 ha esposto i suoi quadri nel Centro culturale di Vrilissia. Dal 2010 collabora con il Museo Navale di Creta a Chania, cui dona i suoi dipinti con soggetti riguardanti la II guerra mondiale, la Marina commerciale e in particolare le navi Liberty che hanno fatto storia grazie agli armatori greci. Partecipa alle varie manifestazioni culturali del Museo Navale di Creta, in cooperazione con il Presidente e i suoi collaboratori con cui ha instaurato una relazione amichevole e costruttiva.

    Inaugurazione della mostra Memorie delle Navi Liberty alla presenza dell'artista e dell'assessore del turismo e dello sviluppo economico del Comune di Trieste Maurizio Bucci. Interventi del commodoro Emanuele Petrakis Presidente del Museo Navale di Creta, dell'avv. Aliki Kefalogianni Direttore della Fondazione Ellenica di Cultura Italia e del Presidente della Comunità Greco-Ortodossa l'ammiraglio Stelios Ritsos. Con la presentazione dell'ingegnere navale Cosmas Cosmidis sulla storia e le caratteristiche tecniche delle navi Liberty e il loro ruolo determinante per lo sviluppo della marittima mercantile greca.

    La mostra Memorie delle Navi Liberty è stata organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura Italia, dal Museo Navale di Creta e dalla Comunità Greco-Ortodossa di Trieste. L'esposizione è produzione del Museo Navale di Creta ed è a cura della Fondazione Ellenica di Cultura Italia. E' realizzata sotto l'egida del Consolato Onorario Generale di Grecia, del Consolato Onorario di Cipro e dell'Università degli Studi di Trieste – Lingua Neogreca. La mostra è presentata in occasione dell'organizzazione della 49esima edizione della Regata Internazionale "Barcolana 49" che si svolge ogni anno a Trieste. (Comunicato stampa Fondazione Ellenica di Cultura Italia)

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    Locandina della mostra




    Particolare della locandina della rassegna Xouthou il silenzio della città Xouthou: il silenzio della città
    Atene, 17 settembre (inaugurzione ore 17.00) - 15 ottobre 2017
    www.ilvicolo.com

    L'artista Marisa Zattini parteciperà, insieme a Onorio Bravi, Silvano Barducci, Paola Campidelli, Donatella Franchi, Mauro Pipani, Anton Roca, Silvano Tontini, con altri artisti europei invitati da Dimitra Siaterli. Il progetto è nato intorno a via Xouthou, un'anonima strada ateniese che nel tempo ha visto spesso modificarsi la sua 'fisionomia', anche sociale. L'obiettivo è realizzare un racconto artistico che porti l'attenzione «sulla geografia scarsamente illuminata della zona - come la stessa via Xouthou - e le sue mutazioni nel tempo».

    Parallelamente, in Germania, ad Aalen nel castello di Fachsenfeld (inaugurata il 9 luglio 2017, fino a domenica 29 ottobre 2017), prosegue la mostra Natura e figura a cura di Hermann Schludi. Marisa Zattini, invitata con Paola Campidelli e Giovanni Fabbri, è presente con n. 47 opere tratte dal ciclo Erbari e Mandragore. Le opere esposte entrano in emozionale dialogo con la suggestiva sede del Castello (XVI secolo), con la natura del paesaggio (un parco di oltre 7 ettari) e le opere d'epoca collocate nelle sale del Castello. (Comunicato stampa)




    Opera di Yorgos Botsos dalla locandina della mostra Opera di Giuseppe Palumbo calla locandina della rassegna Comics Comics, parole & immagini
    Giuseppe Palumbo | Yorgos Botsos


    Leros (Grecia), 27 agosto (inaugurazione ore 20.00) - 12 settembre 2017
    www.aial.gr

    Palumbo e Botsos sono gli autori delle opere che verranno esposte in una mostra itinerante, che percorrerà la Grecia da agosto 2017 a maggio 2018, a cura di Antonis Rallis (docente di Storia dell'Arte presso l'Accademia d'Arte Grafica AKTO di Atene), organizzata dall'AIAL nell'ambito della Rete di Cooperazione Culturale Italo-Ellenica in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Atene. La scelta dei due artisti, provenienti da due Paesi vicini e così simili per indole e temperamento come Italia e Grecia, deriva non tanto dalla spinta a sottolineare improbabili affinità artistiche, bensì assumendo quali criteri di base sia il legame rappresentato dall'appartenenza alla stessa generazione, sia allo stesso tempo la diversità del percorso artistico che, pur incrociandosi in seno alle correnti creative della produzione europea contemporanea dei comics, mostra attraverso le loro opere la polifonia e le molteplici possibilità espressive del genere.

    L'italiano Giuseppe Palumbo ed il greco Yorgos Botsos sono rappresentanti della scena europea dei fumetti e molte volte hanno pubblicato ed hanno esposto nei due Paesi. Collaboratori del periodico Vavel, che ha contribuito alla diffusione ed al rafforzamento delle qualità artistiche dei fumetti in Grecia, sono legati dall'amore per la scrittura e la narrazione, come anche dalla loro fervida relazione con l'immagine, mentre li distingue una continua ricerca per diverse interpretazioni ed espressioni nell'ambito delle loro creazioni.

    Palumbo è un camaleonte che può creare attingendo ad un tratto forte e tipico dei manifesti, ridando vita a personaggi classici dei fumetti, ma anche creando personaggi originali che portano una ventata di freschezza e varietà nella produzione contemporanea. Botsos si cimenta con la plasticità figurativa della narrazione, creando senza alcuno sfondo e riducendo al minimo l'intervento della parola, esprimendo le sue idee in modo prevalentemente figurativo e ricercando uno stile che rinvia sì alla pittura ma mantiene l'immediatezza e la "sorpresa" del sovvertimento insito nei comics. Ambedue sono molto prolifici ed hanno una forte personalità, costituendo le due facce di una medaglia preziosa e creativa. (Comunicato stampa AIAL Associazione Culturale Italo-Ellenica)




    Tempio Marasà - Locri Ionio che abbraccia Ionio
    Da Nosside a Kavafis la poesia che unisce i popoli


    25 agosto 2017, ore 20.00
    Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri (Reggio Calabria)

    Un reading letterario con lo scrittore Fabio Cuzzola. II percorso prevede letture e riflessioni muovendo da epoche e punti diversi di osservazione sul mare Ionio. Quel mare che ha rappresentato per secoli il forte legame tra le coste calabresi, siciliane e la Grecia, fornendo ispirazione per miti, storie e liriche che hanno superato il tempo per arrivare a noi con un messaggio di pace, accoglienza, amore per la bellezza ancora intatto. In questo viaggio poetico, accanto ai nomi che hanno reso eterna la poesia: Saffo, Nosside di Locri, Quasimodo, Kavafis, anche due testi inediti, due sorprese che per la prima volta verranno lette nello splendido scenario del Tempio ionico di Marasà - Parco archeologico di Locri, nota e importante colonia magno-greca. (Comunicato stampa)




    Moneta incusa in argento della zecca di Kaulonia, VI secolo a.C. Presentazione spazio testimonianze numismatiche
    23 agosto 2017, ore 21.00
    Museo Archeologico e Parco Archeologico dell'antica Kaulon - Monasterace (Reggio Calabria)

    Nuovo spazio espositivo dedicato alle testimonianze numismatiche che arricchirà ulteriormente il prestigioso Museo archeologico dell'antica Kaulon. L'allestimento di questo settore ha la finalità di raccontare la "storia" della circolazione monetale cauloniate. Per l'occasione una conversazione dal titolo Il dio e il cervo: storia e archeologia della moneta dell'antica Caulonia dedicata alle testimonianze numismatiche che il sito ed il territorio del centro magno-greco di Kaulonia nei decenni di ricerche ha restituito. Questo interessantissimo spazio è curato dalla già citata Giorgia Gargano; mentre i lavori di restauro dei materiali numismatici sono stati seguiti da Villalba Mazzà. Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell'antica Kaulon è afferente al Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon. (Comunicato stampa)




    Locandina della mostra Cromatismi e Plasticismi Cromatismi & Plasticismi
    Toula Melà | Marco Giannini


    30 luglio (inaugurazione ore 20.00) - 10 agosto 2017
    Alevromilo - Agía Marína (Grecia)
    www.aial.gr

    Toula Melà (Atene), di genitori emigrati in Egitto dall'Asia Minore e dal Dodecaneso, ha studiato pedagogia e psicologia clinica e Belle Arti. Nelle sue opere, da lei stessa definite energizzanti, si ispira alla natura, alla musica, alle emozioni ed all'approccio ecologico dell'ambiente. La sua produzione artistica è caratterizzata dalla coesistenza di linee curve tipiche della natura (con rigorosa assenza di linee rette, che considera esclusività dell'artificio umano), con la assoluta prevalenza del colore puro che comunica senza altri intermediari con la sensibilità dell'osservatore. Con le sue opere mira a infondere all'osservatore un senso di rilassatezza e benessere, ed a simboleggiare la pacifica convivenza umana. Ritiene che la fruizione estetica sotto tutte le forme debba essere un bene a disposizione di tutti, e che rappresenti la via maestra per lo sviluppo culturale della società.

    "Ogni opera è un frammento temporale dell'eternità. Le sfumature cromatiche, uniche come gli esseri umani, emettono flussi di energia e forza vitale rendendo la nostra vita esteticamente e qualitativamente migliore. Ed in analogia alla loro armoniosa coesistenza, così dovrebbero convivere pacificamente anche gli uomini, rispettando ognuno la peculiarità dell'altro, su un pianeta che potrebbe essere, se solo lo volessimo, un paradiso." (Toula Melà)

    Raro caso di artista indipendente, totalmente avulso dai meccanismi che gestiscono il mondo dell'arte contemporanea, Marco Giannini é un pastore dell'arte e le sue opere il suo gregge. Si sposta con esse nelle sue transumanze italo-greche. Il suo mondo è assolutamente sorprendente, ironico, pungente. Quel che ci stupisce é la sopraffina capacità d'inquadrare dei mondi che appartengono al nostro più istintivo immaginario. (da una recensione di Richi Ferrero)

    Tra le sue realizzazioni più originali si trovano performances live come il Tram multietnico (Torino, 1994) ed esposizioni di istallazioni come Terra elettrica (Casa Toesca, 2010). Le opere in esposizione rappresentano una retrospettiva della sua produzione astratta, realizzata tra il 1968 ed il 1999. Nel corso dell'inaugurazione della mostra, una performance del complesso strumentale Crystals di Manolis Makris che si esibiranno in un programma musicale italo-ellenico. (Comunicato stampa A.I.A.L. Associazione Culturale Italo-Ellenica)




    Locandina rassegna Short Film Fest 2017 in Grecia a Leros Short Film Fest 2017
    Leros, 27-28 luglio 2017, ore 21.00
    www.aial.gr

    Seconda rassegna del cortometraggio italiano "10 corti in giro per il mondo" proposta dal Centro Nazionale del Cortometraggio. La selezione di dieci cortometraggi, selezionati tra i più rappresentativi della produzione nazionale degli ultimi due anni, Su richiesta della Associazione culturale Italo-Ellenica A.I.A.L., in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Atene, la circuitazione della rassegna è stata estesa a tutta la Grecia inserendola tra le iniziative promosse dalla Rete di Cooperazione Culturale Italo-ellenica. (Estratto da comunicato stampa)

    - Programma

    Buffet, A. D'Ambrosi & S. de Santis, 2016, 18'
    Amira, Luca Lepone, 2016, 9'
    Rosa, Vincenzo Caricari, 2016, 25'
    Black comedy, Luigi Pane, 2015, 15'
    Estinguersi, Giulio Rocca, 2015, 13'
    Agata, Giacomo Boeri, 2016, 15'
    L'ultima orazione, Gustav Baldassini, 2016, 16'
    La viaggiatrice, Davide Vigore, 2016, 15'
    Gibberish, Nathalie Biancheri, 2016, 12'
    L'ultima nicchia, Chiara Nano, 2016, 26'




    Locandina della mostra Tracce di Mediterraneo con fotografie di Ino Lucia e Gabriele Ficchì allestita in Grecia, a Leros Tracce di Mediterraneo
    Fotografie di Ino Lucia e Gabriele Ficchì


    Leros, 29 giugno (inaugurazione ore 20.00) - 09 luglio 2017
    www.aial.gr

    Solchi, luci, sagome di pietra modellate dal vento e dal mare, architetture arcaiche, terre vulcaniche arse dal sole, sentieri, volti, muri e geometrie scolpite dal tempo. Ombre e riflessi di forme ridotte all'essenzialità, come cristallizzate dalla storia e dall'architettura, che cambiano a seconda dell'ora. Come se, in un Mediterraneo inteso nell'accezione più larga, queste tracce prendessero una vita propria e dialogassero tra loro con l'ausilio di un linguaggio misterioso. Del tutto indifferenti alle partizioni e ai confini succedutisi nel tempo, sembrano stabilire una misteriosa alleanza e rimandare ad un fondo comune, ad una reciprocità di spirito.

    Una collezione vastissima di fotografie in bianco e nero, iniziata alla fine degli anni Novanta e ancora in corso. Ad oggi comprende moltissime tappe in Grecia (Samotracia, Naxos, Santorini, Sarti, Atene, Salonicco, Folegandros, Anafi...) e in Italia, alle Canarie, alle Baleari, nei Balcani ed in Turchia (Cappadocia). La mostra viene quindi ricomposta ogni volta in modo diverso, a volte contaminando le foto con l'intervento di altri artisti sulle stampe finali, ed in questo caso con una selezione di foto in massima parte scattate in Grecia. Le immagini sono tutte analogiche, realizzate utilizzando pellicole 120mm scadute e non, sviluppate e stampate a mano, e scattate con apparecchi 6x6 storici (Rollei del 1959, Zenza Bronica del 1987, Hasseblad del 1995).

    A Leros si è arricchita delle sculture di Vangheli Chloros, assieme alle quali verrà successivamente esposta per iniziativa dell'associazione presso la Biblioteca Comunale di Lipsi dal 16 al 26 luglio. Nel corso dell'inaugurazione a Leros verrà inoltre proiettato il cortometraggio (17') di Ino Lucia Il dilemma del prigioniero. Trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo messo in scena da TeatroInMatematica, è uno psyco-thriller ispirato al concetto matematico del "dilemma del prigioniero", esempio di paradosso proposto negli anni '50 da Albert Tucker come problema di teoria dei giochi. Metafora del comportamento di soggetti in interazione strategica, trova applicazione sia in campo economico che sociale. La mostra ha iniziato il suo percorso artistico in Grecia, nell'ambito della Rete di cooperazione culturale italo-ellenica e con il patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura di Atene, con una prima tappa a Messini, per essere quindi esposta in maggio a Kalamata. (Comunicato stampa A.I.A.L. Associazione Culturale Italo-Ellenica)




    Omaggio a Nikos Kazantzakis
    Rappresentazione teatrale: "I mestieri e le loro sfumature"


    09 giugno 2017, ore 18.00
    Sala Teatrale della Chiesa di Santa Maria Maggiore - Trieste

    Rassegna culturale organizzata da Fondazione Ellenica di Cultura Italia, Comunità Greco Orientale di Trieste e Università degli Studi di Trieste - Lingua Neogreca con protagonisti gli allievi delle scuole di neogreco. La manifestazione prevede due parti: Omaggio al grande scrittore e pensatore Nikos Kazantzakis, in occasione dei 60 anni dalla sua morte e nell'ambito delle manifestazioni che hanno luogo durante tutto il 2017 che è stato proclamato "Anno Nikos Kazantzakis". "Non spero nulla, non temo nulla, sono libero". Questa frase, che è incisa sulla tomba di Nikos Kazantzakis a Heraklion, traccia il percorso della vita di questo grande autore cretese che è al contempo scrittore, poeta, filosofo, umanista, politico, drammaturgo e traduttore. Nei suoi libri si rispecchia la ricchezza linguistica e spirituale del suo lungo viaggio.

    I suoi scritti sono vicini ai Greci negli anni. Le opere di Kazantzakis sono state tradotte in molte lingue risulta notevole anche l'opera di traduzione dello stesso autore. Molto conosciute sono la rappresentazioni cinematografiche della sua opera Alexis Zorbas da parte di Michalis Kakoyiannis e de L'ultima tentazione a opera di Martin Charles Scorsese. La manifestazione è incentrata sugli aforismi tratti dalle opere del grande scrittore che verranno letti dagli alunni delle scuole di neogreco. La presentazione sarà a cura della dott.ssa Maria Kassotaki, docente di lingua neogreca presso l'Università degli Studi di Trieste.

    Rappresentazione teatrale I mestieri e le loro sfumature, composta da dieci sketch che riguardano i mestieri nella Grecia della crisi economica e che vede come protagonisti gli allievi delle scuole di greco della Fondazione Ellenica di Cultura Italia e della Comunità Greco Orientale di Trieste. Questa iniziativa si inserisce nel programma formativo della Fondazione Ellenica di Cultura, per avvicinare gli allievi al modo di vivere greco e alla cultura ellenica. La rappresentazione teatrale è frutto di un lavoro assiduo ma anche divertente di allievi di tutti i livelli durante l'intero anno scolastico che vi hanno dedicato molto tempo. Gli allievi della Fondazione Ellenica di Cultura hanno già presentato con grande successo le opere teatrale La corte dei miracoli, di Iakovos Kambanellis nel 2014 e I>Il registro, di Thomas Menexès nel 2015.

    Gli attori in ordine alfabetico sono i seguenti: Elena Albertelli, Rossano Buonocore, Laura Casaleggi, Anastasia Giannopoulou, Paola Guida, Orietta Fantin, Mauro Marcellini, Silvano Missiaia, Giacomo Klein, Anastasia Kouveli, Bianca Pani, Cristina Pitacco, Edda Punis, Roberto Rosenwasser, Marina Tassinari, Marta Tencich, Luisa Tolmar, Gianni Turco, Roberto Turrisi. Partecipano anche Chrysanthi, Fuli, Marithea e Thomas, quattro giovani allievi della "Scuola Greca" della Comunità Greco Orientale di Trieste.

    L'opera viene presentata in greco con sottotitoli in italiano. La traduzione dei testi è a opera degli allievi Orietta Fantin, Silvano Missiaia, Edda Punis, Alenka Ferluga. La revisione delle traduzioni e la realizzazione dei sottotitoli è a cura di Anna Kouveli, Adriana Valli e Giacomo Klein. I testi e la messa in scena dello spettacolo sono stati curati da Anastasia Kouveli e da Anna Kouveli, insegnanti di neogreco presso la Fondazione Ellenica di Cultura. La scenografia e i costumi sono stati curati da Fulvia Sbisà mentre l'equipaggiamento acustico è un'offerta di Roberto Rosenwasser e il trasporto del materiale di scenografia è stato offerto dall'ing. Giorgio Contento. (Comunicato stampa)




    Copertina libro 7 giorni in Grecia 7 giorni in Grecia
    di Emanuele Apostolidis

    Presentazione libro
    09 giugno 2017, ore 18.00
    La Feltrinelli - Perugia

    "Nel fumetto racconto la mentalità e la filotima greca attraverso tre generazioni: la mia generazione con la riscoperta delle proprie origini; la generazione di mio padre, raccontando l'immigrazione in Italia durante la dittatura dei colonnelli; la generazione di mia nonna simbolo di valori e tradizioni quasi perdute. Nel libro sono presenti inoltre svariati itinerari di viaggio e curiosità sul mondo greco." (Emanuele Apostolidis - da comunicato stampa Associazione Umbria Grecia)




    Dimitra Siaterli Dimitra Siaterli: Per filo & per Segno

    .. 26 maggio (inaugurazione ore 18) - 09 settembre 2017
    Il Vicolo Galleria Arte Contemporanea - Cesena
    .. 27 maggio (inaugurazione ore 17) - 18 giugno 2017
    Grotta Monumentale - Santarcangelo di Romagna
    www.ilvicolo.com

    Scrive Marisa Zattini: «Nell'opera di Dimitra Siaterli (Argos, Grecia 1952) - opera che pulsa di un naturalismo germinativo evidente - emerge tutta l'esuberanza di un pensiero fertile e antico, ricco di memorie mitiche. Osserviamo il vortice totalmente invasivo di alcune lettere frammiste a simboli. Alfabeti quale invito offerto per decifrare e penetrare un intero mondo. Un filo di Arianna, forse, per dimenticarci di noi stessi e inoltrarci, lasciandoci assorbire, nelle spirali labirintiche di questo enigmatico universo. Nella mostra, che si articola in due città in Romagna, a Cesena, nel centro storico, in due spazi da decenni deputati all'arte contemporanea e a Santarcangelo, nella misterica grotta monumentale - l'artista greca ci conduce in una esplorazione del presente denso di antica conoscenza.

    Un viaggio fatto di rimandi al passato, di sogni di andata e ritorno negli abissi della psiche e dell'inconscio (...). Il silenzio regna su tutto. E in mezzo si incista la fascinazione di un intero universo, frutto dell'intreccio culturale immaginario della nostra artista. Un intreccio riflessivo e potentemente perseguito con costante e puntuale perizia tecnica per abbracciare ogni espressione dell'arte: dalla pittura alla scultura, dalla ceramica al disegno, dall'incisione alla xilografia. Traiettorie tenebrose eppure luminose che riattivano energie sepolte nel tempo, «geroglifici infranti delle stelle» (F. Pessoa) legandoci al filo rosso delle sue fantastiche visioni».

    E ancora, lo storico dell'arte Iannis Bolis: «Nelle sue composizioni, Dimitra Siaterli si approccia alla ragnatela con molteplici moti, ricercando ogni volta un contesto e un significato diversi: la ragnatela come labirinto esistenziale, rete di comunicazione e di contatto, di espansione, di fruttuosa coabitazione e scambio di idee, come indissolubile legame connettivo tra persone e civiltà, come trappola, come piano urbanistico o linea di confine nella carta geopolitica universale, come simbolo di creatività inesauribile. La sua problematica si estende; pone domande che toccano il ruolo dell'artista come artigiano-manovale, domande sui significati della femminilità e dell'identità di genere che determina l'opera d'arte, sulla tessitura che ha profonde radici nell'indole della donna, tessitura come dinamica scelta contemporanea, alternativa dell'espressione artistica». (Comunicato stampa)




    Terra Nullis
    20th May - 25th May 2017
    Platforms Project - Athens
    www.terranulliusproject.com

    Terra nullius is a Latin expression deriving from Roman law meaning "nobody's land", which is used in international law to describe territory which has never been subject to the sovereignty of any state, or over which any prior sovereign has expressly or implicitly relinquished sovereignty. Sovereignty over territory which is terra nullius may be acquired through occupation. The term is historically linked to 17nth century colonialism, firstly introduced by John Locke, but later on also to grey zones and contested areas and to system-gaps that create unexpected space for micronations such as Liberland. Using this metaphor Terra Nullius is a research laboratory for spaces of exception and practices of autonomy, that questions the issues of sovereignty and subsumption but also the opportunity of self-institution and the ability to create new terms and methods in the field of cultural production.

    The idea is to proclaim Lo and Behold's space to Terra Nullius and invite art collectives, non profits, artist groups, artist run spaces, social engaged artistic practices and community builders to occupy it. That way a deliberate common space will be created that functions also as mapping of the art initiatives. The morphology of this shared space is unknown. It will be constantly shaped. As the occupation goes on and the common territory and network is built, this material will be published on an e-platform open to contributors, aiming to create more than an archive, a territory of critical thinking that questions the ethics and the terms of art production. Lo and Behold is a non-profit organization based in Athens, Greece, serving as a platform for the production of cultural activities, both in Greece and abroad, with a focus on contemporary art. LaB's objective is to highlight the work of art itself as the outcome of artistic inquiry, rather than as a commercial product.

    Participants/ settlers: 22:37 (Italy) / A TRANS (Germany) / ATRII (Italy) / BEASTON Projects (United Kingdom) / Campus Novel (Greece) / Errands (Greece) / EX-MÊKH (The Netherlands) / Fragments of truth (Greece, Norway, Sweden) / Future Scenarios (The Netherlands, Greece) / JuJe Collective (Canada) / KRAATZ (Germany, France, United Kingdom) / LO AND BEHOLD (Greece) / Museum of Contemporary Cuts (USA, United Kingdom, Italy) / Open show studio (Greece) / Peninsula.Land (Germany) / S.a.L.E. Docks (Italy) / THE M{}ESUM / EN FLO (Greece) / and others on the way (Press release)

    .. Associazione 22:37 contribution
    The Tumbleweed
    print cm.50x50 cm. Ed.1/50, 2017




    Cerimonia di Nomination della XII edizione del Premio Internazionale Letterature dal Fronte
    Edizione 2017 dedicata alla Letteratura Greca Contemporanea


    Il 10 maggio alle ore 9.30, presso la prestigiosa Sala Consigliare "Restagno" del Comune di Cassino, ha avuto luogo la cerimonia dei Nomination del Premio Internazionale Letterature dal Fronte. L'evento viene organizzato dall'Associazione Culturale Letterature dal Fronte in collaborazione con la Rete delle Scuole di Cassino. Il Premio nasce in occasione del sessantesimo anniversario Battaglia di Montecassino e si basa sull'idea della pace che viene costruita attraverso la conoscenza delle crisi dell'umanità. Il Premio viene organizzato ogni anno dal organizzazione culturale «Letteratura dal Fronte», dalla Rete delle Scuole di Cassino e da altri enti per richiamare alla memoria periodi di crisi umanitarie attraverso testimonianze della letteratura europea.

    L'edizione di quest'anno è dedicata alla Letteratura Greca Contemporanea e presenta una grande varietà di manifestazioni che ricoprono tutto la durata del 2017. Vengono premiati ogni anno uno o più autori i quali, nelle loro opere, mettono in luce, analizzano e raccontano storie, avvenimenti relativi a periodi di crisi. La valutazione delle opere viene operata dagli studenti di scuole italiane e straniere. Gli studenti delle scuole della Rete insieme ai loro colleghi del liceo Petrarca di Trieste e della Scuola Italiana di Atene hanno partecipato alle letture dei romanzi che gli sono stati proposti e hanno espresso le loro preferenze ai quattro autori greci che quest'anno hanno concorso alla XII edizione del Premio Internazionale Letterature al Fronte dedicata alla letteratura neogreca contemporanea.

    I mesi scorsi sono stati caratterizzati da letture e approfondimenti da parte degli studenti con l'assistenza degli esperti scelti dall'Associazione Culturale Letterature al Fronte e che sono Francesca Zaccone per la letteratura neogreca contemporanea e Francesco Scalora, storico della letteratura e delle cultura greca. L'edizione di quest'anno è stata seguita con interesse dalla prof. Paola Maria Minucci, nota ed esperta grecista e traduttrice della letteratura neogreca e dalla Direttrice della Fondazione Ellenica di Cultura Italia, Aliki Kefalogianni che ha monitorato le fasi del Premio con una disponibilità e una attenzione di cui tutti i partecipanti sono grati. (...)

    Durante la cerimonia è avvenuta nella lettura delle schede di valutazione relative alle letture di testi di autori classici e contemporanei che hanno lasciato un segno importante nella storia della letteratura della Grecia. E' stato proiettato il film-documentario Ummi (Marni Films, Centro del Cinema Greco 2015) di Nikos Avgoustidis (marnifilms.gr/en/portfolio/ummi-2015-2/), un documento toccante e significativo concernente il problema dell'immigrazione che viene messo a disposizione dal Drama Film Festival tramite la Fondazione Ellenica di Cultura Italia. La proiezione, che è stata introdotta dal dott. Giacomo Klein, collaboratore della Fondazione Ellenica di Cultura Italia, ha emozionato e commosso il giovane pubblico presente in sala.

    Con il titolo Da Aristofane a Markaris, spunti per la letteratura greca della legalità, alcuni studenti dei licei e degli istituti partecipanti hanno letto alcune pagine dei due Premi Nobel per la letteratura greci: Elitis e Seferis, nonché di Omero, Aristofane, Solone, Sofocle, toccando brani di autori poco noti in Italia come Konstantinos Theotokis con Maledetti quattrini, presentati dagli studenti della Scuola Italiana di Atene. Sono poi stati letti alcuni passi dalle opere in concorso cioè: Titoli di coda di Markaris (Bompiani, 2015), L'oro dei folli di Maro Douka (Argo, 2010), Dal mare verrà ogni bene di Christos Oikonomou (Elliot, 2016) (...) (Estratto da comunicato stampa)




    Copertina libro di Efrossini Manda "Noè in Città"
    di Efrossini Mandà

    Presentazione libro
    05 maggio 2017, ore 18.00
    Antico Caffè San Marco - Trieste
    www.hfc-worldwide.org/trieste

    Nella prosa poetica della della poetessa cipriota Efrossini Mandà Lasaru - una delle più importanti autrici greco-cipriote contemporanee - Noè non sta allestendo nessuna arca: in un clima allucinato che solo la minuta quotidianità è in grado di esprimere, la città pare vivere le sue ultime ore o, forse, le premesse di una sua rigenerazione. Estraneo agli orizzonti poetici convenzionali, il libro della scrittrice cipriota impegna il lettore in un’ardita avventura letteraria da vivere come un teso dormiveglia popolato di fantasmi bifronti, al tempo stesso incubi e speranze.

    La manifestazione è organizzata dall'Associazione Ciprioti in Italia NIMA con il patrocinio della Fondazione Ellenica di Cultura Italia, della Comunità Greco Orientale di Trieste, dei Servizi Culturali di Cipro e dell'Ambasciata della Repubblica di Cipro in Italia. (Comunicato stampa)




    Particolare dalla Locandina della conferenza Testi Italiani degli Scrittori delle Isole Ionie a Trieste Testi Italiani degli Scrittori delle Isole Ionie
    Conferenza del prof. Gerasimos Zoras


    30 marzo 2017, ore 17.00
    Sala Giubileo - Filoxenia - Trieste
    www.hfc-worldwide.org/trieste

    Gerasimos Zoras, Professore presso l'Università di Atene, analizzerà le realtà di alcuni importanti poeti greci delle isole delle Ionio i quali utilizzarono la lingua italiana per esprimere la loro ispirazione poetica. Tra i poeti più importanti, possiamo citare il Poeta Nazionale Greco Dionysios Solomos, Andreas Kalvos, Ioulios Typaldos, Andreas Laskaratos e altri ancora. L'uso dell'Italiano in questo contesto deriva dal dominio veneziano nell'Eptaneso il quale durò per ben quattro secoli (dal 1386 al 1797) durante i quali la lingua ufficiale era l'italiano che veniva insegnato ai nobili e agli eruditi.

    Tuttavia, anche dopo il dominio veneziano, gli intellettuali continuarono per decenni a far uso della lingua italiana per permettere alle loro opere di godere di una maggiore diffusione. Per esempio, la prima collezione poetica attestata di Solomòs (Rime improvvisate, 1822) contiene trenta sonetti in italiano. Anche quando i poeti scrivevano rime in greco, spesso sostenevano la propria ispirazione componendo bozze o appunti in italiano. La manifestazione viene organizzata dalla Fondazione Ellenica di Cultura Italia in collaborazione con la Comunità Greco Orientale di Trieste, l'Università di Trieste - Lingua Neogreca e con il patrocinio del Consolato Onorario di Grecia e del Consolato Onorario di Cipro a Trieste. (Comunicato stampa)




    Pompei e i Greci
    12 aprile - 27 novembre 2017
    Scavi di Pompei, Palestra Grande

    Le storie di un incontro: partendo da una città italica, Pompei, se ne esaminano i frequenti contatti con il Mediterraneo greco. Seguendo artigiani, architetti, stili decorativi, soffermandosi su preziosi oggetti importati ma anche su iscrizioni in greco graffite sui muri della città, si mettono a fuoco le tante anime diverse di una città antica, le sue identità temporanee e instabili. Oltre 600 reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti da Pompei, Stabiae, Ercolano, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano e ancora iscrizioni nelle diverse lingue parlate -greco, etrusco, paleoitalico-, argenti e sculture greche riprodotte in età romana.

    La mostra nasce da un progetto scientifico e da ricerche in corso che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei; gli oggetti, provenienti dai principali musei nazionali e europei, divisi in 13 sezioni tematiche, rileggono con le loro 'biografie' luoghi e monumenti della città vesuviana da sempre sotto gli occhi di tutti. L'allestimento espositivo, che occupa gli spazi della Palestra Grande di Pompei, è progettato dell'architetto svizzero Bernard Tschumi e include tre installazioni audiovisive immersive curate dallo studio canadese GeM (Graphic eMotion). La grafica di mostra e la comunicazione sono disegnate dallo studio Tassinari/Vetta.

    La mostra, curata dal Direttore generale Soprintendenza Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), è promossa dalla Soprintendenza Pompei con l'organizzazione di Electa. Pompei e i Greci illustra al grande pubblico il fascino di un racconto storico non lineare, multicentrico, composto da identità multiple e contraddittorie, da linguaggi stratificati, coscientemente riutilizzati: il racconto del Mediterraneo. La mostra di Pompei è la prima tappa di un programma espositivo realizzato congiuntamente con il Museo Archeologico di Napoli: qui, a giugno, si inaugurerà una mostra dedicata ai miti greci, a Pompei e nel mondo romano, e al tema delle metamorfosi. (Comunicato stampa)




    Aiace
    di Ghiannis Ritsos

    Traduzione: Nicola Crocetti
    Con Viola Graziosi
    Regia e Voce: Graziano Piazza
    Scenografia musicale: Arturo Annechino
    Costumi: Valentina Territo
    Registrazioni e mix: David Benella
    Assistente alla regia: Ester Tatangelo
    Produzione: Sycamore T Company
    Durata 55: minuti

    28 marzo - 02 aprile 2017
    Pacta Salone - Milano
    www.pacta.org

    La storia dell’eroe greco attraverso la voce di una donna interpretata da Viola Graziosi. Una donna, forse una proiezione, un miraggio, e un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono insieme la storia dell'eroe greco, il più valoroso dopo Achille. Dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo. Pian piano la donna riveste i panni dell'eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. L'Aiace, di Ghiannis Ritsos, scritto tra il 1967 e il 1969, è una rilettura della tragedia di Sofocle attraverso la quale il poeta, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità umana e politica. (Estratto da comunicato ufficio stampa iagostudio)




    Immagine dalla mostra Deiknumena di Athena Vida alla Quartz Studio di Torino Athena Vida: Deiknumena
    20 marzo - 31 maggio 2017
    Quartz Studio - Torino
    www.quartzstudio.net

    Progetto site specific dell'artista tedesca Athena Vida (nata come Gitte Schäfer a Stoccarda, Germania, nel 1972). Un atto rituale necessita di una definizione nello spazio e nel tempo. In genere segue un insieme di regole che rappresentano la coreografia di una liturgia. Deiknumena è una delle quattro parti in cui si dividono i Misteri eleusini, i riti e le iniziazioni religiose segrete dell'antica Grecia. Gli atti rituali erano composti dai seguenti elementi: Cose fatte (Dromena); Cose dette o cantate (Legomena); Cose mostrate (Deiknumena); Cose immaginate (Epiphania).

    I misteri sono legati a un mito, celebrano il ritorno di Persefone dall'aldilà nel mondo dei vivi e danno il benvenuto alla primavera. Persefone, figlia di Demetra, fu rapida da Ade e portata nell'aldilà. Disperata, la madre la cercò trascurando i suoi doveri, così la terra si gelò e la gente morì di fame, il primo inverno. Quando infine Zeus permise a Persefone di tornare dalla madre, e le due furono di nuovo insieme, la terra rinacque, rifiorì e tornò a prosperare. Il ritorno di Persefone rappresenta la rinascita delle piante in primavera e, in senso più ampio, della vita sulla Terra.

    La mostra apre all'inizio della primavera. All'equinozio, l'equilibrio fra il giorno e la notte, la durata di luce e buio è identica. Nel processo alchemico ha luogo un distillato dei poteri del sole e della luna che, tramite il processo di trasformazione, si fondono. L'essenza dell'alchimia è l'unificazione delle polarità, la comunione di spirito e materia per colmare il divario fra il regno terreno e quello celeste. I misteri avevano lo scopo di elevare l'uomo dalla sfera umana a quella divina. Sulla Tavola di smeraldo troviamo il seguente concetto: Ciò che è in basso corrisponde a ciò che è in alto e ciò che è in alto corrisponde a ciò che è in basso.

    Corrisponde significa «è in unione con», due cose separate che in realtà sono una sola. I simboli sono punti d'unità. In tutte le tradizioni culturali esistono le immagini dell'androgino, della dualità dell'energia cosmica che rappresenta il concetto di unità, di completezza, l'unione del fisico e dello spirituale. Nel Neolitico esistevano culture molto organizzate e pacifiche basate sull'uguaglianza degli esseri umani. Per questi sistemi sociali equilibrati, né patriarcali né matriarcali, la scrittrice Riane Eisler ha coniato il termine "gilania". Poiché ciascuno di noi crea il mondo tramite la sua percezione di esso, si pensi a ciascuno di noi come a una gilania altrettanto equilibrata al suo interno. Uno spazio del Quartz Studio sarà racchiuso fra quattro colonne di rame sormontate dai rami dell'albero della vita.

    Qui una dea verde, anonima e androgina, troneggerà su un altare a rappresentare l'Axis Mundi, che permette il continuo scambio fra regno alto e regno basso. La stessa dea, l'altare e le offerte che la circondano, come i simboli contenuti, tessono una trama di significati intrecciati. Creano il mito dell'unificazione incoraggiando la nostra parte androgina, promuovendo e sostenendo la reintegrazione dei principi femminili nella società per ritrovare l'equilibrio. I miti e i simboli parlano un linguaggio universale. La verità del mito non è sapere. Il mito parla tramite aspirazioni ed esempi radicati nelle immagini. Ciascuno di essi ci racconta com'è nata o ha avuto origine una realtà. Il mito e il rituale non distinguono fra i diversi livelli di realtà. Immaginazione ed esistenza sono la stessa cosa.

    Se il lavoro della Schäfer dichiara apertamente il suo tributo ad artisti che l'hanno ispirata, come la surrealista Meret Oppenheim, l'incontro con Alejandro Jodorowsky, i Tarocchi e le sue idee sulla Psicomagia hanno profondamente influenzato l'artista e il suo percorso. Il lavoro di Gitte Schäfer, che solitamente assemblava objects trouvés con risultati sorprendenti come divertenti ritratti, meccanismi inutili e motivi geometrici e colorati, si è trasformato in più complesse installazioni in cui ogni singolo elemento ha un significato in una mitologia sincretica. Come Gitte Schäfer, l'artista ha tenuto mostre personali in diverse gallerie e in mostre collettive in tutto il mondo tra cui Kunstmuseum Luzern, Lucerna, Svizzera (2015); Kjubh e.V., Colonia, Germania (2014); Château de Chamarande, Centre d'Art Contemporain, Francia (2010). (Comunicato stampa)




    Opera di Petros Efstathiadis nella mostra alla Galleria foto-forum di Bolzano Petros Efstathiadis - Mostra ambientata in Grecia nella Macedonia settentrionale Petros Efstathiadis
    21 marzo - 29 aprile 2017
    foto-forum Südtiroler Gesellschaft für Fotografie - Bozen/Bolzano
    www.foto-forum.it

    Liparo, Macedonia settentrionale, Grecia. Qui c'è un luogo in cui la terra per decenni ha prodotto pesche per i suoi abitanti, una terra ora travolta dal vento di una violenta crisi economica. E' il villaggio natio del fotografo Petros Efstathiadis, e da un decennio il set del suo lavoro. Qui, nella corte interna dei suoi genitori o dei vicini e nei campi circostanti, egli compone con cura minuziose mise-en-scène fatte di resti e oggetti inutilizzati. In questo caso le sue grandi ed effimere sculture divengono decorazioni di una corsa all'oro del XXI secolo.

    Efstathiadis ci narra la storia di un uomo che, giunto al villaggio pochi mesi prima, è entrato nelle case promettendo agli abitanti l'accesso alla ricchezza: la loro terra era stata scelta per ospitare un nuovo gasdotto proveniente dall'Azerbaigian. Gli abitanti, compreso il padre del fotografo, hanno sottoscritto i contratti nella stessa corte interna. Con un movimento ellittico Petros Efstathiadis riporta in vita, su questo stesso terreno, le costruzioni e le macchine dell'epoca della corsa all'oro californiana. Vi si possono riconoscere alcune figure note, immagini iconiche di un'epoca di grandi attese e speranze disilluse - una chiesa che ricorda le fatiscenti facciate dell'Alabama di Walker Evans. E mentre va così sorgendo la tipica austerità dei pionieri, scopriamo qual è l'altra risorsa certa di questa terra: il teatrale e grandioso senso del fantastico di Efstathiadis. (Raphaelle Stopin)

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    Liparo, nördlich von Mazedonien, Griechenland. Hier gibt es einen Ort, in dem das Land seinen Bewohnern seit Jahrzehnten Pfirsiche gebracht hat, ein Land, das jetzt durch den Wind einer heftigen Wirtschaftskrise weggefegt wurde. Das Dorf, in dem der Fotograf Petros Efstathiadis geboren wurde, ist seit einem Jahrzehnt das Setting für seine Arbeit. Dort, im Hinterhof seiner Eltern oder Nachbarn und in den umliegenden Feldern, komponiert er sorgfältig minutiöse Mise-en-Scène, gemacht aus Resten und vernachlässigten Waren. In dieser Zeit werden die großflächigen und kurzlebigen Skulpturen das Dekor für einen Goldrausch des 21. Jahrhunderts.

    Er erzählt uns die Geschichte von dem Mann, der vor ein paar Monaten in das Dorf kam, in die Häuser eintrat und den Einheimischen ein Ticket zum Reichtum versprach: Ihr Land war gewählt worden, um eine neue Gaspipeline aus Aserbaidschan zu beherbergen. Die Dorfbewohner unterschrieben die Verträge, auch der Vater des Fotografen, im selben Hinterhof. In einer elliptischen Bewegung, bringt Petros Efstathiadis den Boden, die Gebäude und Maschinen aus der Zeit des kalifornischen Goldrauschs zurück. Man kann einige bekannte Figuren erkennen, ikonische Bilder aus einer Ära von großen Erwartungen und betrogenen Hoffnungen - eine Kirche, die an die baufälligen Alabama-Fassaden von Walker Evans erinnert. Und wenn hier die typische Pionier-Strenge entsteht, entdecken wir, welche andere Ressource das Land sicher hält: Efstathiadis theatralisches und herrliches Gespür für Fantasie. (Raphaelle Stopin)

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    Liparo, North of Macedonia, Greece. This is a place where for decades the land has brought peaches to its inhabitants, a land that now has been swept away by the wind of a fierce economic crisis. For a decade now the village where photographer Petros Efstathiadis was born in, has been the setting of his work. There, in his parents' or neighbors' backyards, in the surrounding fields, he carefully composes minute mise-en-scènes, made with leftovers and disregarded goods. In this period, the large-scale and ephemeral sculptures set the decor for a 21st century gold rush.

    He tells us the story of this man who stepped in the village a few months ago, entered the homes, promising the locals a ticket to wealth: their land had been elected to host a new gas pipeline from Azerbaijan. Villagers signed the contracts, including the photographer's father, in the same backyard. In an elliptic move of his, from this very soil, Petros Efstathiadis brings back building and machines from the time of the Californian gold rush. One can recognize some familiar figures, iconic pictures from an era of great expectations and deceived hopes - a church that reminds us of Walker Evans' Alabama decrepit façades. And if the typical pioneer austerity arises here, we discover which other resource the land surely hold: Efstathiadis theatrical and delightful sense of fantasy. (Raphaelle Stopin)




    Musica a Danza del Mediterraneo orientale

    Pèrgamos Project - Rebètiko 4et

    Kyriakos Gouventas (violino), Yiannis Alexandrìs (voce, oud, baglamàs, chitarra), Takis Kunelis (voce, bouzouki, chitarra, percussioni). Partecipazione straordinaria di Vaghelis Pashalidis (santouri)

    25 marzo 2017
    Spazio Teatro 89 - Milano
    www.panellinion.info/takiskunelis

    "Pérgamos Project" invita lo spettatore a un viaggio musicale nella Grecia del primo Novecento. Un itinerario che lo porterà, attraversando il mar Egeo, dai quartieri popolari di Costantinopoli e di Smirne, ad approdare al porto del Pireo per ascoltare le melodie che hanno creato il mito del Rebétiko. In concerto si suonano, e si raccontano, alcune delle canzoni più belle appartenenti alla tradizione dei greci dell'Asia Minore e all'eredità dei compositori più rappresentativi del trentennio 1922-1955, da Vaghelis Papazoglou a Panayiotis Toùdas e da Markos Vamvakaris a Vassilis Tsitsanis. In un susseguirsi d'atmosfere, impreziosito da interventi solistici ed improvvisazioni, l'oud e il violino - strumenti maggiormente connessi alla cultura greco orientale - passano il testimone alla tipica formazione del rebétiko (bouzouki, baglamàs e chitarra) che ci riporta nel clima delle orchestre popolari degli anni Trenta e Quaranta... (Comunicato stampa)




    E wide shut - Selezione internazionale dal Video Art Miden Festival di Kalamata in Grecia E wide shut
    Selezione internazionale dal Video Art Miden Festival, Kalamata (Grecia)


    16 febbraio (inaugurazione ore 18.30 - 21.00) - 25 febbraio 2017
    [.BOX] - Milano
    www.dotbox.it

    Festival Miden (Miden in greco significa "zero"), a cura di Giorgos Dimitrakopoulos, è uno dei primi festival di video arte in Grecia e di un'organizzazione che mira ad espandere la ricerca sulla video arte e nuovi media. Si tratta di un'organizzazione indipendente fondata, organizzata e curata da un team di artisti greci contemporanei, con sede a Kalamata. Dal 2005 si è gradualmente affermato come uno dei festival di video arte più riusciti e interessanti in Grecia e all'estero ed è stato un importante punto di scambio culturale per il video arte greca e internazionale, la creazione di una alternativa, punto di incontro per artisti emergenti e video artisti affermati. Dal 2015, Miden continua il suo lavoro con una programmazione di eventi più flessibile ed ampia, con l'obiettivio base di stimolare la creazione di video arte originali e contribuire a diffondere e sviluppare la ricerca in materia.

    Attraverso collaborazioni e scambi con importanti festival e organizzazioni internazionali, Miden è stato riconosciuto come una delle piattaforme di video arte di maggior successo e interessanti a livello internazionale e come un importante punto di scambio culturale per la video arte greca e internazionale. Inoltre fornisce anche un punto di incontro alternativo per emergenti e affermati artisti e un hub di comunicazione tra gli artisti, le organizzazioni, i festival e gli spazi d'arte di tutto il mondo. I programmi di screening del Miden Festival hanno viaggiato in molte città della Grecia e in tutto il mondo, e sono ospitati da festival importanti, i musei e le istituzioni a livello globale. (Comunicato stampa [.BOX] Videoart Project Space)




    Locandina della mostra O Terra di Ionia, di Federico Simonelli allo Spazio Arte Carlo Farioli Federico Simonelli: "O Terra di Ionia"
    14-29 gennaio 2017
    Spazio Arte Carlo Farioli - Busto Arsizio (Varese)
    www.farioliarte.it

    In occasione del 73° anniversario della deportazione nei campi di sterminio di alcuni lavoratori della Ercole Comerio di Busto Arsizio, la mostra presenta una serie di opere realizzate dall'artista Federico Simonelli (Lonate Pozzolo, 1944) che si ispira a un lavoro di ricerca sulla temporalità dell'esistenza. Il titolo dell'esposizione è mutuato dai versi di una poesia di Kavafis (O terra di Ionia), il più grande poeta alessandrino, che nel suo accorato grido piange la sua terra d'elezione (la Grecia) calpestata e distrutta dai conflitti bellici. Le opere di Simonelli, sculture e dipinti realizzati in differenti tecniche, nella loro desolante umanità diventano elementi di testimonianza di un male che la memoria aiuta a esorcizzare superando il disincanto di una visione di solitudine racchiusa in se stessa. (Comunicato stampa)



    * Ninni Radicini, coautore del libro La Grecia contemporanea (1974-2006), ha pubblicato articoli su vari periodici, recensioni e prefazioni a libri.

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